Finalmente la notizia che in tanti aspettavano:
E’ TORNATA LA MAESTRA UNICA!!!
Secondo Italia Oggi (via rassegna stampa flc perché non sono abbonata), tra le principali novità introdotte attraverso il maxi emendamento governativo, su cui c’è stato alla camera il voto di fiducia, c’è
il ritorno al maestro unico, che prevede la riconversione professionale per i docenti in sovrannumero, attraverso corsi di formazione che però non dovranno avere oneri aggiuntivi per lo stato. Il che vuol dire che saranno pagati molto probabilmente attraverso i fondi già in bilancio per l’aggiornamento professionale.
Il che significa che, i pochi soldi destinati all’aggiornamento dei docenti, verranno impiegati per corsi di “riconversione” (?) a non si sa che cosa.
Entusiasmante poi la prospettiva della chiusura delle scuole nei piccoli comuni per tacere di quei fantasmi chiamati classi differenziali, che mettono i brividi solo a pensarci.
Scusate ma scappo a ripetere qualche canzoncina del tipo “Battiam, battiam le mani, che arriva il direttor!”. Potrebbe sempre servire…





e così “Repubblica” è accontentata… la sconfitta è soprattutto culturale: di una certa idea di scuola che evidentemente non è riuscita a diventare maggioritaria. Nemmeno a sinistra
Sarà il caldo, sarà la stanchezza ma la parte su “Repubblica” non l’ho capita… Ti riferisci agli interventi in stile “pirani”? Tanto a sparare sulla scuola senza saperne niente, se non è lui è il primo che gli salta in mente qualcosa…
Per quanto riguarda il resto, questa non è semplicemente una “sconfitta culturale” (che, a chi legge, in un tempo in cui è solo il ventre molle della nazione a comandare, potrebbe dare l’idea di una di quelle discussioni filosofiche sul sesso degli angeli che lasciano il tempo che trovano) ma è l’attuazione di una visione politico-sociale ben precisa, in cui il sistema pubblico di istruzione viene vituperato e vilipeso fino a relegarlo ai confini dell’assistenziale.
Per ciò che concerne “una certa idea di scuola”, non so – sinceramente – a quale ti riferisci… Ormai non ne esiste più una collettiva, sistemica, organica perché la scuola – da un bel po’ di anni – è ormai solo il comparto da cui ricavare risparmi sostanziosi. Sono anni, ormai, che nelle scuole non si riesce più a parlare di un progetto pedagogico ma ci si occupa essenzialmente di fare i salti mortali per riuscire a fare le stesse cose (!) con meno risorse ma soprattutto di farle come il padrone di turno comanda.