Il nostro amico Maurizio Chatel fa una serie di osservazioni certamente non peregrine circa questo articoletto, che vaneggia in maniera anche alquanto banale sul rinnovamento dello studio della storia attraverso la Rete
, citando addirittura la discussione su Facebook relativa all’appartenenza politica degli e-book (il che già basterebbe a cliccare altrove).
Stamattina non ho la possibilità di approfondire la cosa (ma non mancherà occasione
eh eh eh) ma segnalo un documento di Guido Abbatista (Università di Trieste), che – quando ho affrontato il problema della valutazione delle risorse online per la ricerca storica – mi è stato particolarmente utile ed è ancora un mio riferimento.
ci sono almeno due modi principali di accertare la qualità delle risorse digitali, che qui cercherò di trattare separatamente. Una che potremmo definire “ex post”, ovvero “sul lato dell’utente professionale” e l’altra che potremmo definire “ex ante”, ovvero “sul lato del produttore”. La prima serve a stabilire se una risorsa già esistente risponde a criteri prestabiliti di qualità. La seconda serve a far sì che un progetto e il relativo lavoro di creazione di risorse digitali osservi alcune regole predeterminate intese ad assicurarne la qualità…
Mi sembra dunque che Maurizio possa essere doppiamente interessato a questo testo, di cui dovrò andare a scoprire quali sono le evoluzioni.
Nel frattempo, ecco qui la mappa concettuale (senza tutti i link e i documenti di riferimento), realizzata validando le fonti con i criteri di Alexander & Tate (integrati da Guido Abbattista). Scappo via. Buona giornata!





Bella la mappa… sono almeno 10 anni che uso questo strumento per organizzare le mie lezioni, e lo trovo di una potenza esplicativa formidabile.
….
Per quanto riguarda Abbattista, la sua è chiaramente una visione iperpuristica, naturalmente condivisibile, ma un po’ limitante il lavoro didattico. Il problema è questo: i manuali scolastici tradizionali di storia non reggono più il confronto con la rete (ampiezza di argomenti e velocità d’accesso); rimpinzare i ragazzini di testi accademici non è pensabile… non rimane quindi che fare di necessità virtù: spulciare cioè dalla rete il meno peggio e insegnare loro a mettere insieme in modo critico un percorso di avvicinamento al problema. Ci vorrebbe un e-book rivoluzionario
Dal punto di vista strettamente didattico, l’impostazione dei criteri di validazione (magari un po’ meno rigida) serve essenzialmente a essere consapevoli (nei limiti del possibile) di “cosa” si sta utilizzando…
Anche i docenti, spesso, non sanno orientarsi con le risorse in Rete.
Per quanto riguarda la mappa (che avevo quasi totalmente dimenticato), osservavo oggi che abbia come focus centrale l’articolazione in paragrafi di un documento storico (invece di un avvenimento), ognuno dei quali riconducibile a determinate vicende (passate o future). Me lo devo annotare e magari ne discutiamo…
Avrai mie notizie a brevissimo