Insegnare italiano (e non solo) all’inizio del Terzo Millennio

21 09 2009

Nelle mie peregrinazioni digitali alla ricerca di buone idee per risolvere i problemi posti da compiti a casa che certo non possono essere definiti “coinvolgenti”, sono incappata nel blog del corso di Formazione Continua ASP “Insegnare italiano all’inizio del Terzo millennio”.

Loro sono svizzeri e, probabilmente per questo motivo, mentre nell’estate 2008 le dichiarazioni del ministro dell’Economia davano il via allo smantellamento della scuola primaria/elementare, si sono potuti permettere serenamente di scrivere cose come quelle qui sotto.

Nella pochezza (per tacer della “vaghezza”) della grande svolta (ad U, come si dice in gergo automobilistico) della didattica nostrana, permettersi di scrivere un documento del genere qui da noi – invece di osannare i bastoncini, i verbi a memoria, la bella scrittura e i cori di tabelline di deamicisiana memoria – significherebbe sottoporsi ad un linciaggio mediatico da farti rimpiangere di aver aperto bocca.

Saltellando qui e lì, sono giunta quindi al sito dell’ASP (Alta Scuola Pedagogica), da cui vi segnalo la pagina di siti didattici da cui poter scaricare anche materiali per l’area scientifica, tradotti in lingua italiana.

Che dire? Usateli se vi servono. E magari dite anche che provengono da qualcosa che ha a che fare con la pedagogia: tanto loro sono svizzeri!





A che serve la didattica nei mondi virtuali?

21 09 2009

Rispondendo ad alcune mie domande in merito alla sua esperienza didattica in Second Life (per leggere la discussione basta loggarvi come ospiti), Anna Rita Vizzari ne ha evidenziato un utilizzo (a mio parere da approfondire ulteriormente) peculiare: permettere ad una studentessa sulla sedia a rotelle di muoversi nello spazio.

In un incontro con l’équipe medica, dissi di avere difficoltà nel prepararle verifiche di Geografia, perché se inserivo delle cartine mute da completare (cosa che in genere si fa per gli alunni con problemi) lei non riusciva a lavorarci. La risposta del medico fu: “Ma certo, perché stando sulla sedia a rotelle ha difficoltà nell’orientamento, non ha la percezione dello spazio”.

Così ho pensato che l’ideale per farle fare esperienza di movimento nello spazio senza intralci sarebbe stata una simulazione su Second Life. Ho invitato l’alunna a muoversi col mio avatar in alcuni ambienti.

Prima in tragitti lineari, poi in ambienti complessi (come Versailles) infine nel complesso nuragico di Barumini, dove lei si è dovuta destreggiare nei meandri più impervi. Dall’inibizione iniziale, la ragazza ha acquisito sempre più dimestichezza coi cursori: i suoi progressi sono stati rapidissimi. Le ho chiesto se le piacesse, lei ha risposto di sì, aggiungendo che era “strano”. L’ho invitata a volare e le ho fatto notare alcuni monumenti, che poi le chiedevo di ritrovare orientandosi nello spazio.

Nelle verifiche di geografia effettuate successivamente, si sono notati dei progressivi miglioramenti.

Riprenderò sicuramente l’argomento in un post in cui vorrei parlare di accessibilità in maniera un po’ più ampia e articolata… Nel frattempo, godetevi questo fantastico video segnalato dalla nostra amica: ne vale la pena!





DULP?

18 05 2009

Stamattina mi sono alzata carica di energie e buone intenzioni, prima delle quali sfuggire ad ogni tipo di panico e di isteria legata alle scadenze che incombono sulla mia testa e ai casini in cui entusiasticamente mi vado a ficcare. Ma ci sono cose che non si possono rimandare… ;-)

Quindi, ho deciso di procedere come un treno all’aggiornamento anche del mio blog ufficiale (dato che, quando non sono qui, sono a scrivere da qualche altra parte) e di dare notizia e contributi all’evento DULP 2009, qui sotto in breve

*** DULP ‘09 ***
Roma, 14-15 Settembre 2009
Universita’ di Roma Tor Vergata – ScuolaIaD
(versione italiana)

D per Design Inspired Learning
U per Ubiquitous Learning
L per Liquid Learning Places
P per Person in Place Centred Design

“Ubiquitous Learning in Liquid Learning Places: challenging Technologies,
rethinking Pedagogy, being Design inspired.”

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Date importanti
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31 Maggio Data ultima per la sottomissione dei contributi -> (extended deadline)
15 Giugno Inizio registrazione anticipata (Early registration)
25 Giugno Comunicazione accettazione dei contributi
5 Luglio Consegna dei contributi nella versione finale
15 Luglio Inizio registrazione posticipata (Late registration)
14-15 Settembre DULP ‘09

In questa discussione a casa di Marconato ;-) potete risalire ai responsabili del mio coinvolgimento in quest’ennesimo impegno di cui verrò/verremo a capo probabilmente qualche notte prima della scadenza, ovviamente… In questi giorni, la sicurezza di farcela anche qui vacilla ma non voglio disperare :-)

Comunque sia, dato che la discussione su FB è già avviata, ho selezionato alcune slide sul rapporto tra comunicazione e socializzazione nella società odierna dato che è il mio ambito di ricerca in questo momento e Carlo Giovannella ha messo altra carne al fuoco :-) chiedendoci dei sistemi complessi…

Buona lettura! :-D





Prove tecniche di apprendimento significativo

9 04 2009

Dopo aver tanto (studiato e) scritto nell’ultimo mese di dispositivi pedagogici e utilizzo significativo delle tecnologie (vecchie e nuove) mi sono capitate tra capo e collo due giornate di formazione sull’e-learning in un master in Organizzazione e gestione delle Risorse Umane per il Knowledge Management, in cui ero già intervenuta in un incontro di “familiarizzazione” con la CMC.

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Immagine: OmarCaf

Dover inchiodare i ragazzi 8 ore di seguito per due giornate consecutive a parlare di qualcosa che è lontano anni luce dalla loro esperienza è una prospettiva complicata per chi si propone sempre di lasciare i propri interlocutori un po’ più ricchi di come li ha trovati. Non è detto che ci si riesca (esiste sempre quella irriducibile libertà dell’educando con cui confrontarsi…) ma comunque ci si prova.

Vi butto giù, a grandi linee, l’organizzazione del tutto, più o meno come l’ho pensata e realizzata.

Definizione dei contenuti: data la genericità e l’ampiezza del tema, ho deciso di prendere le mosse dal concetto di apprendimento, per introdurre e sviluppare l’argomento tecnologie attraverso l’utilizzo delle stesse. Mi ero per questo precedentemente informata sul fatto che avessero appena terminato il modulo della formazione e quindi il terreno cognitivo ;-) era già “smosso”.

Strumenti (tecnologici e non): lavagna con pennarelli, un PC a studente, video proiettore.

Applicativi e risorse online: GoogleDocuments, Google Reader, Google Books, Anobii, piattaforma Blogger, Delicious, Youtube, Last.fm.

Approccio didattico: learning by doing.

Attività: condivisione della presentazione online e sua modifica in base ai risultati del brainstorming nonché delle discussioni e rielaborazioni collettive di quanto fatto o di letture proposte; creazione del proprio PLE, secondo le esigenze personali; utilizzo del blog come strumento per documentare il proprio lavoro; creazione della sito-bibliografia individuale attraverso Delicious, Anobii e Googlebooks.

Credo di non essermi dimenticata niente… Comunque potete sempre dare un’occhiata e dirmi che ne pensate :-)





Dalla trasmissione di informazioni alla costruzione di conoscenza

25 03 2009

Poiché la sto consultando spesso, la presentazione di Gianni Marconato la metto anche qui. Con tutti i curiosi che ci sono in giro… ;-)





In attesa del diluvio

16 03 2009

pioggia-di-paroleImmagine: raining words; in a moment di pfv.

In attesa del diluvio purificatore, che spazzerà via banchi, muri e tristi retoriche dalla scuola italiana c’è chi continua a dilettarsi con giochini didattici come questo qui





Non basta un CD ROM

13 03 2009

Anche stasera abbiamo fatto una bella chiacchierata con Andreas e i suoi studenti-docenti. Parlando di tecnologie, didattica e roba varia mi sono ricordata di questo progetto, che stazionava sotto forma di post privato da più di un anno qui dentro in attesa di essere finito per bene.

Essendomi resa conto che non lo finirò mai, ho deciso di metterlo fuori così com’è, giusto con qualche aggiustatina (la vicinanza di Andreas, per me così perfezionista, sta diventando catastrofica… :-P ).

***

Questo progetto è indubbiamente uno dei più complessi da me realizzati in ambito scolastico in qualità di Funzione Strumentale. E’ stato veramente il banco di prova delle mie competenze progettuali ed organizzative, poiché prevedeva l’affiancamento delle docenti sia nella programmazione degli interventi, sia nell’attività d’aula per realizzare una “formazione sul campo” per immersione :-) più che per trasmissione.

In sintesi, si trattava di affiancare la docente nei primi tre incontri introduttivi (facendo così formazione anche a lei), per poi sostenerla nella progettazione successiva, per aiutarla ad utilizzare le tecnologie trasversalmente, come mezzo e non come fine, nell’ambito disciplinare che preferiva.

Qui, potete scaricare la presentazione complessiva del progetto [pdf] mentre qui e qui, rispettivamente la programmazione dei moduli introduttivi per le I e le II classi [sempre in formato pdf], sostanzialmente molto simili essendo lo stesso il punto di partenza e le età degli alunni.

Per mostrarvi giusto qualcosa della notevole quantità di materiale prodotto dai bambini (circa 200, distribuiti in 16 classi e 2 plessi), di seguito trovate cenni delle prime tappe che ho proposto loro nel modulo introduttivo.

Esperienze

1) Attività introduttiva di brain storming per far emergere la rappresentazione che i bambini hanno del PC e delle sue funzioni; rappresentazione grafica della stessa.

Con grandi e piccini uso molto spesso questa tecnica perché serve a “preparare il terreno” sull’argomento, a reperire tutte le informazioni/intuizioni che abbiamo su di esso, a riscaldare l’ambiente :-) e a conoscersi meglio. Ovviamente, i più piccoli sono moooolto più bravi dei grandi perché hanno meno timori a “buttarsi” ma, in questo caso, hanno veramente superato loro stessi. Se non ci credete, leggete qui :-)

Con i bambini di prima, abbiamo per prima cosa introdotto il (prodromo del) concetto di ipotesi: se tutti abbiamo un’idea diversa di quello che c’è nel computer, come facciamo a sapere quale è quella vera? Per questo l’abbiamo rappresentata con un disegno e poi abbiamo cercato di capire chi si era avvicinato di più alla “verità” :-) .

Nella presentazione sotto, i disegni contrassegnati come ipotesi-bis sono già affiancati da quelli fatti dopo la “dimostrazione”.

2) “Esplorazione” fisica…

Nota: ovviamente i bambini all’inizio non sapevano che avremmo smontato un PC… L’effetto sorpresa non ha prezzo! ;-)

… e virtuale

A questo punto, ci potevamo anche permettere di utilizzare un CD ROM (cliccate su Start!) che ci spiegasse ancora meglio cosa c’era dentro un PC. Ma da solo, proprio non bastava… ;-)





A proposito di didattica su Facebook

28 02 2009

Quello che leggerete sotto, è un intervento che avrei voluto postare all’interno del gruppo Didattica in Facebook? No grazie! però – vedi che sprovveduta – non ne accetta di così lunghi…

Intervengo con una prima doverosa precisazione: se non avessi collaborato con Andreas per le riflessioni metodologiche circa l’utilizzo di una blogo-classe per l’insegnamento universitario e non avessi avuto parte in prima persona a quell’esperienza, forse l’avrei pensata diversamente.

Come docenti e studiosi-curiosi delle dinamiche formative dentro/fuori/attraverso la Rete, è giusto interrogarsi sulle potenzialità di FB soprattutto alla luce di questa travolgente pervasività che fa sì che tu possa ritrovare proprio tutti (fornaio e parrucchiere sotto casa incluso) in questo social network.

Io ho aperto un account su FB prima che scoppiasse questa moda perché volevo vedere come era fatto dentro ;-) e l’ho poi dimenticato finché gli studenti del master in cui sto intervenendo con un modulo sulla didattica dei beni culturali mi ci hanno “tirato dentro”. Non ci sono però arrivati da soli ma grazie a Francesco Leonetti che sicuramente crede molto più di me in questo… contenitore.

Perché poi alla fine di cosa stiamo parlando se non di un nuovo contenitore? Faccio mie le osservazioni circa i limiti di FB in campo educativo fatte precedentemente da Italo Lo Sero – 1) Non è facile da usare. 2) E’ fatto per vendere pubblicità. Gli spazi a dx sono sempre pieni di ‘richiami’… 3) E’ lento. Spesso. 4) E’ sempre aperto a tutti: si vedono in chat tutti gli amici e i loro interventi; ok per l’impiego ’sociale’ di svago, meno per la didattica – ed anche quelle relative alla ricerca più delle somiglianze che delle differenze fatte da Francesca Scalabrini (se non erro) ma ciò non toglie nulla alla bontà di un intervento didattico che lo reputi adeguato a soddisfare determinate esigenze metodologiche.

Alla fin fine, in Rete hai la possibilità di strutturare il setting pedagogico come più ti piace: puoi decidere se fare lezione all’aperto o “in aula”, con metodo cooperativo o “istruttivo”, con un brano da ascoltare, qualcosa da leggere da scrivere o che so io. Il tutto con una flessibilità impensabile “off line”.

Però, ciò non toglie, che usare FB significa entrare in un recinto in cui non siamo noi i padroni, in realtà. Il problema della proprietà intellettuale sollevato ultimamente dal cambiamento delle regole in corsa da parte di FB meriterebbe di essere ulteriormente approfondito, ad esempio, nonostante le rassicurazioni dello staff. Chi come noi deve affrontare continuamente le problematiche legate al copyright sa che non è una questione di poco conto.

Poi c’è quella della “cancellabilità” dell’account (sì è vero che ora lo oscurano, però… non si cancella). E poi c’è tutto quello… che c’è fuori.
Molto spesso gli studenti con cui abbiamo a che fare, utilizzano già senza un’adeguata consapevolezza la Rete, non solo per ciò che riguarda la netiquette (ed FB, secondo me, è un’ottima palestra per insegnare ciò che non dovrebbe essere fatto nelle relazioni online) ma proprio per ciò che concerne le ricchezze della Rete.

E con i blog che facciamo? Li votiamo al cross-posting? Non c’è poi il rischio che ci si chiuda qui dentro a fare una didattica 2.0 un po’ troppo monocorde? Chi glielo insegna ai ragazzi poi a “surfare” lì fuori? Insomma… c’è proprio tanto su cui interrogarsi.





This course is may be different…

12 02 2009

virtualThis course is may be different from what you have encountered thus far, in the following ways:
(1) there are no tests or exams;
(2) there are no readings to purchase, as they are all from online and often open access sources;
(3) student creativity is especially encouraged — research only what fascinates you the most about cyberspace (but within the confines of this course)…

Dal Syllabus (pdf) di Cyberspace Ethnography

Il corso è incentrato sull’imparare a fare e non sull’imparare e basta. E’ focalizzato sull’autonomia personale, sulla capavità di esplorare, sull’iniziativa personale, sull’attitudine a condividere e collaborare, sulla capacità di espressione  e di comunicazione…

Da “Insegnare Apprendere Mutare: la blogoclasse va in scena!” (pdf)





Botta e risposta

10 06 2008

E mentre Caterina si chiede…

sicuramente i professori si accorgono se gli studenti non seguono (non importa neanche vedere che sono distratti, basta solo sentire gli sbuffi per tutta l’aula), e sicuramente non si sono dimenticati di quando anche loro erano studenti (anche perchè sennò avrebbero rimosso lunghi anni della loro vita vista la durata del corso di laurea in Medicina e Chirurgia). E quindi: è mai possibile che non abbiano neanche una briciola di autostima da dire “vediamo se stamani per una volta tanto smetto di parlare ai muri” oppure un pizzico di buon senso del tipo “non voglio essere come quel professore che odiavo quando andavo a scuola, cerchiamo di migliorare”?

…la Gelmini risponde:

”Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza”.

L’assunzione della noia a pilastro del “tirocinio” dello studente mi mancava…