A partire dal tumblog di Catepol, sono risalita all’ultima querelle che sta agitando la blogosfera italiana (ammesso che esista), qui magnificamente re-interpretata da Poca cola (anche se ne avevo già sentito parlare altrove).
E mi sono ricordata, sulla scia delle perplessità espresse da Swan, quanto scritto da Maistrello circa l’Apologia dei piccoli numeri (pp.58-59).
Se ne deduce che lo scopo di un sito Web di questo tipo è tutto fuorché il raggiungimento di un alto numero di visitatori: la misurazione del successo secondo quantità è un’eredità del sistema di comunicazione tradizionale, che per parte sua necessita di numeri rilevanti da barattare con gli investitori pubblicitari per il finanziamento degli alti costi d’accesso alla pubblicazione o alla trasmissione…
Un punto di presenza personale talmente specializzato da essere destinato all’interesse di un solo interlocutore può essere considerato paradossalmente un sito di successo se quell’unico interlocutore riesce a raggiungerlo attraverso i percorsi reticolari di Internet. Nella vita reale, a differenza della tv, a volte anche una sola persona può fare la differenza.




Ciao e grazie per la citazione.
Basta con la querelle !
Evviva il blogosferio !
Evviva l’amore !
congiungiamo le nostre dita in un gesto catartico e gridiamo : “Love all over the web !”
Ciao.
Riccardo
Love love love
Sembra un raduno di figli dei fiori…
Peace and love anche da me (è verissimo nella vita reale la differenza la fa anche solo una persona).
Peace and love a te, sorella