Sì. Non ve lo nascondo. Mi sarebbe piaciuto esserci all’eBookFest ma come “libera” partecipante. Lentamente, le immagini dei volti vagamente familiari si associano ai nomi dei badge nella mia mente e scopro tutte le persone con cui mi sarei voluta fermare a parlare (ed ascoltare) un po’ e vorrei tornare indietro.
La concentrazione sull’obiettivo di arrivare decorosamente alla meta è come se avesse tagliato tutte le altre connessioni neurali. La stanchezza mortale di mesi di lavoro portato avanti nonostante tutte le tegole che mi sono arrivate in testa nella sfera privata sembra, in questo momento, aver cancellato tutto.
Maurizio Chatel continuava a ripetere di aspettare di riprendersi per fare le somme ma non so quando questo succederà. Del resto continuo a domandarmi come Noa sia in piedi dato che si è occupata di una serie infinita ed eterogenea di problematiche che andavano dal fornire informazioni a chi voleva un albergo in cui accettassero i cani a procurarsi un camion, a cercare supporter e chi più ne ha più ne metta…
In questo momento, nonostante la consapevolezza di un’esperienza umana (prima ancora che culturale) che ritengo difficile da ripetersi ancora in tali termini, ho una serie di spine nel fianco che non riesco ad ignorare.

In primo luogo sono dispiaciuta che la BBN abbia sacrificato moltissimo la propria visibilità nell’evento – è questa la mia percezione, ovviamente, ma credo non solo la mia – a causa del lavoro organizzativo fatto con un budget praticamente pari a zero e le sole forze di poche persone.
Lo scrivo perché anche chi non c’era provi a rendersi conto dell’ostinazione con cui è stato portato avanti un progetto culturale che è stato possibile solo grazie alla follia visionaria di Noa Carpignano, a cui credo che noi tutti dobbiamo veramente molto in proposito.
Ho imparato molto in questi mesi da lei (l’editoria non è certo il mio campo) e, comunque, è sempre bello viaggiare sui binari dell’utopia.
Mi sarebbe piaciuto essere più brillante nel mio seminario (questa spina fa malissimo!), dipanare meglio il mio ragionamento, mostrare di più ma non è andata così ed io a questo intervento ci tenevo molto. Certo il mestiere aiuta e si sa sempre come non andarsi a schiantare però chi mi conosce e ha già visto un mio seminario si è accorto della mia stanchezza mentale.
Per ritornare alla questione visibilità/BBN, anche qui non posso ignorare che ho dovuto mollare (momentaneamente, è ovvio) il lavoro di pubblicazione dei prodotti del progetto Lab (qui la mappa in versione lineare) di cui BBN è una colonna portante, per dirottare il poco tempo disponibile sull’organizzazione dell’evento. A stretto giro di posta mi rimetto al lavoro ma mi sarebbe piaciuto mostrare cosa ha in testa la BBN e quali strade sta percorrendo dato che eravamo anche lì per quello ma rimanderemo il tutto alla prossima volta…
Ecco! Mi sono sfogata! Così posso aggiungere anche qualche riga su quello che di bello mi porto dentro: la conoscenza di tante colleghe che hanno messo a disposizione la loro esperienza nell‘eBookTab, di redattori con un codice deontologico
, di artisti che ricamano parole, di tutti quelli che hanno detto di essersi portati a casa qualcosa e ovviamente l’abbraccio di tutti gli amici che reincontro quando sbuchiamo fuori dai nostri schermi.
E’ stato un confronto bello, aperto, senza peli sulla lingua, in cui la ricchezza degli stimoli ha posto seri problemi di scelta a chi ha partecipato e questo, ovviamente, mi soddisfa. Posto ciò, sarà meglio che faccia un po’ sedare le emozioni e posare la stanchezza.
Ci becchiamo online
Foto: capsicina.




Iscrizioni via Email...


Maurizio
15 settembre, 2010
Brava… hai scritto esattamente quello che provo anche per me, per Noa e per tutti voi che avete dato tutta l’adrenalina spremibile da un essere umano. Chissà per quali arcani marchingegni astrali, questo evento è caduto in un momento difficile per molti, Mario compreso. Da questo punto di vista, mi sento in grave difetto, ma davvero non ho potuto entrare nel gioco che a carte rovesciate, e se tu ti lamenti della scarsa lucidità, io-per-me taccio per misericordia. Ma suvvia! Non siamo un ente fieristico e se la facciata appariva un po’ crepata qua e là, il cuore c’era, ed era pimpante. E’ stato un bell’evento, cara Maria Grazia, che ci ha mostrato che possiamo farcela. Adesso siamo un po’ più insieme e, nello stesso tempo, un po’ più e un po’ meno sognatori. Non mi sembra cosa da poco.
Maria Grazia
16 settembre, 2010
Che non siamo un ente fieristico… mi è sembrato lampante!
Lo so che è stato un bell’evento. Così bello, non ti nascondo, che temo quasi non si possa più ripetere così! All’inizio ben pochi credevano che avremmo potuto convincere le persone a venire a loro spese (in particolare per nomi di un certo calibro). Eppure…
E’ per questo che accanto allo sfogo, ci ho subito appuntato la fantastica esperienza umana e formativa (per quello che sono riuscita a seguire) che ho (abbiamo) attraversato. Ho conosciuto e ri-conosciuto un sacco di gente fantastica che mi ha dato un sacco di idee e mi ha supportato non poco…
C’è molto da fare e da dire ancora. Recuperiamo le forze e diamoci da fare