Sulle finte conversioni degli editori italiani al web 2.0

20 10 2009

Qualche giorno fa, avevo avuto uno scambio di opinioni con Mario Guaraldi circa la “carica” dei 300 e-book editi dal Mulino, proposti dalla casa editrice nell’ambito della collana Darwin Books, la cui consultazione e “manipolazione” :-) sarà gratuita per

tutte le università e le altre istituzioni che sono tradizionalmente clienti del Mulino, per poi diventare a pagamento dal gennaio 2010. Non è previsto che venga fornito a privati: semplicemente si potrà accedere solo se l’istituzione lo permetterà.

Diciamo quindi che di rivoluzionario non c’è poi molto. Secondo il nostro amico Guaraldi, ad esempio, in tutta la faccenda c’entra non poco lo sbarco di Kindle anche sui nostri mercati…kindle

Ma ecco che  Amazon si inventa Kindle. Una banale rivisitazione del vecchio Rocket e-book, si sarebbe detto, tranne che questa volta si tratta di “carta elettronica”, non di un PC dedicato!  Kindle ha un successo straordinario e appare per quello che è: un “terminale remoto” di e-books in formato proprietario, soprattutto per gli studenti ( addio zainetti e chili di carta!) con una riserva alle spalle di alcune centinaia di migliaia di titoli. Gli editori scolastici italiani sudano freddo quando, pochi giorni fa, Amazon annuncia a sorpresa, il suo sbarco in Europa.

E cosa fanno gli editori italiani (ovviamente democratici e di sinistra)? Rispondono per bocca dei furbetti del quartierino bolognese: il Mulino annuncia in maniera roboante un libero accesso ai suoi 300 titoli! Idea fantastica, come il nome (Darwin Books), che indica un progetto “evolutivo” di libri consultabili sul server dell’editore. Peccato che sia una bufala, che in realtà non faccia accedere a nulla! Anzi il modello bolognese sembra, se possibile, l’apologia del vecchio caro Digital  Restriction Management che si credeva defunto!
E c’è da immaginarsi che nei prossimi giorni assisteremo a una valanga di (finte) conversioni al Web 2.0. Che diamine, per soldi si cade volentieri da cavallo sulla via di Seattle…

Attendiamo fiduciosi stuoli di convertiti ;-)





Cedole e e-book di testo: una domanda

5 10 2009

Nelle varie discussioni sull’e-book, mi trovo spesso a sottolineare il complemento di specificazione “di testo” perché altrimenti si sovrappongono problematiche improprie e, tra le altre cose, si ignorano quelle che specificatamente riguardano il mondo scolastico. scrivere a mano

Una cosa che mi domando, ad esempio, è se i/le docenti di scuola primaria si ritroveranno a compilare a mano le cedole librarie anche per gli e-book (per chi non se lo ricordasse, il procedimento è questo [pdf]) o qualcuno penserà ad aggiornare le procedure? Del resto, affondano le loro radici nel Ventennio…

Immagine: Gioia§





Presentazione progetto Lab

5 10 2009

Carissimi lettori e lettrici affezionati/e,

so che questo blog si sta prendendo lunghe pause ma sono immersa fino al collo in altri luoghi della rete e, nonostante l’ubiquità di cui si dice ;-) , le mani e il cervello continuano a rimanere di numero finito.

Vi ricordate quel progetto di cui parlavo ne Il coraggio dell’utopia? Beh diciamo che sta prendendo corpo quasi autonomamente ed io, in certi momenti, fatico un po’ a stare dietro a questo multiforme aggregato che – ufficialmente – si colloca sul Lab ma che in realtà tracima in mille rivoli dentro e fuori la Rete.

Posto ciò, avendo dovuto fare una presentazione semplice ed essenziale per coinvolgere anche gente che in Rete non è, condivido anche qui il suo contenuto così sapete che cosa sto combinando.

E ci aggiungiamo anche un po’ di musica che non guasta mai… ;-)





Un gesto d’amore verso il libro

19 09 2009

La triste epoca di quaraquaquà che stiamo vivendo, rende impellente rendere onore al merito agli uomini coraggiosi, determinati e – soprattutto – coerenti.

Rilancio quindi anch’io dopo Noa (invitando chi legge a fare altrettanto) l’iniziativa dell’editore Mario Guaraldi che, per festeggiare la fine della digitalizzazione dell’intero catalogo,

ha deciso di regalare tutti i propri classici in formato cartaceo ai Licei di Rimini e di Riccione per una distribuzione gratuita agli studenti.
L’iniziativa – che verrà presto divulgata ai media – viene presentata anche come forma di contestazione della pratica “barbara” di macerare i li libri invenduti, abitualmente attuata dagli editori tradizionali per alleggerire fiscalmente i propri magazzini. Per Guaraldi, regalare le giacenze di magazzino agli studenti dei Licei è un gesto d’amore verso libro cartaceo che certamente non morirà, ma al contrario si evolve continuamente, dal codice miniato fino all’attuale versione digitale, scaricabile dalla rete, in forma di e-Book con funzionalità e godibilità assolutamente inedite.

Tra le interessanti iniziative del vulcanico Mario :-) segnalo il progetto Lazzaro, finalizzato a soddisfare le richieste di testi fuori catalogo, che vengono forniti in digitale. Che dire? Curiosate in giro per il sito per saperne di più e un grazie di cuore al nostro amico Guaraldi !





Il coraggio dell’utopia

8 08 2009

Sì, lo so. E’ un titolo importante per essere solo un post con cui volevo congedarmi dai miei lettori per un paio di settimane lasciando qualche nota per il mio ritorno.volare-alto

Ho particolarmente bisogno di riposarmi, in vista di un anno che sarà intenso ed impegnativo. E che soprattutto sarà l’ultimo anno del mio dottorato, in cui proverò a dare concretezza e senso agli studi e alle riflessioni di questi anni circa il significato di innovazione in campo educativo. Sono partita da una tesi dedicata ai nuovi modelli organizzativi per la scuola dell’autonomia e sono approdata (per il momento ;-) ) alle “blogoclassi”…

Ora, con l’incoscienza che mi contraddistingue, ho pensato ad un progetto che più d’uno mi ha avvertito “volare alto”, sia per le barriere che si propone di saltare, sia per una situazione di oggettiva difficoltà (leggi anche “demoralizzazione”) dei docenti in ambito scolastico. Però volare alto si deve proprio quando tutto ti tira giù. Ci aiuta a non perderci tra i grembiulini e le orecchie d’asino.

Ecco qui la mappa mentale del progetto (originalmente battezzato Lab), che si arricchirà e modificherà nel tempo (per la cronaca, ho utilizzato la versione free di Mindomo ma non mi entusiasma… Ora sto sperimentando Xmind, in cui confido maggiormente). Non trascurate le “iconcine” e usate i + e i – per chiudere e aprire i rami della mappa.Troverete anche i link per accedere alla piattaforma che farà da casa-base.

Qui, invece, trovate la mappa in versione HTML, utile se ve la volete leggere linearmente, con tutte le note “esplose” ma senza la possibilità di accedere ai link inseriti nella versione reticolare. Qui, il feed.

Si prevede una partenza soft a settembre, con un primo periodo di rodaggio-organizzazione-condivisione, in cui ognuno deciderà se mettersi in gioco con la presentazione di una propria esperienza professionale significativa, con il coinvolgimento della propria classe, con la creazione di materiale didattico ex-novo…

Gireremo attorno a: beni culturali, preistoria, teoria dell’evoluzione, nuovi assetti mediali per l’apprendimento. Del resto, è noto come la penso in materia di evoluzione… ;-)

Fino ad ora ho fatto inviti ad personam, lasciando però aperta la possibilità di segnalare la proposta a persone potenzialmente interessate. Ragion per cui, se c’è qualcuno particolarmente incuriosito, lasciasse un segno qui o in piattaforma. In ogni caso, la “porta” rimarrà aperta alla libera circolazione degli abitanti della Rete.

Ora vado in vacanza. Sarò online per la fine di agosto. Fatevi trovare… ;-)

Immagine: zerega





Chi ha paura dell’e-book?

2 07 2009

Nel turbine di lavoro, famiglia, università (e chi più ne ha più ne metta) di questi ultimi tempi, non ero riuscita a soffermarmi un po’ più tranquillamente sulle slides qui sotto (made by Mario Rotta) sui fatidici e-book (in formato PDF).

MR_eBook_InsegnareApprendere

Oggi avrei 150 post da scrivere :-) ma per adesso mi limito ad annotare qui il commento fatto sul blog di Mario, al momento in moderazione:

Io, onestamente, non riesco a capire di quali paure stiamo parlando. Quel po’ che ho letto in giro può essere critico sulla maniera in cui è stato imposto ciò che si presuppone essere il formato digitale del tradizionale libro di testo ma non certo timoroso. Le paure possono riguardare gli effetti che “innovazioni” sconsiderate possano avere sul fare scuola quotidiano, soprattutto nei contesti più in difficoltà a causa di un costante decremento di risorse.
Perché dobbiamo distinguere il discorso e-book generico con quello dell’e-book/libro di testo scolastico da adottare, in quanto frutto di due processi culturali diversi.
Se non distinguiamo i piani, a mio parere, continueremo a fraintendere le legittimamente diverse posizioni.
Se come docente ritengo superflua l’adozione obbligatoria del libro di testo o il suo sostituirsi alle esperienze concrete necessarie a capire le cose, ad esplorarle, ad “attraversarle”, mi interessa molto più parlare di ambienti di apprendimento multiprospettici ed esperenziali, che includano materiale *anche* stampabile…
Credo insomma che la scarsa significatività che sembra caratterizzare l’e-book di testo anche agli occhi dei docenti più impegnati nell’utilizzo delle tecnologie digitali non possa essere liquidata come una semplice presa di posizione politica o magnanimamente tollerata come la paura del buio dei bambini piccoli.
E se dobbiamo proprio parlare in soldoni, mi domando come si fa a pensare all’integrazione dell’e-book di testo in un ambiente di apprendimento, nella consapevolezza che un e-reader costa 500 euro.
Se poi vogliamo parlare del rapporto tra e-book e libro cartaceo, nell’immaginario collettivo prescindendo dalla scuola allora il discorso assume tutta un’altra piega. Ma stavamo parlando di scuola, no?
Ciao (e complimenti come al solito per il tuo materiale)
Maria Grazia





Un e-book ante litteram

17 06 2009

Durante lo SchoolBookCamp a Fosdinovo, Giorgio Jannis, riferendosi all’utilizzo innovativo del Power Point fatto dalle maestre, ha detto una di quelle frasi che mi hanno fatto “guardare” ad alcuni lavori del passato con occhi diversi. O forse mi hanno fatto ricordare anni in cui il futuro sembrava sicuramente molto meno grigio di ora e si poteva concretamente tentare di fare qualcosa di diverso ed innovativo.

Negli anni in cui sono stata responsabile del sostegno ai docenti nell’utilizzo delle fatidiche ICT, uno dei progetti che mi sarebbe piaciuto realizzare, era quello di una biblio-mediateca autoprodotta, attraverso la documentazione di tutte le esperienze didattiche che le docenti realizzavano durante l’anno.

Invece che guardare le solite foto sul libro di testo – pensavo – maestre e alunni avrebbero così potuto prendere spunto dalle esperienze precedenti, visionarle a lezione al posto della solito “esperimento” descritto sul sussidiario, utilizzarle come materiale di discussione e di approfondimento a casa, progettarne ulteriori modifiche e/o ampliamenti… E  i bambini avrebbero avuto a disposizione materiale più stimolante su cui studiare e sarebbero stati spinti (insieme alle loro maestre ;-) ) anche loro a contribuire ai libri di testo “fatti-a-scuola”.

Pensavo cioè a quella apertura del libro di testo ad una scrittura a più mani (di cui si è parlato anche al camp sull’e-book), che permettesse un maggior protagonismo dei fruitori del libro stesso. Un prendersi carico, in qualche maniera, di quel filo narrativo che si dipana durante l’anno scolastico, contribuendo ad intrecciarlo invece che limitarsi a seguirlo passivamente. Leggi il seguito di questo post »





Primi libri

31 05 2009

Dato che oggi avevo promesso a mia figlia che  avrei navigato insieme a lei per aiutarla a creare la sua band musicale virtuale, ci siamo anche dedicate a giocare e a disegnare un po’ al computer insieme.

Le ho proposto di trasferire un po’ di studio estivo dalla carta ai bit ed è stata ben felice di accettare. Del resto, lei è sicuramente più autonoma col PC che con carta e penna…

Ci siamo quindi messe alla ricerca di qualche software didattico che ci fornisse qualche idea simpatica e piacevole per i mesi a venire (aiutandoci però anche a consolidare qualche apprendimento qui e lì ;-) ).

E che cosa tiriamo fuori dal cilindro?

“Primi libri”, il programma di Sandro Sbroggiò per bambini di 7-10 anni che consente di creare libri elettronici autoeseguibili.

Quale progetto migliore per l’estate che crearci noi il libro delle vacanze che ci piace?





SchoolBookCamp: note di viaggio

26 05 2009

In questa torrida giornata di maggio (incredibile ma vero), dopo essere stata tagliata fuori dalla Rete per qualche giorno per motivi vari ed eventuali, mi appresto finalmente a buttare giù due note sull’esperienza SchoolBookCamp.

Come dicevo altrove, sono tornata con più domande che risposte però le domande sono in parte cambiate. Il che significa che la scossa cognitiva c’è stata e questo testimonia la significatività di quanto detto e (soprattutto) ascoltato.

Pensieri e suggestioni sono molteplici. Forse mi ci vorrà più di un post. Anzi sicuramente. E poiché non so da dove cominciare… partirò da alcune note di viaggio, scritte sulla tratta Piacenza-Sarzana e viceversa.

trainImmagine: nj dodge

22 maggio, ore 8.20

In un post del 6 marzo scorso sull’argomento, Gino Roncaglia invitava a chiedersi cosa fosse un libro di testo online. Prima di farlo, però, credo che occorra avere ben chiaro che cosa rappresenti realmente il libro di testo “tradizionale”. Senza perdersi dunque dietro i mille rivoli del libro in generale ma di un certo tipo di libro, in un determinato contesto, utilizzato con uno scopo preciso.

Occorre disvelare quindi, prima di tutto, quali siano le sue funzioni manifeste che, dallo stesso Roncaglia, vengono individuate ne:

  • il filo narrativo che accompagna lo svolgimento del programma;
  • il primo (e purtroppo in molti casi unico) incontro con quella che è stata per secoli la forma principale di organizzazione del sapere: la forma-libro.

A queste osservazioni se ne potrebbero però aggiungere altre, forse così interiorizzate da essere divenute quasi invisibili: l’identificazione

Pinocchio_abbecedario

immaginifica del libro di testo con l’istituzione scolastica nella sua forma “biblica” da Pinocchio in poi e la funzione di contenimento (o di coperta di Linus se preferite) svolta da questo sussidio per la stragrande maggioranza dei docenti. Del resto, per controllare e contenere è stato creato…

A corollario di ciò, sullo sfondo, da non dimenticare il libro di testo come “strumento” con cui gli stessi formatori sono stati formati.

“Un libro è anche la storia del suo lettore…” ci ricorda Angelo Franza e – nella fattispecie – la cosa suona quanto mai calzante.

Alla ricerca di definizioni e differenze, ciò che secondo me – ora – distingue un libro di testo “tradizionale” da uno digitale è la sensorialità tattile e l’appartenenza storico-culturale ben radicata nell’immaginario collettivo.

Immagine: Leonardo

E per adesso non mi è dato aggiungere altro dato che, non a caso, siamo venuti qui a discutere e cercare di capire lo scarto significativo tra il primo e il secondo.

Se, ad esempio, andiamo a considerare la non-linearità come prima cifra distintiva, essa va considerata a tutto tondo. In primis, va ovviamente riferita ad una lettura reticolare che non si limiti a linkare approfondimenti ma che rompa le simmetrie autore-lettore, docente-studente, umanistico-scientifico.

Che trascenda insomma quella forma-libro (foucaultianamente intesa) che è rispecchiamento della forma-scuola, ancorata ad un dispositivo disciplinare, nato per rendere docili i corpi e le menti, erogando saperi distinti, in riferimento a norme predeterminate.

E allora, in primo luogo, deve far saltare gli steccati disciplinari, narrare per tematiche ed esperienze significative, essere pensato per grandi aree del sapere, che non devono necessariamente essere quelle standard. Ma forse qui sono già nella fantascienza…

23 maggio, 20.40

Sono in treno per Piacenza. Cerco di raccogliere le idee su ciò che mi porto a casa di nuovo dopo queste giornate così intense di idee ed emotività. Non so se so qualcosa in più sull’e-book rispetto a quando sono partita. Posto che qualcuno a questo punto mi sappia realmente dire cos’è un e-book…

Perché tanta emotività, uno si potrebbe chiedere… Sicuramente perché l’accelerazione imposta dalla circolare sui libri di testo non è rispettosa di un progetto culturale né a questo è ispirato, muovendosi da ben più mercantilistiche visioni. E questo è stato ribadito più volte in questi giorni. La sensazione di spaesamento, di incertezza rispetto agli scenari ipotetici che a brevissimo le scuole (e gli editori scolastici con loro) dovranno affrontare, soprattutto se nulla cambierà rispetto al rapporto tra edizioni e adozioni, è sicuramente uno dei motivi. Anche se non l’unico.

Del resto continuare a parlare di questo smantellamento della scuola pubblica come di una riforma è segno che non si hanno più occhi per vedere…

Ho voluto scrivere questo perché è stato pesante per me andare ad immaginare cosa potrebbe essere un e-book (o un testo liquido o ambiente) chiedendomi il senso di questo esercizio intellettuale mentre le scuole rischiano di chiudere. Però l’ho fatto.

Ho voluto sforzarmi di immaginare una modalità diversa di organizzare/fruire/manipolare i contenuti di apprendimento per una scuola di qualità. Perché un atteggiamento realistico rispetto ai rischi che una transizione affrettata e culturalmente improvvisata verso libri di testo “misti” o online, non significa essere contro l’innovazione.

Nonostante il cuore pesante, la mente è volata, ha immaginato e sognato “libri verticali”, grazie ai quali docenti e studenti di gradi di scuola diversa si incontrano e imparano reciprocamente e “interdisciplinari”, dove quell’inter si rivela come la capacità di essere “terra di mezzo” per il lavoro comune di docenti di discipline diverse.

Sì. Ho sognato molto e farlo mi ha fatto bene…

[continuerà anche se non so quando... :-) ]





Codex vs ebook

15 04 2009

Chi detta

ti rende

+ pirla.

Digli di smettere

Ponendo l’eversivo manufatto comunicativo qui sopra, a mo’ di monito, per docenti e studenti, vi segnalo l’interessante articolo di Marco Guastavigna sulle adozioni digitali, in cui si commenta criticamente il d. m. 41/2009 sulle adozioni dei fatidici, fantomatici e fantasmatici e-books.

Riporto, sottoscrivendola pienamente, questa interessante osservazione in merito:

Se ciascun allievo della scuola italiana non disporrà – a casa e a scuola – di un dispositivo (efficace) di fruizione dei libri digitali a titolo esclusivo, la soluzione potrà essere in molti casi lo scaricamento e la stampa dei materiali. Non vi è nessuna indagine seria sulla previsione di costi di un’operazione di questo genere, nonostante sia pressoché certo che sarà necessario farlo per molti eserciziari.

Non vorremmo che alla fine della filiera ci fossero allievi con in mani fascicoli pinzati o rilegati, ovvero brutti libri di carta, magari pagati più del loro valore effettivo, se non addirittura della aborrita stampa editoriale. Senza contare che non vi sono centri attrezzati alla stampa di centinaia e centinaia di fascicoli tutti negli stessi periodi dell’anno, per non parlare dell’ingombro e del trasporto dei fascicoli anche di una sola classe.

Per di più, se davvero – come alcuni sostengono – la fruizione digitale comporta vantaggi operativi e cognitivi assoluti, a prescindere dai contesti, dai campi di conoscenza e perfino dal grado di familiarizzazione dei soggetti coinvolti – insegnanti compresi – la diffusione massiccia dei dispositivi è una condizione determinante perché tutti possano potenziare i propri apprendimenti senza che si creino situazioni di privilegio o di discriminazione.

Non posso al tempo stesso esimermi dal segnalarvi questo fantastico video norvegese (sempre scoperto grazie al succitato collega Marco), che ci ricorda come anche i libri siano una tecnologia ed abbiano un’interfaccia utente.