Dato che c’è sempre bisogno di dare un segnale forte di trasformazione ad ogni cambio di governo, dopo aver oculatamente scelto Ministro e Sottosegretario all’Istruzione, il primo annuncio bomba all’insegna delle 3i: la guerra alla documentazione cartacea nella PA.
Di conseguenza, entro un anno, un anno e mezzo massimo, le pagelle “dovranno essere lette su Internet”.
Suggerendo la lettura dell’articolo di Reginaldo Palermo relativamente alle condizioni di fattibilità della cosa, vorrei far notare giusto due cose all’articolista di Repubblica che ha scritto sulla notizia:
1) il termine e lo strumento pagella è in disuso da quando io facevo la II elementare. Ho 39 anni e sono andata a scuola in anticipo.
2) Forse la pagella riportata qui sopra (datata 1954) e tratta dall’articolo in questione è un suo ricordo d’infanzia, quindi – per dovere di cronaca – informo i lettori che questo modello è stato sostituito a partire dall’anno scolastico 1977/78 con una scheda di valutazione, prevista dalla legge n° 517 del 1977. Una legge lungimirante, sottolinea Umberto Tenuta, anche se “tradita” nel suo “spirito animatore”, sull’onda lunga della pagella scolastica e della valutazione selettiva. Ovviamente, il tutto valido solo per la scuola di base.
3) La scelta, da qualche anno, di confezionarsi “autonomamente” la propria “pagella” è una necessità dovuta allo stato di deregulation totale in materia e ad una scelta ben precisa dell’ex ministro Moratti, profonda sostenitrice della validità della mano invisibile di smithiana memoria anche nel mercato scolastico.
Insieme alla pagella, almeno nella scuola elementare/primaria, sono andati in disuso: i grembiuli neri e fiocconi annessi, i banchi con il foro per il calamaio, le orecchie d’asino, le maestrine dalla penna rossa. Giusto per la cronaca.




Confesso che a me, Renato Brunetta fa una certa tenerezza.
È un uomo del ventunesimo secolo intrappolato nel ventesimo.
O più modestamente un uomo del ventesimo secolo intrappolato nel diciannovesimo.
Nel senso che le idee swing, la roba d’avanguardia, lui ce l’ha – ma poi si trova a dover cercare di mettere in pratica le sue trovate (spesso valide) con i mezzi arretrati e dementi della politica (che, ripetiamolo in coro con Marshall McLuhan, “Fornisce le risposte di ieri ai problemi di domani”).
E così Brunetta progetta robot a carbone, astronavi a pedali, raggi laser a manovella, panacee che due volte su tre uccidono l’ammalato.
Tutte idee ottime sulla carta, in ultima analisi considerate impraticabili e boicottate proprio da coloro per le quali Brunetta passa le sue notti insonni a progettare.
Di fatto, la proposta della pagella on-line si dimostra più avanti tanto della stampa quanto dei critici.
Il problema è che il paradigma dominante è quello sottoscritto da stampa e critici.
La proposta va in cortocircuito prima ancora di essere messa in atto.
non so tu, ma noi il buco per il calamaio lo avevamo riciclato.
Arrotolavamo un foglio di carta facendone un cono e lo infilavamo lì per temperarci le matite e buttare gli scarti solo a fine giornata. Quando al Liceo ho trovato i banchi senza buco mi è toccato imparare a fare con la carta le scatoline.
I compagni più bravi facevano anche i coperchi. Io -come il diavolo- no.
@Davide
Sono perfettamente d’accordo con te.
@Marco
Io ci mettevo le penne dentro