Avete presente quel detto sulla storia che si ripete trasformandosi in farsa?
Avete presente quel detto sulla storia che si ripete trasformandosi in farsa?
… qual è?
Cara mamma,
l’anno scorso mi sono scusata per non esserti venuta a trovare, quindi quest’anno non mi voglio ripetere ma voglio farti un regalo (tanto lo sai che non ci vengo).
Ti ricordi la poesia che avevi scritto per la nascita di Aurora? Quella che è incorniciata e appesa in camera dei ragazzi (altrimenti chi li avrebbe sentiti i tuoi borbottii…
)? Ora la pubblico qui sotto, così soddisferò uno dei tuoi sogni più grandi. Il mio blog non è proprio una testata giornalistica di grido ma è quello che passa il convento.
Insieme ti metto anche una canzone. E’ una delle poche che riuscivi ad ascoltare senza lamentarti quando ero adolescente.
Certe volte continuo a chiedermi perché mi hai lasciato sola. Mi manchi tanto. Ti voglio bene.
Chicca
***
A mia nipote Aurora
Ricordi di lievi carezze già date…
di profumi delicati, setosi
come ali di farfalla…
…baci furtivi… quasi timorosi
di sciupare qualcosa di intatto, troppo bello
per essere anche solo sfiorato…
Piccolo fiore le forti sensazioni
che ho provato nel vederti la prima volta
sono chiuse nel mio cuore…
ma ho voluto che un giorno
tu potessi vivere con me
anche solo una piccolissima parte
di questo ricordo.
Tua nonna
… cosa dovranno fare i magistrati una volta lasciati finalmente in pace i politici (di qualunque parrocchia siano), non potendosi più neanche vendicare su chi fa la bella vita?
… lo so che ti sarei dovuta venire a trovare oggi ma tu sai anche che non riesco a farlo quasi mai. Non ci riesco. Non ti arrabbiare per questo. Lo sai come sono fatta.
Tu vivi nei miei pensieri. Pensami anche tu.
Chicca
“Alla morte di una persona cara, di un parente o di un amico, è
naturale sentire il bisogno di aggrapparsi a dei ricordi:
oggetti, lettere, fotografie. Ma questo non basta per mantenere
viva la sua presenza. Infatti, la sua presenza non è insita
negli oggetti, ma è nel suo spirito, e finché si rimane lì a
girare attorno a qualche oggetto, non si tratta di spirito, ma
di materia.
Quanto al fatto di soffermarsi in raccoglimento su una tomba,
anche questo è naturale, ma quello che sta dentro la tomba è il
corpo, non lo spirito. Lo spirito ha bisogno di libertà, e
compie degli sforzi per liberarsi dal corpo e viaggiare
nell’immensità, che è la sua vera patria. Chi soffre e piange su
una tomba, come se colui che si trova nella bara dovesse restarci
per l’eternità, limita quell’essere e lo disturba nel suo
desiderio di liberarsi; inoltre, non per questo lo ritroverà. Se
volete veramente ritrovare un essere a voi caro, sforzatevi di
andare a cercarlo là dove si trova: molto lontano e molto in
alto nella luce.”Omraam Mikhaël Aïvanhov
Oggi avrei voluto scrivere un post per ogni cosa su cui mi soffermavo a pensare, mentre facevo il mio giro quotidiano per link amici e casuali.
Ho letto su Repubblica la storia della classe costituita da soli ripetenti. Mi sono chiesta: E la zona di sviluppo prossimale dov’è finita?
Ho fatto una ricerca con Google su “autoreferenzialità blogosfera” e sono uscite fuori un sacco di lamentele da parte delle new-entries ed un atteggiamento un po’ sessista e… autoreferenziale???
Sono andata su Fuoriregistro per seguire una discussione iniziata da Vittorio Delmoro sul “Le contraddizioni di un ingenuo“. Il calice è sempre più amaro…
Per fortuna che la mattinata era cominciata con il cortese aiuto del Maestro Alberto a modificare il codice del motore Ricerche Maestre per farlo entrare nel mio blog
No, la giornata non è ancora finita. C’è la cena, c’è il piccolo da cambiare, c’è un lavoro multimediale da revisionare… ma qualche parola la voglio scrivere.
La scrittura mi possiede, fin da piccola.
E’ la stanza tutta per me dove rifugiarmi. E’ il non-luogo dove parlo a un mondo che non c’è. E’ l’attesa di un compimento, mentre i miei pensieri si riflettono su uno schermo o si srotolano sulla carta…
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