300.000 euro al giorno

17 04 2009

Vorrei ricordare a tutti gli italiani – cloroformizzati e non – che questa è la cifra che paghiamo giornalmente di multa per lo scippo delle frequenze di Europa 7 da parte di Rete4. Dunque, mi pare che il problema sia più grave dell’utilizzo indegno che qualche sparuto giornalista fa del servizio “pubblico”. Sarà perché io non vedo Rete4 e Fede mi fa venire l’orticaria ma non capisco per quale motivo chi non è un seguace dell’unto-del-signore debba pagare questa cifra esorbitante per fare un favore a lui. Anche questi soldi sono pubblici. O no?

Posto ciò, ieri sera mi sono apprestata a vedere la puntata riparatrice in cui Santoro avrebbe dovuto presentarsi con il cappello in mano a chiedere scusa del delitto di lesa maestà. Non mi è particolarmente simpatico come persona ma ieri mi è bastato il primo quarto d’ora per rimanere soddisfatta: non siamo ancora totalmente lobotomizzati. Ve lo propongo, anteponendolo – per par condicio ;-) – alle polemiche che hanno preceduto la trasmissione.

Buona giornata!





La rete ti libera non farti imprigionare

11 03 2009

Chi legge il mio blog con una certa regolarità, sa che la mattina ho la pessima abitudine di leggere una nutrita rassegna stampa, sicuramente per soddisfare quelle istanze masochistiche che non riesco a reprimere.louis_xiv_of_france

Comunque sia, stamattina pensavo già di aver bevuto il mio bicchierino di fiele leggendo l’articolo che annunciava il G8 della Scienza e della Tecnologia a Lesmo (Milano), per la precisione a villa Gernetto

che proprio Silvio Berlusconi, pardon, la società Fininvest ha acquistato da Unicredit per 35 milioni di euro, l’anno scorso. Per farne cosa? L’Università del pensiero liberale, l’ateneo in cui il Cavaliere sogna di aprire a settembre per portarvi a insegnare da Bush ad Aznar, da Gorbaciov a Clinton. Come spot, un G8 non è male.

E certo che il G8 non è male come spot. E del resto che male c’è ad ospitare un paio di amici a casa propria? Per uno che propone di ridurre la votazione parlamentare a quella dei capigruppo, mi pare una visione degli impegni istituzionali della sua nostra nazione abbastanza coerente.

Perché mi dilungo su queste boutades? Perché se passa l’emendamento d’Alia questo blog potrebbe essere chiuso per lesa maestà e quindi approfitto di questo spazio di libertà ancora concessoci per contribuire (ed invitare a contribuire) alla diffusione della campagna

la rete ti libera

da cui cito:

E’ necessario avviare subito una campagna di sensibilizzazione, dentro e fuori il web, che metta in guardia contro i seri pericoli di incursione dell’esecutivo nei confronti della libertà di espressione in internet. Giornali on line, siti di comunicazione orizzontale, blog, tutti saranno tenuti sotto stretta sorveglianza e minacciati. Si vuole demandare il controllo e il filtraggio preventivo ai fornitori di connessione con il pericolo che, a fronte di “rischio eventuale” vengano sospesi interi siti e link, il tutto a discrezione del Ministero dell’Interno e non della magistratura.

Il provvedimento mira a colpire la libertà di espressione e introduce una vera e propria “censura preventiva”. Esso si inquadra perfettamente nella filosofia del “pacchetto sicurezza” che limita fortemente la libertà di stampa (vedi la vicenda delle ‘intercettazioni’), introduce zone grigie nella separazione dei poteri dello Stato come nel caso delle “ronde”. E’ facile immaginare “ronde telematiche” dove presunti “vigilantes” denunceranno il pericolo di “reati possibili” chiedendo al governo di oscurare interi siti.

Il che mi fa pensare che se io non sono d’accordo con un certo provvedimento del governo (ad esempio, il maestro unico ;-) ) e lo dico ad alta voce sul mio blog, invitando chi è in disaccordo come me a protestare, “invito a disobbedire alle leggi” e quindi posso essere oscurata. E sì. Perché una formulazione di questo tipo è talmente vaga da riuscire ad includere ogni nota di dissenso.

Pensateci. E buona giornata.





E poi dicono che una non si fa hacker…

10 03 2009

Questo post verrà taggato sotto “regime dei cioccolatai”, espressione coniata da Paolo Rossi, subito fatta mia per questo genere di articoli e sulla quale potete capire di più guardando il filmato in questo post e/o facendovi spiegare da un piemontese cosa significa “fare la figura del cioccolataio”.

Vi ricordate l’emendamento D’Alia? Beh? Che cosa pensavate che una cosa talmente i…mportante fosse lasciata alla indefessa opposizione dell’UDC? Nossignori! Gabriella Carlucci che ci sta a fare? Fa bella presenza alla buvette, direte voi… E no! Ha un cervello blog lei! E come lo usa??????

Facendo una proposta di legge (che potete scaricare all’indirizzo – che però non linkerò – http://www.gabriellacarlucci.it/2009/03/03/pedofilia-e-internet/proposta-di-legge/) che ha il nobile intento di combattere la pedofilia online, dimenticandosi però di citarla direttamente almeno una volta. Così. Per fare scena.

Ma lei non si capacita del perché

inspiegabilmente la proposta ha ricevuto critiche selvagge, a volte sfociate in volgari offese. Contrariamente a quanto erroneamente affermato da molti che non hanno letto nemmeno la legge ma soltanto delle minime parti, il provvedimento non contiene alcuna previsione sanzionatoria, ma si limita a inquadrare alcuni comportamenti commessi tramite la rete riconducendoli in fattispecie normative già esistenti nel nostro ordinamento. Niente di più e niente di meno.

Allora, per valutare il suo niente-di-più-niente-di-meno, vi invito a leggere l’articolo di Alessandro Luongo (cosa che vi consiglio di fare nella sua interezza link inclusi) oltre che la “sua” proposta (si fa per dire, dato che scaricando il file RTF dal suo sito e cliccando su proprietà, appare il nome di Davide Rossi di Univideo ossia Unione italiana editoria audiovisiva), valevole per

tutte le attività di accesso alla rete internet effettuate a partire da – e per il tramite di – apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della Repubblica Italiana.

E lei non si capacita…





Svegliaaaaaaaa!

13 02 2009

Ma questo ve lo siete visto? E’ l’intervista all’autore di questo emendamento

E questo ve lo siete letto? E la risposta di Facebook? E quella di Google Italia?

Quindi ora non c’è altro da fare che aspettare tutti i reati di opinione che il “nostro” governo (si fa per dire) sarà in grado di partorire. E poi… TUTTI A CASA! (a imparare come si fa il giornalismo d’assalto by Emilio Fede)