Crediamo nell’importanza di migliorare e diffondere il networking come prezioso strumento di gestione, produzione di conoscenze, contatti e nuove opportunità. Per questo speriamo di alimentare una costruttiva riflessione con questo documento, il wiki e quello che potrà emergere.
Gianandrea Giacoma e Davide “Folletto” Casali
Come ho scritto in uno scambio di mail con i due “esploratori” di cui sopra
la transdisciplinarietà è “la curiosità di vedere oltre il recinto”. Per nutrirla ci vuole studio e capacità/voglia di cambiare spesso il punto di vista.
E’ più facile approfondire ciò che si sa già e quindi non è facile che molti decidano di rimettersi in gioco. E questo vale per tutti gli ambiti disciplinari/professionali. Però è anche l’arma vincente in questo mondo così complesso…
.
Se veramente si realizzasse tutto quel lavoro “collaborativo” di cui si parla, il problema non sussisterebbe perché significherebbe far funzionare quell’intelligenza collettiva che, spesso, ci si limita a teorizzare.
Posto ciò, comincio a dare il mio contributo, in primo luogo, segnalandovi questa interessante iniziativa, per poi proseguire con alcuni spunti di approfondimento che prenderanno in considerazione i potenziali apporti in merito della teoria del campo di Lewin (e poi, chissà… L’appetito vien mangiando
)
Ho deciso – per ora – di intervenire via blog, perché mi piacerebbe discutere un po’ sull’argomento e, magari, creare una rete di interesse che poi possa andare ad alimentare il wiki che, nella mia visione, è un punto di arrivo più che di partenza.
Che sia chiaro: è anche possibile che ciò che uscirà da questo blog non confluisca necessariamente nel documento ma che si strutturi come “corollario dialogico”. Ma anche questo è social network. O no?
P.S. categorizzerò i post sull’argomento con “social network” in maniera da renderli facilmente identificabili.





Grazie del tuo contributo
Si … anche questo, in un certo senso, è Social Networking
La transdisciplinarietà è una brutta bestia anche se ormai quasi tutti ne riconoscono l’importanza in questo periodo fatto di domande e sfide “complesse”.
Credo che ci siano tante persone appassionate della rete che partendo da interessi e competenze diverse siano più interessate a produrre idee, ipotesi e progetti e non solo un “collettivo diffuso mediaticamente potente” (il lato oscuro della blogosfera?). Un mio caro amico Leandro Agrò dice da tempo di sostituire i blogroll con gli “idearoll”!
Il progetto ELEMENTI si muove in questa direzione
Lewin mi sembra uno spunto molto interessante che approfondirò sicuramente.
Secondo me l’importante è che si inizi a capire che non si può solamente parlare di tecnologia e marketing, ma che c’è un’altra importante dimensione – se non la più importante, visto che parliamo dell’uomo stesso.
Il documento credo sia un fattore interessante perché “obbliga” a mettere in ordine le idee in un certo modo e contribuisce alla divulgazione… ma non c’è niente di meglio di un buon dialogo, se poi si estende meglio ancora.
In effetti, la mia proposta nasce da un paio di constatazioni:
1) il documento da voi condiviso è già frutto di una serie di discussioni e di mediazioni, ovviamente, che hanno portato all’individuazione dei punti in cui si articola. Perché però venga condiviso realmente anche da altri, l’approfondimento di alcuni punti può favorire quello che viene definito il processo di “negoziazione del significato” e l’appropriazione individuale dei concetti;
2) la mia idea è quella di argomentare la vostra sintesi “a piccole dosi”, il che può anche invogliare maggiormente alla lettura e alla collaborazione.
Vedremo
Progetto Elementi: Utilità della Teoria del Campo di Lewin
Troppo spesso la progettazione di network tende a sopravvalutare il lato informatico dell’interazione a scapito di quello che poi è il motore del network stesso che sono gli utenti considerati come sistemi sociali e psicologici.
Da Elementi teor…
[...] di input, che prima i miei schemi mentali ignoravano, sono venuti alla luce. Ecco allora che Maria Grazia riprende una riflessione partita da Gianandrea Giacoma e Davide “Folletto” Casali sulla ricerca [...]