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Osvaldo Roman si chiede, non a torto, come mai il Consiglio dei Ministri abbia approvato il 28 agosto un nuovo decreto legge che riguarda la scuola nonostante
il 1° di agosto lo stesso Consiglio abbia approvato per le stesse materie,(ritorno al voto di condotta, educazione civica ecc.) un apposito disegno di legge contenente soluzioni assai diverse
ma che, per ovvi tempi tecnici,non sarebbero potute essere operative già da quest’anno.
Il sospetto che tutto questa cortina fumogena sul voto in condotta come spauracchio per i bulli e le loro famiglie (e tutti giù a ridere come matti!) faccia parte del gigantesco spot sul governo forte e decisionista (anche nelle materie che non sono più di sua competenza) è legittimo ma non sufficiente.
Più interessante, piuttosto, l’articolo di Reginaldo Palermo in cui si sottolinea che, con il decreto già bello e firmato
quando il ministro Gelmini incontrerà le organizzazioni sindacali, la questione del “maestro unico” sarà già stata formalmente definita per legge e di fatto non potrà più essere oggetto né di contrattazione né di concertazione.
Così come non potrà in alcun modo essere discusso il problema dell’orario di servizio dei docenti assegnati alle classi funzionanti a 24 ore, essendo anche questo definito mediante decreto legge.
E se è vero che sia
molto probabile che questa ultima novità sia stata confezionata dallo stesso Ministro dell’Economia nel tentativo di limitare al massimo le possibilità di concertazione con il sindacato
lo è altrettanto che non si può stare a guardare questa macelleria sociale senza reagire.
Non c’è tempo (e voglia) di attendere che sindacati e opposizione si sveglino dal letargo. Occorre cominciare a spiegare e diffondere che cosa veramente significherà smantellare il nostro sistema nazionale di istruzione.
Quindi (con buona pace di Citati che loda la scuola elementare dal 1935 al 1970 chiedendosi se i maestri di oggi siano in grado di insegnare 5 o 6 materie), cominciamo da qui:
Petizione in difesa della pluralità docente nella scuola elementare, promossa dal Cesp e Coord. Naz. Tempo Pieno, che invitano chiunque sia d’accordo e si riconosca nel testo dell’appello a farlo proprio e a raccogliere firme a sua volta, da singolo, come associazione, come gruppo di genitori, sindacato o partito.
Se proprio ci dovremo far macellare, non lo faremo in silenzio.





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