L’ingresso alla casa profonda

Posted on 29 marzo, 2011

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Come mantenere l’equilibrio tra il bisogno di andare a casa e la vita quotidiana? Dobbiamo prepianificare la casa nella nostra vita. E’ sempre sorprendente la facilità con cui le donne “trovano il tempo” in caso di malattia, se un bambino ha bisogno di loro, se la macchina si guasta, se hanno mal di denti. Al ritorno a casa dev’essere attribuito lo stesso valore, se necessario anche di dimensioni apocalittiche. Perché è inequivocabilmente vero che se una donna non va quando è per lei tempo di andare, l’incrinatura nella psiche/anima diventa un burrone, e il burrone si tramuta in un ruggente abisso.

Se una donna tiene in grande considerazione i cicli del ritorno a casa, anche coloro che la circondano impareranno a stimarli. E’ vero che la “casa” significativa si raggiunge prendendo tempo, per allontanarsi dai rumori della routine quotidiana: un tempo inviolato e “unicamente per noi medesime”, che significa cose diverse per donne diverse. per alcune chiudersi in una stanza, pur restando accessibili, è un bel ritorno a casa. Per altre il percorso per tornare a casa non deve avere la minima interruzione. Niente: “Mamma, mamma, dove sono le scarpe?” niente: “Cara, abbiamo bisogno di qualcosa in drogheria?”

Per questa donna, l’ingresso alla casa profonda è evocato dal silenzio. No me molestes. Silenzio Assoluto, con tanto di maiuscole. Per lei il suono del vento fra gli alberi è silenzio. Per lei il gorgoglio di un torrente di montagna è silenzio. Per lei il tuono è silenzio. Per lei l’ordine naturale della natura, che non vuole nulla in cambio, è il silenzio che dà vita. Ogni donna sceglie come può e come deve.

da Donne che corrono coi lupi, p. 305

A tutte le amiche e sorelle per cui la lontananza è solo un dettaglio spaziale…

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