Libero collage di frammenti letti qui e lì su scuola, esami, prove Invalsi e di “maturità”, nonché amenità personali…
Tema: siamo soli nell’universo? Svolgimento. Magari! E invece, porca miseria, c’è pure la Gelmini che ci dà ‘sti temi del menga.
Siamo tutti soli.
Siamo soli perché ci era stato promesso lo spazio, e poi ci hanno dato la Playstation.“L’unico dato positivo è la conquista diffusa della licenza media, fuori da ogni condizionamento sociale, dopo un quarantennio e più di obbligo scolastico a 14 anni; ma appena ci si inoltra verso i titoli superiori, l’appartenenza alle classi sociali diventa determinante: l’Italia non ha ancora un sistema vero di pari opportunità formative per tutti; anzi, il ritorno a percentuali significative di bocciati e dispersi nel 2008-09 (con punte davvero drammatiche nel Mezzogiorno), spiega una torsione punitiva, selettiva, delle recenti dinamiche di sistema, ma anche il pauroso “buco nero” costituito da una scuola media in cui, al di là di operazioni formali consumate in questi anni, la struttura organizzativa del modello e la didattica prevalente (di tipo individualistico-disciplinarista) fanno a pugni con i processi di apprendimento non formale e informale in cui sono immerse le nuove generazioni“.
Mi sembra che la prove Invalsi siano servite soprattutto a dire ai nostri insegnanti: dove sono le vostre materie di sempre, ben definite e distinte l’una dall’altra? Dove sono le vostre infinite regole, le pagine da mandare a memoria, quando ai vostri studenti chiediamo, invece, di operare in modo diverso? Non è giunto il momento in cui rivedere un po’ il tutto di questa obsoleta organizzazione disciplinare della scuola media?
Caro direttore, sono un insegnante di scuola media tornato a casa, dopo la prova Invalsi, col fegato ingrossato. Vorrei fare due osservazioni: la prima è che oggettivizzare questa prova, fa media con l’ammissione, gli scritti e il colloquio orale, rappresenta una forte discriminazione a sfavore di quelle scuole che sopravvivono nei territori depressi; l’altra è che appare evidente come questa prova, molto complessa e con quesiti non sempre comprensibili, possa essere ritenuta come un vero e proprio cancro auto partorito dal sistema scolastico pubblico per metterlo in crisi a tutto favore della scuola privata. Diversi alunni hanno pianto quella mattina ed è ovvio che quasi tutti erano fra i migliori della scuola. Direttore io non so se quello che ho scritto mi espone ad una denuncia, sono troppo arrabbiato per pensare ora e quindi se ritiene di pubblicare queste poche righe senza mettere il mio nome, che farebbe anche risalire alla scuola, non lo scriva. Grazie dell’attenzione e buon lavoro.
Ma perché desiderare una scuola in cui tutti sono ugualmente mediocri?
Beh, in primo luogo, perché quelli bravi sono un elemento di disturbo.
Vogliono biblioteche aperte e ben fornite, aule computer equipaggiate con qualcosa di più di un Vic 20.
Hanno la pessima abitudine di fare un sacco di domande durante le lezioni, credono di saperla lunga e mettono in dubbio quello che è il Programma, leggono libri al di fuori della lista di quelli consigliati…Flashback: alla maturità, l’esaminatrice d’italiano si disse personalmente offesa del fatto che io avessi indicato, come autore che avevo approfondito durante l’ultimo anno, un guitto come Dario Fo, e si rifiutò di farmi domande a riguardo.
Aveva precedentemente criticato, e suggerito di ignorare, la tesina di scienze sul problema dei tre corpi, elaborata al computer (era il 1986), poiché “non aveva tempo per i miei videogiochi”Quelli bravi credono di essere meglio, e credono che questo essere meglio conti qualcosa.
Si aspettano un futuro migliore che non ci sarà – certo non per loro…Sostiene la ministra Gelmini che la legge già lo prevede e dunque da settembre nelle scuole superiori italiane alcune materie saranno insegnate direttamente in inglese. Sarebbe bello fosse l”inglese, mi dico, ma leggo che lei intende altro. Fisica? Matematica? Ciò avverrà nel corso dell’ultimo anno e non sarà obbligatorio ma scelto dai singoli istituti in base all’autonomia scolastica…
Peccato che questa trovata arrivi subito dopo la soppressione di quattromila insegnanti di inglese alle elementari, insegnanti sostituiti da maestre che hanno solo frequentato un corso d’inglese di centocinquanta ore. [...] In pratica tra qualche anno avremo corsi che prevedono ottima conoscenza dell’inglese per studenti a cui l’inglese è stato tolto da piccoli…
Del resto, lo dice anche lei: “Bisogna intraprendere strade nuove anche se si dovessero rivelare sbagliate”. Insomma, l’importante è dire qualcosa, e il fare è un dettaglio che si vedrà, forse, un giorno, chissà, può darsi.
Il mio buon senso adesso vive in Austria. Si è rifatto una vita. Ci sentiamo poco, ma so che è felice. Quella di cui veramente non so più niente da anni è la mia cultura.




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Davide
24 giugno, 2010
Vorrei solo aggiungere una precisazione.
Io credo che l’inclusione di un tema come l’esobiologia o, se preferisci, le implicazioni filosofiche dell’esistenza di altre forme di vita nell’universo, fra le proposte di questa maturità, sia estremamente positivo.
Si tratta di un argomento che richiede, per essere affrontato, preparazione scientifica, sensibilità ed immaginazione.
E coraggio! (sai le prese per i fondelli dei compagni!)
E mi pare che tutti questi siano i tratti da desiderare in un diplomato che esce dalle superiori.
Trovo perciò spaventosamente irritante, da una parte il fatto che i media siano solo riusciti a banalizzare l’argometo (“Tema sugli UFO”), e che dall’altra che gli stessi studenti abbiano visto la cosa come una sciocchezza – penso alla ragazza che, intervistata da un TG nazionale diceva (cito a memoria) “Non avevano idea di cosa chiederci e hanno messo un tema sugli alieni”.
Tali reazioni mi lasciano immaginare che le commissioni non saranno adeguatamente preparate per valutare un lavoro svolto su quel tema da un ragazzo o da una ragazza davvero in gamba, che ne uscira perciò penalizzato/a.
Una buona idea che di fatto penalizza quelli abbastanza in gamba da metterla in pratica.
Credo che riassuma molto bene lo stato della scuola italiana, a tutti i livelli.
Maria Grazia
25 giugno, 2010
Caro Davide, a differenza dei tuoi post sull’argomento (che mi sono piaciuti molto e che sono ben più “impegnati” di questo), questo collage era un semplice caleidoscopio – amaro e irridente – di stralci di pensieri sulla deriva inarrestabile in cui versa il nostro sistema formativo. Conosco bene la tua opinione in merito.
Questo è un paese per lenoni e veline. E come tali ci vogliono formare.