En passant, vi consiglio la lettura del nutrito post (anche in termine di link) di Giorgio Jannis su Semioblog. Mi ha fatto piacere rincontrare blogger che avevo perso di vista e scoprire che ho un sacco di cose nuove da leggere.
Prove tecniche di apprendimento significativo
9 04 2009Dopo aver tanto (studiato e) scritto nell’ultimo mese di dispositivi pedagogici e utilizzo significativo delle tecnologie (vecchie e nuove) mi sono capitate tra capo e collo due giornate di formazione sull’e-learning in un master in Organizzazione e gestione delle Risorse Umane per il Knowledge Management, in cui ero già intervenuta in un incontro di “familiarizzazione” con la CMC.

Immagine: OmarCaf
Dover inchiodare i ragazzi 8 ore di seguito per due giornate consecutive a parlare di qualcosa che è lontano anni luce dalla loro esperienza è una prospettiva complicata per chi si propone sempre di lasciare i propri interlocutori un po’ più ricchi di come li ha trovati. Non è detto che ci si riesca (esiste sempre quella irriducibile libertà dell’educando con cui confrontarsi…) ma comunque ci si prova.
Vi butto giù, a grandi linee, l’organizzazione del tutto, più o meno come l’ho pensata e realizzata.
Definizione dei contenuti: data la genericità e l’ampiezza del tema, ho deciso di prendere le mosse dal concetto di apprendimento, per introdurre e sviluppare l’argomento tecnologie attraverso l’utilizzo delle stesse. Mi ero per questo precedentemente informata sul fatto che avessero appena terminato il modulo della formazione e quindi il terreno cognitivo
era già “smosso”.
Strumenti (tecnologici e non): lavagna con pennarelli, un PC a studente, video proiettore.
Applicativi e risorse online: GoogleDocuments, Google Reader, Google Books, Anobii, piattaforma Blogger, Delicious, Youtube, Last.fm.
Approccio didattico: learning by doing.
Attività: condivisione della presentazione online e sua modifica in base ai risultati del brainstorming nonché delle discussioni e rielaborazioni collettive di quanto fatto o di letture proposte; creazione del proprio PLE, secondo le esigenze personali; utilizzo del blog come strumento per documentare il proprio lavoro; creazione della sito-bibliografia individuale attraverso Delicious, Anobii e Googlebooks.
Credo di non essermi dimenticata niente… Comunque potete sempre dare un’occhiata e dirmi che ne pensate
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Categorie : apprendimento significativo, didattica, e-learning, formazione, ltever, web 2.0
Dalla trasmissione di informazioni alla costruzione di conoscenza
25 03 2009Poiché la sto consultando spesso, la presentazione di Gianni Marconato la metto anche qui. Con tutti i curiosi che ci sono in giro… ![]()
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Categorie : IUL, didattica, e-learning, scuola
Edupunk? Perché no?
13 03 2009Già nel pieno della mia attività multitasking, ero intenta ad ascoltare la recitazione del libro IV dell’Eneide (per la precisazione vv. 9-29, ad opera di Vojin Nedeljkovic)
quando la casellina di Googletalk mi fa intravedere l’invito di Gianni Marconato al gruppo Edupunk Italia su Facebook, con un subliminale “Ti intriga l’idea di Edupunk?”. Mi intriga???? E certo che mi intriga! 
Conseguenza: lettura del post di Gianni; iscrizione istantanea al gruppo di Facebook; commento sulla bacheca del gruppo e sulla mia; googolata per saperne di più…
Punk rock was a rebellion against the clean, predictable sound of popular music and it also encouraged a do-it-yourself attitude. Edupunk seems to be a reaction against the rise of course-managements systems, which offer cookie-cutter tools that can make every course Web site look the same.
Jim Groom, an instructional-technology specialist and adjunct professor at the University of Mary Washington, coined the term, and this week on his blog he declared himself a poster boy for the movement. He says he is worried that Blackboard’s latest release, which attempts to incorporate the latest social-networking tools, will end up presenting a watered-down version of what pioneers of Web 2.0 technologies have done in their experiments.
Qui sotto, la prima parte del confronto tra Jim Groom (che ha coniato il termine) e Gardner Campbell. Sono un po’ troppo veloci ma ascoltando e riascoltando…
Ritorno dunque ai miei “affari” multitasking. Sfortunatamente, il tempo che avevo deciso di dedicare all’ascolto è finito (ora si passa alla scrittura del contributo che sta rendendo insonni le mie notti) ma non posso resistere alla tentazione di aggiungere… questo
Immagine: what what
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Tag: Gardner Campbell, Jim Groom, Sex Pistols
Categorie : e-learning, edupunk, insegnamento, ltever, web 2.0
Diritto d’autore, didattica e web
20 02 2009Mentre Andreas meditava su FB di aprire una disputa con la Warner Music Group per rivendicare il fair use per il suo video con la musica dei Blues Brother
, io stavo cercando di capire se ci fossero novità sul fronte del periglioso rapporto copyright-didattica online.
Non mi pare che dopo la spiacevole faccenda che ha visto coinvolto il titolare del sito Homolaicus (la cui vicenda potete ripercorrere guardando il video sotto)
si siano registrate particolari novità in merito (eccezion fatta per l’illuminato emendamento D’Alia di cui… sotto, che però va un po’ oltre la difesa del diritto d’autore).
Ho pensato quindi di condividere qualche link di riferimento per chi fosse ancora a digiuno sull’argomento. Qualche appunto, insomma, e nulla più!
Sicuramente, conditio sine qua non per avere meno problemi possibile è quella di lavorare in una piattaforma chiusa e, aggiungerei, anche con l’impossibilità che eventuali visitatori possano visionare i materiali (come è possibile fare in Moodle).
Alla faccia delle blogo-classi e dei messaggi nelle bottiglie…
Ci sono però, per quanto riguarda la legislazione italiana, molte zone d’ombra che nascono dalla mancanza di un esplicito riconoscimento del fair use.
E’ vero che il caso dell’Homolaicus citato all’inizio (e delle proteste che ne seguirono, reazione stizzita della SIAE inclusa
), ha portato ad un’interrogazione parlamentare finalizzata ad un’estensione del fair use anche in Italia a cui il governo di allora rispose affermando (cito da Wikipedia aggiungendo qualche link)
che a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, «Attuazione della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione», il testo dell’articolo 70 della legge sul diritto d’autore riprodurrebbe sostanzialmente il regime del fair use statunitense.
Dunque, questo dovrebbe essere un riferimento legislativo importante per chi si occupa di didattica (fuori e dentro la Rete) e perciò conviene “appuntarselo”
Se però vi andate a leggere queste FAQ della SIAE su fotocopie e diritto d’autore o qualche linea guida messa (giustamente) a disposizione dei docenti da qualche ateneo (qui [pdf] o qui [pdf]), gelide perle di sudore cominceranno a rigare la vostra fronte…
Un buon articolo “riassuntivo” sull’argomento è sicuramente quello di Elvira Berlingeri, Il diritto d’autore nella didattica online e magari potrebbe essere utile dare un’occhiata al suo Legge 2.0. Se qualcuno ce l’ha, magari ci dice qualcosa
L’analisi dei vari documenti mi ha ricordato perché tendo ad usare quasi sempre materiale di pubblico dominio o con licenza Creative Commons… E comunque mi ha rafforzato nella convinzione che le slide – se messe online - dovrebbero poter essere solo visionate e non stampate, soprattutto se svolgono la funzione che è loro propria: quella di filo conduttore e non di “gobbo”. A buon intenditor…
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Tag: didattica online, fair use, SIAE
Categorie : diritto d'autore, e-learning, ltever
Appuntamento a Barcellona?
23 02 2008Expoelearning 2008, Barcellona 3-5 aprile 2008.
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Tag: e-learning
Categorie : e-learning, ltever
A proposito di digital natives…
23 02 2008Tra le mail arrivate negli ultimi giorni, ne ho trovata una che pubblicizzava il seminario regionale “L’aula interattiva nell’Europa dei digital natives” che si terrà a Bari la prossima settimana (gli eventuali interessati possono scaricare la brochure da qui).
Ho letto e riletto il programma ma (come in altre occasioni di questo genere) non riesco – onestamente – a cogliere un “orizzonte di senso” che accomuni i vari interventi che non sia quello di un’applicazione indistinta delle “tecnologie” al processo di insegnamento/apprendimento, con qualche dimenticanza in sovrappiù.
C’è un po’ di Moodle, un po’ di LO, un po’ di Second Life, un po’ di “social network” (non meglio specificati), un po’ di RSS (?), un po’ di “tecnologie per la didattica di qualche cosa”, un po’ di pubblicità (istituzionale e non), applications varie ed eventuali…
Insomma, c’è un po’ del poutpourri tecnologico con cui il sistema-formazione insegue i “nativi digitali”. Ma loro dove sono? Come vorrebbero utilizzare le tecnologie per la loro formazione? Basta mettergli un qualsiasi giocattolo tecnologico in mano per renderli felici? C’è qualcuno che si pone il problema di domandarglielo?
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Tag: divital natives, e-learning
Categorie : e-learning, ltever, scuola
WordPress e OpenCourseWare
19 02 2008A corollario della discussione sull’e-learning di qualche giorno fa, segnalo il post dell’infaticabile Catepol sull’utilizzo dei blog al posto dei LMS.
Le suggestioni sono parecchie…
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Tag: blogging, e-learning, lms
Categorie : blogging, e-learning, formazione, web 2.0




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