Qualche settimana fa, sulla scia dello scandalo di Natale
, avevo chiesto a lettori e passanti perché avessero un tamblelog e come lo utilizzassero.
La mia domanda nasceva dalla constatazione che, come commentato da Folletto in questo post di Roberto Dadda, non riuscivo a capire perché si parlasse di tumblelog come qualcosa di diverso dal blog…
Se prendete in considerazione un blog come questo, ad esempio, non vi pare potrebbe essere “scambiato” per un tumblelog? E’ questione di stile del blogger, secondo me…
Comunque sia, i motivi che mi hanno spinto ad aprirne ben due sono legati sia alle caratteristiche di questo blog, sia alla capacità di dialogo e di confronto della blogosfera.
Speculum Maius è un blog difficilmente definibile, sicuramente al di fuori di qualsiasi velleità nazional popolare dati i temi che tocca. Mi permette di affrontare riflessioni più complesse (talvolta forse troppo, lo so
) però che riscuotono l’interesse di una certa nicchia. L’esempio più lampante è la Teoria del Campo di Lewin, i cui post sembrano essere andati a colmare una certa lacuna nelle risorse in lingua italiana sull’argomento (non è proprio il semolino in brodo di pollo, però ognuno fa quel che può
).
Diciamo che questo soddisfa molto il mio lato intellettuale però mi porta spesso ad interrogarmi sulla mia immagine al di là dello schermo: devo proprio sembrare una cervellotica secchiona!
E allora ho pensato di aprire Visionicondivise, per scriverci le cose che mi piacciono (poesie, citazioni e tutto quello che mi capita per le mani), per ascoltarci la mia musica preferita, per segnalare i vini che scopriamo, per fare una “cronaca in diretta” come questa qui e così via…
Però, io sono anche una che incomincia la sua giornata leggendo almeno un paio di testate giornalistiche e di rassegne stampa specifiche e quindi è nato anche In diretta da Marte, in cui raccolgo i link agli articoli più “allarmanti” (secondo me) dal punto di vista sociale o tutte le altre follie che ci circondano, ma di cui non ci rendiamo neanche più conto.
La maniera in cui si connotano le “discussioni” in rete su argomenti di attualità mi ha convinto a tenerli fuori dal mio blog. Non ho alcun interesse a replicare in rete ciò che succede quotidianamente nei talk show. Però in questa maniera riesco a dire la mia: chi non è interessato può sempre cambiare canale.
Dunque, riassumendo, posso dire che i tumblelogs, nel mio caso, sono l’appendice diaristica del mio blog e permettono a chi mi legge di conoscermi meglio.
E questo, per ora, mi basta





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