Conoscere e gestire Pompei. Produzione e circolazione di conoscenza nei siti archeologici di rilevanza internazionale.

4 09 2008

POMPEI, 15 settembre 2008 Sala Auditorium – ingresso piazza Esedra
NAPOLI, 16 settembre 2008 Museo Archeologico – piazza Museo, 19

Il convegno è promosso nell’ambito del progetto per l’istituzione di un Centro di Eccellenza presso la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, in cui si potranno sviluppare ricerche, programmi formativi, attività mirate alla valorizzazione del sito archeologico e verranno promossi scambi, incontri e attività di ricerca e didattica con partner internazionali sia nel campo museologico e archeologico, che nei diversi settori dell’innovazione tecnologica applicata alla gestione, conservazione-tutela e comunicazione dei siti e musei archeologici.

Il programma (scaricabile da qui in formato PDF) mi sembra particolarmente interessante soprattutto per ciò che riguarda la gestione dei beni culturali in prospettiva internazionale e, ovviamente, le nuove tendenze per accedere all’informazione attraverso Internet relativamente a siti archeologici e musei (II sessione del 16).

Ci vediamo lì ;-)





“Digitalizzare la pesantezza”: riflessioni transdisciplinari

9 06 2008

Il 6 e 7 giugno scorso ho partecipato al workshop “Digitalizzare la pesantezza – L’informatica e il metodo della stratigrafia”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane (Area Archeologica) dell’Università di Foggia.

L’obiettivo era quello di avviare un confronto interdisciplinare sull’importanza e sul rilievo metodologico che gli strumenti informatici assumono nel quadro delle indagini archeologiche sul campo: dalla acquisizione dei dati (alfanumerici, spaziali, etc.) alla loro elaborazione..

Qui, in versione pdf, potete scaricare gli abstract degli interventi che, ovviamente, sono molto riduttivi rispetto alla ricchezza di stimoli e di problematiche scaturite dalle intense discussioni in merito.

Non essendo un’archeologa, non mi avventurerò su considerazioni tecnico-metodologiche specifiche del dominio disciplinare in questione ma mi limiterò a riportare qualche appunto su quelle problematiche inerenti all’innovazione tecnologica, che ricorrono quando entriamo nell’ambito delle scienze “non popperiane”, come direbbe Salza (pdf).

  1. Una nuova tecnologia, qualunque essa sia, porta ad una riflessione sul processo metodologico all’interno del quale si colloca.
  2. Il problema della pertinenza dello strumento utilizzato è centrale nell’innovazione tecnologico-metodologica, in qualsiasi campo essa avvenga.
  3. Il digital divide è qualcosa con cui bisogna sempre fare i conti: la disponibilità di strumenti e competenze adeguate ad utilizzarli è conditio sine qua non.
  4. La formazione degli studenti (in questo campo ma non solo, ovviamente) è un nodo nevralgico comune a tutte le Facoltà universitarie. Troppo diversificate le competenze digitali fornite loro anche all’interno dello stesso tipo di facoltà. Una riflessione di più ampio respiro sarebbe necessaria e auspicabile.

Una nota più specifica la riserverei al problema della realtà virtuale per la comunicazione del paesaggio archeologico, a cui avevo già fatto accenno in questo post.

Non riguarda, ovviamente, il progetto in sè ma la problematica che si porta dietro, in ogni campo disciplinare la si consideri. Ogni volta che ci rifletto su, la lezione di McLuhan mi ammonisce:

La “tecnica” è il nostro rapporto col mondo
Dal momento che il nostro mondo è formato dalle tecniche, gli inconsapevoli, che le considerano come meri strumenti, sono dominati da queste, nella loro percezione del mondo: ogni medium ha il potere di imporre agli incauti i propri presupposti.
Solo un artista autentico – dice McLuhan – può essere in grado di fronteggiare impunemente la tecnologia, proprio perché è un esperto consapevole dei mutamenti che intervengono nella percezione sensoriale.

[Altri approfondimenti, in inglese, qui.]

Va da sè che la riflessione in merito è complessa e non accetta soluzioni univoche. Si tratta della nostra percezione del mondo, dopo tutto. E non mi sembra che ci siamo ancora messi d’accordo in proposito.





L’aula distribuita

28 03 2008

Che cos’è per me un’architettura blended? E’ la tracimazione del reale nel virtuale, è un discorso che non si interrompe quando siamo lontani, è “il pensiero a voce alta” di ragazze e ragazzi…





La ricostruzione digitale del paesaggio antico

1 02 2008

Tra i molteplici avvenimenti che questa settimana mi hanno tenuto lontana dai miei affezionati lettori ;-) , ci tengo a segnalarvi il seminario tenuto da Eva Pietroni e Sofia Pescarin del CNR – ITABC sulla ricostruzione digitale del paesaggio antico.

Il case-study su cui si è incentrata l’esemplificazione delle problematiche sull’argomento è la realizzazione del “Museo virtuale della Via Flaminia antica”, inaugurato all’inizio dello scorso gennaio, con sede permanente in una sala del Museo Nazionale Romano alle terme di Diocleziano, a Roma.

museo virtuale

 Immagine: http://www.vhlab.itabc.cnr.it/flaminiapress/

Quattro postazioni interattive consentono agli utenti-avatar di entrare contemporaneamente nella dimora imperiale o nel sito archeologico di Grottarossa, condividendo le scoperte e incontrando direttamente alcuni protagonisti… Il restante pubblico, grazie a occhiali stereoscopici, potrà in contemporanea osservare su un grande schermo quello che accade sui monitor e calarsi nella realtà 3D.

Il risultato ha richiesto oltre due anni di lavoro, un’équipe di venti fra archeologi, architetti, informatici, storici dell’arte, esperti in paleoambiente, impegnati nella creazione di un mondo virtuale ‘vivo’, fatto di paesaggi, fauna, flora, comportamenti umani e territori popolati, in grado di integrare e affiancare il tessuto urbano odierno e il mondo antico.

Sull’esaustivo comunicato stampa del CNR c’è il resto :-) .

Certo, quando si parla del rapporto tra archeologia e nuove tecnologie comunicative, le domande che si pongono sono veramente tante, anche se, secondo me, possono tutte essere ricomprese nella triangolazione: quale tecnologia? per quale pubblico? per quale bene?

Per fortuna che ho tre anni per pensarci su :-D