Cara mamma,
l’anno scorso mi sono scusata per non esserti venuta a trovare, quindi quest’anno non mi voglio ripetere ma voglio farti un regalo (tanto lo sai che non ci vengo).
Ti ricordi la poesia che avevi scritto per la nascita di Aurora? Quella che è incorniciata e appesa in camera dei ragazzi (altrimenti chi li avrebbe sentiti i tuoi borbottii…
)? Ora la pubblico qui sotto, così soddisferò uno dei tuoi sogni più grandi. Il mio blog non è proprio una testata giornalistica di grido ma è quello che passa il convento.
Insieme ti metto anche una canzone. E’ una delle poche che riuscivi ad ascoltare senza lamentarti quando ero adolescente.
Certe volte continuo a chiedermi perché mi hai lasciato sola. Mi manchi tanto. Ti voglio bene.
Chicca
***
A mia nipote Aurora
Ricordi di lievi carezze già date…
di profumi delicati, setosi
come ali di farfalla…
…baci furtivi… quasi timorosi
di sciupare qualcosa di intatto, troppo bello
per essere anche solo sfiorato…
Piccolo fiore le forti sensazioni
che ho provato nel vederti la prima volta
sono chiuse nel mio cuore…
ma ho voluto che un giorno
tu potessi vivere con me
anche solo una piccolissima parte
di questo ricordo.
Tua nonna




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marianorizzo
2 novembre, 2008
“Running over the same old grounds, what have we found? The same old fears… wish you were here…”
La cosa singolare (bella o meno a seconda dei contesti) dei rapporti virtuali è che, se li si usa bene, si ha la possibilità di uscire dagli schemi… esempio pratico a caso: “studente” e “insegnante”. Ecco perchè non mi stupisco, anzi trovo stranamente piacevole il trovare corrispondenze tra me e te in questo blog. Tralasciando idee politiche e amore per la nostra terra, in questo post noto ad esempio la passione per i mitici Pink Floyd e la riluttanza ad andare a trovare i nostri congiunti “dell’altra parte”.
Nemmeno io ci riesco. Anch’io penso costantemente a loro, e chiedo loro di perdonarmi per questa mancanza… ma penso anche che loro non ci badino, dovunque siano adesso, e magari sono proprio loro quelli che leggiamo tra le righe di una poesia che ci hanno regalato, o che percepiamo tra le note di una stupenda canzone.
Grazie di questo post, Maria Grazia
(… E forse ora è meglio che vada a studiare letteratura latina
)
Maria Grazia
2 novembre, 2008
Di solito ci sono poche occasioni per quello che io definisco “saltare la cattedra”, soprattutto all’Università. Leggere il blog di qualcuno è un po’ come guardare nella sua libreria, ascoltare i suoi dischi, sbirciare nella sua agenda… Normalmente è difficile farlo in contesti “tradizionali”, che si avvalgono esclusivamente degli spazi e delle attività in presenza. E poi credo che ce ne siano pochi di Corsi di Letteratura Latina con blogger incorporato, in Italia
Per quanto riguarda… il resto, mia madre è morta di tumore nel 2005 ed è stato in quel post dell’anno scorso che l’ho ammesso “pubblicamente” per la prima volta. Prima non ne parlavo mai. Forse per continuare a negarlo. Cosa che, in realtà, continuo a fare, a maniera mia. Non andando al cimitero ad esempio, pur sapendo che lei non lo approverebbe.