Come sono andate le cose lassù?

27 08 2009

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“Come sono andate le cose lassù, figlia?” domandò la grande foca argentea.

La donna-foca guardò in lontananza e disse: “Ho ferito un essere umano… un uomo che ha dato tutto per avermi. Ma non posso tornare da lui, perché se lo facessi resterei prigioniera”.

da Donne che corrono coi lupi, p.275

Immagine: larosadeisensi (tutti i diritti riservati)





L’animo

14 03 2009

afroImmagine: larosadeisensi (tutti i diritti riservati)

L’animo percorre dunque due territori, talvolta tre: il mondo sotterraneo, il mondo interiore e quello esterno. I sentimenti e le idee di una donna sono tutti raccolti e trasportati attraverso quegli spazi – in ogni direzione -…

Senza il costruttore e il conservatore di questo ponte, la vita interiore della donna non può manifestarsi mirata al mondo esterno.

Potete anche non chiamarlo animo: chiamatelo come più vi aggrada. Ma ricordate che normalmente nella cultura femminile il maschile desta sospetto, per alcune donne è la paura di “aver bisogno del lato maschile”, per altre un doloroso recupero dopo esserne state in qualche modo schiacciate…

E’ ancora vivo nella memoria della Donna Selvaggia il ricordo di tempi in cui le donne dotate erano gettate da parte come rifiuti, in cui una donna non poteva avere un’idea, a meno che segretamente non la piantasse e non la fecondasse in un uomo il quale poi la portava nel mondo come fosse sua.

da Donne che corrono coi lupi, p.334





Roba da Codice Napoleonico

4 03 2009

Nella mia veloce rassegna stampa mattutina, l’occhio non poteva non cadere su un sondaggio sul rapporto tra le lavoratrici, i figli, la famiglia, i cui risultati ci vengono esposti da tale Caterina Pasolini in un intrigante articolo de La Repubblica, pomposamente intitolato: “Desperate housewiwes? No grazie”. In Italia le donne scelgono il lavoro.

500px-code_civil_1804Il campione rappresentativo dell’intero universo femminile italiano dovrebbe essere rappresentato da 1908 donne, di cui (sembra) il 46% sia impiegata, il 20% libera professionista.

Il restante 34% non si è capito cosa faccia perché la nostra giornalista si dimentica di citarlo, per passare ad un’altra sfilza di percentuali sulla tipologia di contratto, non si sa se di tutto il campione o solo di parte di esso.

Al di là di questo pignolerie statistiche (cosa volete che sia? I sondaggi oggi li fanno tutti…) , ecco come la tal Caterina ti esordisce dopo il breve incipit:

Perché lavorano – Oggi le donne lavorano sempre di più per scelta (59%), non per necessità. L’occupazione rappresenta un piacere in più della metà dei casi (54%), è un’occasione di gratificazione personale (46%). Significa soddisfazione per il 56 % delle intervistate mentre è vissuto come necessità dal 44%.

Perché lavorano????? Ma perché non dovrebbero lavorare? Le donne non hanno la necessità della sopravvivenza?

A seguire:

Identità e gratificazione - Il lavoro è visto come un vero e proprio segno di identità…

Incredibile!

Lavoro e famiglia - Solo il 40 % delle donne che hanno risposto al sondaggio smetterebbe di lavorare se potesse. E lo farebbe più per sé che per la famiglia…

Fedifraghe! Ma come? Non solo non apprezzate tutte le gratificazioni che il lavoro vi può dare (e sembra non siate poi così poche a farlo…) ma non cercate neanche di nascondervi dietro la meritoria scusa della cura dei congiunti! E infatti…

Compagni e figli – La scelta di lavoro è condivisa dal 74% dei partner mentre il consenso crolla quando si parla di figli…

La figura della madre snaturata che, pur potendo rimanere a casa bellamente mantenuta dal partner, va in giro a cercare soddisfazione fuori, è completa.

Mica come ai tempi quelli in cui vigeva il Codice Napoleonico, in cui la proprietà/tutela della donna passava di padre in marito. Bei tempi quelli!

Mai, infatti, ci saremmo trovate a leggere le baggianate della simpatica Caterina!

Immagine: Wikipedia





Collage bestiale

29 01 2009

Striscioni di solidarietà al giovane responsabile dello stupro di Capodanno a Roma, reo confesso, sono apparsi la notte scorsa a Fiumicino, centro vicino Roma dove risiede l’aggressore. “Davide: non importa ciò che dice la gente, sei innocente. Gli amici e le amiche”, uno degli striscioni poi rimossi…

“Chi parla male di te è perché non ti conosce”. “Più verità meno bugie, Davide ti vogliamo bene”.

da TGCom

Nell´infermeria Gaia, col volto tumefatto dalle percosse e il sangue che le inondava i vestiti, è scoppiata a piangere. Il personale medico del 118 ha capito subito la situazione e l´ha separata dagli altri pazienti con dei paraventi. [...] Quando la dottoressa l´ha visitata ha notato, oltre ai lividi sul collo, segno di un tentativo di strangolamento, al labbro superiore spaccato e a ecchimosi su tutto il corpo, i segni inequivocabili della violenza sessuale. Dopo aver cercato di tranquillizzare la giovane, 23 anni, la dottoressa ha tentato di farla parlare, ma a parte le generalità, non è riuscita a strapparle altro. Era scossa Gaia, non riusciva a parlare, e continuava a sanguinare molto, soprattutto dalle parti intime. [...] In serata, Gaia è stata operata per alcune lesioni interne, causate dalla violenza sessuale subìta.

da Repubblica

Ma perché i cittadini di Fiumicino non sono andati sotto casa di questo qui a tentare di linciarlo, come invece hanno fatto quelli di Guidonia?
Perché uno è giustificato a causa dell’abuso di droga e alcool e gli altri non sono giustificati a causa dell’abuso di alcool e droga?
Perché uno è italiano e gli altri rumeni. Due pesi e due misure.

da Yahoo! Answers





Una bella faccenda di libertà

26 01 2009

Nella storia, quando la giovane donna-foca perde la sua pelle, è coinvolta in una bella faccenda di libertà: danza, e non bada a quanto accade all’intorno. Immagine di Donne che corrono coi lupi
Quando siamo nella giusta natura selvaggia, sentiamo questa vita luminosa. E’ un segno che siamo vicine alla Donna Selvaggia.

Tutte entriamo nel mondo per danzare.

Tutte iniziamo con le nostre pelli intatte.

da Donne che corrono coi lupi





L’inevitabile leggerezza del premier

26 01 2009

Battute di spirito, come recita la copertina dell’Unità… Ma quelli sono comunisti e prendono sempre tutto troppo sul serio.

battute





Giornata internazionale contro la violenza alle donne

25 11 2008

violenza-donneStamattina a Foggia

…oggi pomeriggio a Bari





A proposito di Musei della Donna…

3 07 2008

Come scrivevo qui, grazie alle news di Donne e lavoro, ho scoperto che si è concluso il I Congresso internazionale dei Musei della Donna organizzato a Merano dall’11 al 13 giugno, in occasione del ventesimo anniversario della fondazione del Museo della Donna di Merano .

Poiché non conoscevo neanche questo museo, sono andata a curiosare sul sito per saperne di più e ho scoperto che nell’esposizione permanente

articolata su sei locali, la storia dell’ideale di donna è narrata attraverso degli esempi. Ogni due, tre anni viene scelto un argomento principale, che viene elaborato dal punto di vista tematico o da quello cronologico, a seconda di quale dei punti di vista sia il più idoneo. Gli esempi che mostriamo ci aiutano a svelare relazioni nascoste tra fenomeni differenti.

Nell’esposizione si è scelto di non uniformarsi

…ai canoni dominanti del minimalismo espositivo. [...]

La nostra collezione ci consente di mantenere un “filo rosso” attraverso la moda e gli oggetti della vita quotidiana. Partiamo dal principio che la moda è lo specchio della società e interpretiamo lo “spirito del tempo” (zeitgeist) di ogni epoca sulla base dei suoi diversi modi di manifestarsi.

Lo stesso vale per gli oggetti d’uso quotidiano. Ogni oggetto che ha trovato spazio nella vita domestica, ogni nuova attività introdotta in una determinata epoca (per esempio le prime “professioni femminili”, o l’introduzione dello sport femminile nel corso degli anni ’20 del XX sec.) è legato a specifiche speranze, a specifici fini.

A posteriori ci è possibile esaminare se queste speranze erano giustificate, se i fini che un determinato oggetto suggeriva, sono stati raggiunti.

Mi sembra una riflessione interessante…





Piccole soddisfazioni…

30 05 2008

Chissà che soddisfazione, per chi picchia la propria donna e/o i propri figli, sapere che l’ICI che si intascherà contribuirà allo stesso tempo, a togliergli davanti inopportune iniziative come queste





Vogliamo anche le rose

13 05 2008

In Vogliamo anche le rose Alina Marazzi rievoca l’Italia della rivoluzione sessuale e del femminismo da metà degli Anni ’60 al 1977. Con il suo montaggio sapiente raccoglie alcune voci diaristiche di esistenze individuali di donne (tre in particolare i diari provenienti dall’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano, rielaborati con la collaborazione della scrittrice Silvia Balestra) che monta con materiali visivi da film sperimentali o in super8 (di Adriana Monti, Loredana Rotondo, Alfredo Leonardi, Alberto Grifi, etc), immagini di repertorio degli anni compresi tra il ‘67 e il ’79 (Teche Rai, Cineteche varie, etc) e fondi privati (Clelia Pallotta, Franca Zacchei, Anna Bottesini, fam. Summaria e Giorgio Magister). Non mancano lettere e conversazioni, foto dell’epoca, riviste e fotoromanzi: occhio al fotoromanzo con Paola Pitagora per la liberalizzazione della pillola (quando la pillola anticoncezionale in Italia era considerata crimine contro la stirpe. Chi se lo ricorda?)

da Cinemadonne.it

Per chi abita a Bari, segnalo l’evento del 15 maggio e per  chi ne vuole sapere di più, qualche altra recensione su:

Corriere della Sera

Il Paese delle Donne