Ultimo post del 2008

Posted on 31 dicembre, 2008

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Per prepararmi adeguatamente alla fine dell’anno vecchio e all’arrivo di quello nuovo, ho riordinato il mio studio (la situazione aveva superato il livello di guardia da troppo tempo) ed ho gettato “segni del passato” che rimanevano lì a segnalare ciò che passato non vuole essere.

Sono stata molto drastica e, a posteriori, devo dire che non è stato poi così doloroso: probabilmente i tempi erano maturi.

Comunque sia, come capita spesso, non era di questo che volevo parlarvi (o meglio, non solo di questo… ;-) ).

Avendo la consapevolezza di aver lasciato da quasi un mesetto un post su Facebook a metà, ve lo pubblico integrandolo un po’ con le riflessioni di amici sparse qui e lì che sono stati tanto bravi da pubblicarlo invece che tenerselo sul desktop, come ho fatto io.

Allora… Il mio cominciava così:

E’ una di quelle sere in cui ho deciso che non ho più voglia di lavorare. Ho sempre un mucchio di lavoro arretrato… Non riesco mai a stare in pari. Se non mi ostinassi a fare tanto la perfettina forse le cose migliorerebbero… Forse…

Ho fatto un giretto su Facebook in puro stile lurker. Da un po’ di tempo sembra scoppiata la mania di questo benedetto socialnetwork. Wikipedia me lo conferma.

In Italia, nel 2008, c’è stato un vero e proprio boom: nel mese di agosto si sono registrate oltre un milione e trecentomila visite, con un incremento annuo del 961%; il terzo trimestre ha poi visto l’Italia in testa alla lista dei paesi con il maggiore incremento del numero di utenti (+135%).

insieme all’articolo di Fabio Giglietto sulle generazioni dei siti di social network in Italia.

Non ho niente contro i social-network ma anch’io come Giulietta in La strana “conoscenza” dell’altro ai tempi di Facebook, mi chiedo

che significa “amico” su Facebook?

Perché è proprio l’inflazione di questo termine che mi dà più fastidio di tutto.

Quell’amicizia che

n’est pas loin de l’amour, amour de l’autre, amour de soi dans l’autre.

Mais cet amour a un prix, celui de la nudité publique, de la nudité offerte à une entreprise privée pleine de bonnes intentions, certes, mais qui n’a d’analyse que celle de la performance monétaire. Cette performance n’a pas non plus de réelle valeur sauf celle de sacrifier la nudité à des programmes “chirurgicaux “ qui dépècent les mots par des machines sémantiques liées à des priorités de vente et d’achat: une somme de mots intégrée à des équations qui génèrent des images et des slogans individualisés.

Psicoanalisi a parte,  sia Davide sia Andreas sottolineano come

questi strumenti potrebbero essere utilizzati per attività un tantinello più costruttive che simulare una serata in discoteca

e che

di tutto ciò che disturba in FB il mondo è già pieno, il mondo non virtuale.

E poi, per dirla con Veggie a proposito della sua amica M. e chiudendo così meravigliosamente il cerchio ;-)

se erano 15 anni che non la risentivi ci sarà pure stato un motivo, no?!

Buon 2009 a tutti!  :-)

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