Sto scrivendo a ritmo frenetico, percorrendo e ripercorrendo riflessioni, appunti, vecchi articoli… Per un attimo, solo per un attimo (2003) è uno di quegli scritti che mi fa ancora emozionare. Ve ne rilancio un pezzetto, in attesa di condividere qualcosa di ben più corposo (la vostra pazienza sarà premiata
)…
In pullman curiosi,
là soddisfatti e delusi
per la masseria sola e imponente
senza amici attorno.
Era circondata da ragnatele di pietra e la guardavo
mentre venivo infuocato dal sole.Michele (IV elementare)
…
In questo momento, così difficile e confuso per chi torna a casa con le mani sporche di gesso e con i pacchi di quaderni da correggere, sono proprio questi non-luoghi – segnati dal pensiero dell’altro – a dare un senso alla nostra professione e al nostro agire quotidiano, a restituirci le emozioni del rapporto educativo, attraverso il quale l’insegnante si espone nuovamente agli stessi processi mediante cui si è formato.
Mi piace allora l’idea di soffermarmi – per un attimo, solo per un attimo – sulla risposta più semplice che l’organismo umano fornisce a se stesso rispetto agli stimoli cui è esposto: l’emozione. Provo emozioni quando la fitta e invisibile trama del mio lavoro quotidiano si rivela nell’osservazione di un bambino. Provo emozioni quando ho la fortuna di partecipare alla lezione di una collega o quando cerco insieme a lei di colmare quella distanza che ci separa dalla soluzione di un problema. Provo emozioni quando la stanchezza non riesce a spegnere la felicità di aver, anche quel giorno, imparato qualcosa. Provo emozioni quando una “visita d’istruzione” si trasforma in poesia e le mani si impiastricciano di colla e colori mentre diamo forma al ricordo. Ma non so a chi parlarne. C’è sempre meno spazio e voglia di parlare di emozioni all’interno della scuola dell’autonomia…




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orsatosta
2 maggio, 2012
mentre venivo infuocato dal sole.
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bel- lis-si-mo!
Maria Grazia
2 maggio, 2012
Michele è sempre stato un bambino speciale che scriveva poesie bellissime…