Soli i bambini, sole le famiglie, soli gli insegnanti, tutti umiliati e offesi.
Chissà se la portavoce del Ministro dell’Economia (familiarmente chiamata Ministro dell’Istruzione) ha fatto due conti da sola o si è fatta aiutare da quelli che l’Espresso (in un articolo che ho trovato molto istruttivo) ha definito “gli sforbiciatori di Tremonti”.
Fatto sta che i primi titoli sull’argomento che ho letto stamattina parlano di un avvio una restaurazione soft del maestro unico a partire dalle prossime classi prime e di insegnanti pagati meglio (ovviamente non è vero ma questa è un’altra storia).
Quello su cui vorrei richiamare l’attenzione stamattina è la roulette russa che caratterizzerà l’inizio dei prossimi anni scolastici per studenti e genitori delle classi che vanno dalla prima alla quarta (per i docenti, va da sé).
Chi conosce l’organizzazione scolastica sa che, quando ci sono dei “perdenti posto” (alias soprannumerari) perché non si è riusciti a formare nuove classi di prima, si fa la graduatoria di circolo e chi finisce in coda viene trasferito da un’altra parte.
Graduatoria di circolo significa che tutti i docenti di tutti i plessi che fanno capo a quel circolo sono coinvolti e che il trasferimento toccherà a chi ha meno punteggio, anche se sta in un’altra classe.
Facciamo un esempio facile facile…
Ipotizziamo di stare in un circolo che ha 2 plessi di scuola elementare e che l’anno prossimo formerà 4 classi prime che necessiteranno (nella semplice logica tremontiana) quindi di 4 docenti.
6 (docenti che c’erano) – 4 (docenti che ci vogliono) =2 (posti in meno)
Che fine fanno i docenti avanzanti?
Scenari:
1) se qualcuno va in pensione o ci sono posti vacanti (cioè senza docenti di ruolo), si spostano lì;
2) i docenti sovrannumerari sono in coda alla graduatoria e vengono trasferiti;
3) i docenti sovrannumerari non sono in coda alla graduatoria e andranno a ricoprire i posti di quelli con meno punteggio (che verranno trasferiti).
Ripetete questa trafila fino alla cancellazione di tutti i moduli (a parole per 5 anni ma più verosimilmente per 3, dato che il piano di contenimento ha questa cadenza) in tutte le scuole elementari d’Italia e provate ad immaginarne le conseguenze (quali, ad esempio, la possibilità che in alcune [?] scuole gli studenti rischino cambiare almeno un insegnante all’anno).
E ho fatto un esempio che non tiene in alcun conto tempo pieno, moduli in verticale, specialisti di religione e compagnia cantando, nonché della chiusura prevista di numerosi istituti scolastici né dell’aumento degli alunni per classe, presupponendo addirittura che i docenti di ruolo mantengano il posto di lavoro (cosa che ItaliaOggi dà per probabile…).
Personalmente, credo che la scelta “soft” sia dettata dalla paura che neanche le manfrine sui grembiulini, i voti e le settimane corte e cortissime possano, a scuole aperte, nascondere il terremoto che ci aspetta e l’ipocrisia del “punto di riferimento” unico.
Ma, a proposito di risparmi e punti di riferimento,





ottimo post (soprattutto per la segnalazione dei vari articoli che non avevo letto e che mi vado a leggere ora)..io la vedo scura (così un’impressione a caldo alla ripresa dell’anno scolastico)
Sono completamente d’accordo con quanto scritto.
Il problema è: non c’è nessuno dei tecnici del MIUR, anche appartenenti al centrodestra, che faccia capire queste cose sia alla Gelmini che a Berlusconi? Possibile non si rendano conto che così sparisce, pian piano, il tempo pieno? Possibile che Tremonti, il genio dell’8 per mille (si fa per dire) non trovi uno stratagemma per non effettuare tagli e solo tagli alla Scuola Pubblica?
[...] Una serie di articoli dal post di maria Grazia Fiore. [...]
Il decreto parla chiaro: la reintroduzione del maestro unico è finalizzata al contenimento della spesa e non esiste alcuna motivazione pedagogica che tenga, non fosse altro che per il fatto che nessuno dei Ministri coinvolti ha competenza in materia.
Una spesa di cui solo il 30% risparmiato rimarrà alla scuola per premiare (non si sa con che criteri) i docenti meritevoli. Peccato, però, che si mormora debbano servire anche a pagare pacchetti di ore aggiuntive negli ultimi due anni della scuola elementare. E i “premi”? Dove finirebbero in questo caso?
Ciò che più mi fa male è però l’azione denigratoria nei confronti dell’unico segmento scolastico che – con tutti i propri limiti – si è messo realmente in gioco negli ultimi trent’anni, soprattutto con il lavoro di team. Ridurre l’unica riforma approvata da entrambi i rami del Parlamento e dalla Corte dei Conti (e accompagnata da un’organica ridefinizione dei programmi) ad un demagogico aumento dei posti di lavoro per giustificare la propria ignoranza in merito è vergognoso. Pensare di riportare il nostro lavoro agli anni ‘50 è criminale.
A tutto questo, poi, va aggiunto il silenzio assordante dell’intero mondo della ricerca educativa, che si sta facendo vomitare addosso tutte le balordaggini che possono passare in mente alla casalinga di Voghera senza colpo ferire. E non parlo di quei “pedagogisti” che ti insegnano come insegnare senza averlo mai fatto (che se stanno zitti è meglio) ma di quelli che con le maestre ci hanno lavorato gomito a gomito e sanno quanto e come lavorano.
Sul silenzio dell’opposizione è meglio non dire… Gli ultrà, sui giornali, fanno molta più audience. I sindacati, invece, si preparano alla battaglia… con data da destinarsi.
Dunque, non rimaniamo che noi, con le nostre voci e i nostri blog. Diamoci da fare.
Mia madre ha promesso che il primo giorno di scuola si incatena al cancello della sua scuola per protesta… Se vedete al TG una donna incatenata è lei…
Intanto le ho stampato una copia della raccolta firme che hai segnalato qualche post fa…
Sai che ieri sera un’amica-collega ha detto la stessa cosa?
Davvero??? Allora se vedete una donna incatenata al TG può essere mia madre oppure l’amica di Maria Grazia…
io ci sono e anche la mia scuola dove insegno – settimo milanese – si sta mobilitando.
Noi ci siamo insomma.
Forza e coraggio!
Interminati spazi e sovrumani silenzi e…profondissima quiete.Ecco presentato il quadro dopo lo sciopero del 30 ottobre.Il NULLA che avanza.
stamattina nella mia scuola alcune colleghe soprannumerarie come me piangevano nei corridoi perchè è stata pubblicata la graduatoria; nel mio circolo si prevedono 14 perdenti posti!
E’ vergognoso che docenti che insegnano con dedizione e professionalità si ritrovino a piangere perchè in balia di gente che non sa nemmeno cos’è una scuola . Si pensa solo a tagliare ma ai nostri sacrifici nessuno guarda, anni di supplenze di qua e di là, nelle varie scuole , e poi … non sai che fine farai, non sai dove sarai.
Il nostro governo ci ha eletti a salvatori dell’economia italiana, se si fanno i tagli agli insegnanti l’Italia risorgerà!!
Poveri i miei figli, che futuro troveranno!
Sono giorni di tristezza profonda…