Un emendamento del PDL alla norma sui precari nella scuola

22 10 2009

Tratto dal Corriere della Sera:

MINI SANATORIA PER PRESIDI SICILIA – Via libera a una mini sanatoria per i presidi siciliani. Grazie a un emendamento del Pdl, l’annullamento degli atti delle procedure concorsuali ordinarie e riservate a posti di dirigente scolastico indette prima dell’emanazione del decreto 140/2008, non andrà a incidere sulle posizioni giuridiche acquisite dai candidati dei concorsi che in quanto vincitori o idonei sono stati assunti in servizio.





Questione di punti di vista (?)

15 10 2009

binettiImmagine: Mauro Biani

Dai commenti all’articolo apparso su Repubblica:

La discriminazione, qualunque sia il criterio alla sua base (sesso, colore della pelle, religione) è un fenomeno da combattere. Questo è il motivo per cui nei paesi civili la discriminazione è considerata un’aggravante della violenza. In Italia questa scelta politica non si può fare perché la chiesa cattolica teme di essere limitata nella sua libertà di espressione. Così facendo, implicitamente riconosce il carattere discriminatorio e razzista (omofobico) del proprio magistero. Quello di ieri è un passo indietro sulla strada dei diritti umani, verso paesi dittatoriali o fondamentalisti, piuttosto che verso le democrazie liberali moderne. Punto e basta, con buona pace delle acrobazie dialettiche di chiesa, Binetti e parlamentari vari. Con buona pace di un PD incapace, ancora una volta, di pensare ad un paese alternativo a quello rappresentato dalle destre.
Inviato da antiok il 14 ottobre 2009 alle 20:12

La discriminazione, qualunque sia il criterio alla sua base (sesso, colore della pelle, religione) è un fenomeno da combattere. Questo è il motivo per cui nei paesi civili la discriminazione è considerata un’aggravante della violenza. In Italia questa scelta politica non si può fare perché la chiesa cattolica teme di essere limitata nella sua libertà di espressione. Così facendo, implicitamente riconosce il carattere discriminatorio e razzista (omofobico) del proprio magistero. Quello di ieri è un passo indietro sulla strada dei diritti umani, verso paesi dittatoriali o fondamentalisti, piuttosto che verso le democrazie liberali moderne. Punto e basta, con buona pace delle acrobazie dialettiche di chiesa, Binetti e parlamentari vari. Con buona pace di un PD incapace, ancora una volta, di pensare ad un paese alternativo a quello rappresentato dalle destre.

Inviato da antiok il 14 ottobre 2009 alle 20:12





PD Anno Zero: presentazione alla libreria Tavella

15 10 2009

pdannozeroAugurandosi che dopo lo zero si passi ai numeri positivi…





Guido Rossa

29 06 2009

Ieri sera ho guardato la televisione fino a tardi, attratta da un trailer che avevo intravisto per caso nel pomeriggio.

E così, in seconda serata, mi sono messa a guardare Guido che sfidò le Brigate Rosse, la storia dell’operaio sindacalista CGIL Guido Rossa, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1979 per averne denunciato un fiancheggiatore all’interno della fabbrica.

Nella sua intervista, il regista Giuseppe Ferrara definisce il suo film come “didattico”… Probabilmente un po’ troppo didattico in un palinsesto in cui imperano veline e quiz per aspiranti lobotomizzati e in cui nulla deve turbare un ovattato mondo di riflettori e paillettes, in cui l’emergenza morale (prima ancora che finanziaria) non esiste perché non se ne parla. E non mi riferisco certo al marciume in cui si sguazza da mesi sui giornali ma alla svendita dei valori collettivi in cambio di vantaggi personali da parte dei nostri “rappresentanti”, cominciata un bel po’ di anni fa…

Non ci si meraviglia, quindi, che MicroMega abbia addirittura reso merito a RaiTre

di aver rotto una sorta di congiura del silenzio e di aver deciso di mandare in onda un film che era stato acquistato da tempo e poi rinchiuso nei cassetti.

Nonostante sia stato prodotto da Rai Cinema, non ha trovato né una distribuzione né una messa in onda sulla tv di Stato, vittima di un originale ostracismo bipartisan, che vide il Governo Prodi (la pellicola è del 2007) cedere alle pressioni dei giornali “concedendone” la proiezione per pochi giorni nel giugno di quell’anno ed il Governo in carica declinare la richiesta di proiezione a Palazzo Madama e alla Rai in prossimità del 9 maggio, giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo.

Ferrara denunciava nel 2007 il “boicottaggio”, i senatori non arrivano a tanto, ma le lettere di risposta ricevute dalla seconda carica dello Stato e dalla Rai li hanno spiazzati. In quella firmata di suo pugno dal presidente del Senato, Renato Schifani pur condividendo “pienamente lo spirito che anima la richiesta”, comunica che “il Senato non ha attualmente a disposizione una sala adeguata alla proiezione del film, specialmente sotto il profilo delle più recenti tecnologie”.

Ah! Le tecnologie!…

In una famosa lettera all’amico Ottavio, Guido Rossa scriveva:

Qualche volta mi ricordo di una sera al rifugio della Valle Stretta, quando a bruciapelo mi chiedesti: – Tu sei comunista? – ed io prontamente risposi – Si – pensando … questa volta mi sono giocato un compagno di corda e un amico!
Qualche cosa da allora è cambiato, la paura del rosso, (come dicono gli studenti parigini) oggi è proprio solo rimasta alle bestie cornute!

Ho l’impressione che non sia proprio così…





Post…

10 06 2009

Mi chiedevo cosa scrivere in un post post-elezioni in cui il mio impegno civico mi ha portato anche ad affrontare la fatica bestiale (nel senso più pieno del termine) di fare la rappresentante di lista.

Le prime impressioni sono di carattere generale:

1) è allucinante rendere possibile una proliferazione di liste fatte esclusivamente per permettere ai singoli di guadagnarsi un posto ben pagato (31 liste al Comune di Bari, giusto per dare l’idea, con le conseguenze che ben sappiamo);

2) è ancora più assurdo nell’era digitale (o quasi) votare su lenzuoloni la cui metratura quadra supera quella della superficie della cabina elettorale;

3) è impensabile pensare che le operazioni di spoglio possano protrarsi per 16 ore consecutive (a partire dalle 14.00 del lunedì fino alle 6.00 del martedì per quel che mi riguarda, essendo andati a dormire alle 5.00 del lunedì mattina per lo spoglio delle europee) senza che la gente cominci a dare i numeri, come è successo (e questo nelle sezioni dove le cose sono andate a gonfie vele);

4) è raggelante scoprire che la maggior parte dei presidenti e la quasi totalità dei rappresentanti di lista (sulla cui pelle si è fatto un mercimonio terrificante) erano totalmente impreparati al compito che dovevano svolgere e, anche per questo, “sciolti” spesso come cani rabbiosi con il compito di contestare “a prescindere”.

Posto ciò, sarebbe interessante cominciare ad interrogarsi sul funzionamento generale della macchina democratica, se ancora tale la vogliamo chiamare.

Per ciò che riguarda i risultati a sinistra, cosa scrivere che non sia già sotto gli occhi di tutti? Se volete leggere qualcosa al curaro, potete dare uno sguardo qui o qui. Una che ha vissuto le campagne delle sinistre nella terra di Vendola ha già visto e sentito abbastanza…

fondoImmagine: PV





Cenni di federalismo equo e solidale

25 03 2009

L’ho fatto. Di nuovo. Come ogni mattina. Ho letto i giornali. Ma non mi è bastato. Ho letto anche un paio di rassegne dedicate alla scuola. Perché continuo? Non sarebbe stato meglio aprire il mio file e continuare a scrivere di didattica, tecnologie e dispositivi pedagogici? Sì, lo sarebbe stato ma non avrebbe cambiato le cose. Dunque, un breve sunto che poi mi metto a lavorare.

Mentre il PD faceva compromessi (a proposito, complimenti! Dio ve ne renderà merito!) con la Lega per fare l’occhiolino agli sceriffi e vice-sceriffi (sindaci e non), democratici o pseudotali che inseguono il bacino elettorale dei verde-vestiti, il macello si andava compiendo.

I bene informati sapevano già della strage sociale che nelle stanze degli smiley ci si apprestava a varare ma oggi è lì, a lettere cubitali, su tutti i giornali:

37.000 cattedre in meno

di cui 50% nel Sud

E subito lì la Bastico a stracciarsi le vesti e ad “insorgere” a nome del PD ad ulteriore difesa della scuola (del Nord)

«Questi non sono tagli, è una devastazione inattuabile – afferma Mariangela Bastico, viceministro all´Istruzione con Fioroni e responsabile scuola del Pd – chiediamo al governo di fermarsi perché i parametri scelti per decidere i tagli sono oscuri e non è vero che massacrano solo le Regioni del Sud. Tutto è stato deciso a Roma senza un confronto con le Regioni, un metodo incoerente con il tanto sbandierato federalismo del governo».

Infatti. Che se ci si mettevano anche la Bastico e gli amici suoi (a cui consiglio la lettura e il confronto di queste percentuali prima di parlare), magari qui le chiudevamo subito tutte le scuole, con i bambini a lavorare nelle campagne e un po’ di campi di concentramento in montagna dove internare docenti e dirigenti meridionali, in maniera che non scappino e servano (nei modi e nelle forme padane adeguate) il federalismo scolastico nel migliore dei modi possibili.

Perché delle due, l’una: o si deportano gli insegnanti meridionali costringendoli a rimanere al nord in maniera da sopperire alla cronica mancanza di “lavoratori della conoscenza” in questa zona del Paese (perché non sperimentare il braccialetto elettronico?), o si mandano in giro un po’ di ronde per stanare – casa per casa – i nativi laureati per costringerli a fare il concorso (tanto la residenza è divenuto criterio preferenziale nei concorsi pubblici).

Ma torniamo a chi toglie a chi ha di meno per salvaguardare il più possibile chi ha di più (un tempo qualcuno parlava di fare parti uguali tra disuguali ma ora non ci si limita più a questo perché l’impunità – anche morale – è garantita).

Mi limiterò a far spiegare la situazione a Salvo Intravaia:

Ed è il Sud che, soprattutto nella scuola primaria, viene penalizzato due volte: per la mancanza di servizi e per i posti che perde. Il tutto a prescindere dal calo degli alunni, che pure c’è.
Ma andiamo con ordine. Più di metà degli oltre 37 mila posti che svaniranno dal prossimo settembre verranno tagliati nelle regioni meridionali. Il dato diventa imbarazzante nella scuola elementare, dove due cattedre su tre salteranno proprio al Sud. Da mesi i sindacati parlavano di accanimento verso la scuola nel Sud.
Il taglio all’organico nella scuola primaria, che incide per quasi un terzo del taglio complessivo, colpirà soprattutto il cosiddetto tempo normale: le 24, 27 e 30 ore settimanali. Il tempo pieno di 40 ore viene risparmiato. A pagarne le conseguenze saranno quindi le realtà del Paese dove le lezioni pomeridiane alle elementari sono una specie di miraggio. Gli addetti ai lavori sapevano già che le classi di scuola elementare a tempo pieno al Sud sono soltanto otto su 100 mentre al Nord sono il 36 per cento. Stornare dai tagli le classi a tempo normale sarebbe equivalso a penalizzare le regioni del Sud. Ed è proprio quello che è avvenuto.

Dunque, in parole povere, dall’anno prossimo i bambini del Sud saranno costretti ad andare a scuola di meno per garantire a quelli del Nord (o al maggior numero possibile di loro) frequentare il tempo pieno. di stare a scuola 40 ore a settimana.

Il federalismo solidale si impara fin da piccoli.





E non ve ne uscite con Voltaire (o chi per lui)…

17 03 2009

Ve la ricordate la proposta di legge della Carlucci? Quella scritta “aumma aumma”  da tal Davide Rossi,  presidente di Univideo? Ecco la nostra eminenza grigia! In tutta la sua magnifica erudizione (attenzione! E’ un grecista lui ;-) ). Vi prego di ascoltarlo per intero e segnarvi le frasi che vi provocano una maggiore secrezione di bile…

Stefano Quintarelli, moderatore della tavola rotonda, “sollecitato” da altri blogger (anche per e-mail) si chiede:

Avrei dovuto togliergli la parola solo perche’ diceva cose agli antipodi rispetto al mio pensiero ?
Avrei dovuto interromperlo e non lasciarlo parlare ?
Ho aspettato che finisse e poi ho detto la mia.

Personalmente, non posso che concordare con Luca De Biase quando afferma che

L’avvocato Rossi sa perfettamente di aver sostenuto una posizione paradossale. Ma lo ha fatto con una consapevolezza profonda del modo in cui funzionano i dibattiti nell’epoca della disattenzione. In quest’epoca in cui non si approfondisce ma si afferma, non importa la qualità di quello che si dice ma l’effetto che si vuole ottenere sulla struttura del dibattito.

Appunto. La qualità di ciò che si dice non ha più alcun peso. La chiacchiera da bar ha lo stesso peso del trattato scientifico. Tutti sono autorizzati a confutare tutto in nome del loro personalissimo punto di vista (nonché in nome dei loro personalissimi interessi), prescindendo da qualsiasi preparazione in merito.

Questa è malafede. Non è libertà di espressione.





Sull’ottimismo

12 03 2009

Poiché stamattina ho deciso di non cominciare dai giornali (magari, più tardi, una sbirciatina durante il caffè… ;-) ), che ne dite di un po’ realpolitik all’italiana?

ronde-azzurre

Dal fantastico blog di Mauro Biani.





La rete ti libera non farti imprigionare

11 03 2009

Chi legge il mio blog con una certa regolarità, sa che la mattina ho la pessima abitudine di leggere una nutrita rassegna stampa, sicuramente per soddisfare quelle istanze masochistiche che non riesco a reprimere.louis_xiv_of_france

Comunque sia, stamattina pensavo già di aver bevuto il mio bicchierino di fiele leggendo l’articolo che annunciava il G8 della Scienza e della Tecnologia a Lesmo (Milano), per la precisione a villa Gernetto

che proprio Silvio Berlusconi, pardon, la società Fininvest ha acquistato da Unicredit per 35 milioni di euro, l’anno scorso. Per farne cosa? L’Università del pensiero liberale, l’ateneo in cui il Cavaliere sogna di aprire a settembre per portarvi a insegnare da Bush ad Aznar, da Gorbaciov a Clinton. Come spot, un G8 non è male.

E certo che il G8 non è male come spot. E del resto che male c’è ad ospitare un paio di amici a casa propria? Per uno che propone di ridurre la votazione parlamentare a quella dei capigruppo, mi pare una visione degli impegni istituzionali della sua nostra nazione abbastanza coerente.

Perché mi dilungo su queste boutades? Perché se passa l’emendamento d’Alia questo blog potrebbe essere chiuso per lesa maestà e quindi approfitto di questo spazio di libertà ancora concessoci per contribuire (ed invitare a contribuire) alla diffusione della campagna

la rete ti libera

da cui cito:

E’ necessario avviare subito una campagna di sensibilizzazione, dentro e fuori il web, che metta in guardia contro i seri pericoli di incursione dell’esecutivo nei confronti della libertà di espressione in internet. Giornali on line, siti di comunicazione orizzontale, blog, tutti saranno tenuti sotto stretta sorveglianza e minacciati. Si vuole demandare il controllo e il filtraggio preventivo ai fornitori di connessione con il pericolo che, a fronte di “rischio eventuale” vengano sospesi interi siti e link, il tutto a discrezione del Ministero dell’Interno e non della magistratura.

Il provvedimento mira a colpire la libertà di espressione e introduce una vera e propria “censura preventiva”. Esso si inquadra perfettamente nella filosofia del “pacchetto sicurezza” che limita fortemente la libertà di stampa (vedi la vicenda delle ‘intercettazioni’), introduce zone grigie nella separazione dei poteri dello Stato come nel caso delle “ronde”. E’ facile immaginare “ronde telematiche” dove presunti “vigilantes” denunceranno il pericolo di “reati possibili” chiedendo al governo di oscurare interi siti.

Il che mi fa pensare che se io non sono d’accordo con un certo provvedimento del governo (ad esempio, il maestro unico ;-) ) e lo dico ad alta voce sul mio blog, invitando chi è in disaccordo come me a protestare, “invito a disobbedire alle leggi” e quindi posso essere oscurata. E sì. Perché una formulazione di questo tipo è talmente vaga da riuscire ad includere ogni nota di dissenso.

Pensateci. E buona giornata.





Caro ex segretario del PD,

18 02 2009

…sicuramente hai ragione a dire che ti stai assumendo anche colpe non tue e che sarebbe anche giusto finire di farsi male ma da quando il cilicio è rientrato nei simboli del PD, sembra che l’autoflagellazione sia l’unica cosa che riesca bene al centro(sinistra).

La democrazia tutta sta morendo per dissanguamento. Il potere è sempre più concentrato nella mani di un sol uomo (non di un solo partito, attenzione!) e questo non può far bene a nessuno. Il fairplay di cui parla il Corriere (per dire, ovviamente, con esclusione dei soliti gasparri e capezzoni) non sembra che confermare l’organicità (do you remember questo concetto?) della vostra pseudo-opposizione alla tracimazione della leadership berlusconiana.

Non so se tale organicità sia frutto di una disgraziata congiuntura astrale (se fossi una fan di Grillo parlerei di “veltrusconi” ma rifuggo dal populismo, in qualsiasi forma si presenti) ma da tale constatazione non è possibile rifuggire.

Volevi un partito liquido e adesso ne avete uno liquefatto. Quando Crozza cantava l’inno del nuovo partito (bisogna sempre ascoltare i comici perché dicono spesso verità che, ad esempio, uno come Berlusconi non vuole sentire), chiudeva la canzone con

su lottiam l’ideale
nostro al fine sarà
ma non è chiaro quale
ma che importanza ha?

Non è che il problema sia stato proprio questo? Poiché pare che al vostro elettorato non basti curare esclusivamente i propri interessi di bottega (nel senso letterale del termine), organizzare ronde con gli amici, assicurare l’impunità a chi froda i risparmi di una vita a quegli allocchi dei risparmiatori, imbavagliare i giornalisti, svendere l’istruzione pubblica agli amici degli amici (per tacere del patrimonio immobiliare pubblico, meglio se di pregio) e via dicendo…

Stiamo diventando un popolo gretto, meschino, ignorante, egoista. O almeno è quello che ci vogliono far credere. Ed io mi sforzo di non crederci fino in fondo.

Forse anche chi non è berlusconiano=beato-portatore-di-una-fede-cieca -ed-inesauribile sente il bisogno di qualcuno che voli alto, con coerenza, che tenti di strapparci da un imbarbarimento civile e intellettuale che scatena i nostri istinti più bassi e ammorba le nostre menti con produzioni televisive di ultima categoria (in realtà dovremmo dire unica).

E tu non sei l’uomo giusto. Ti manca il carisma. E’ questa la verità. Il carisma ce l’hai o non ce l’hai. Non si compra, non si vende, non si impara… (anche se certi “guru” aziendali cercano di fartelo credere, perché così ci fanno un sacco di soldi).

Magari però applicandosi, chissà…! Proviamo con un film? Certi modelli, forse, sono più “destrorsi” ma con la confusione che c’è chi vuoi che se ne accorga? E poi basta stare con i piedi ben piantati al centro e – con qualche piccola oscillazione al momento giusto – cadi sempre in piedi ;-) . Fidati!

O preferisci qualcosa di più attuale (magari gli “uomini della provvidenza” lasciamoli agli altri) e sistemico (un po’ teoria-manageriale-new- age, se vuoi ma va d’accordo con una struttura organizzativa “liquida”) ti consiglio la letturaImmagine di La quinta disciplina de La quinta disciplina di Senge

in particolare quando disquisisce sull’importanza della ricerca di una visione condivisa, che è la risposta alla domanda “Che cosa vogliamo creare?”.

Senza una visione condivisa (“che è veramente tale quando voi e io abbiamo una rappresentazione simile e siamo impegnati l’uno con l’altro ad averla, non quando ciascuno di noi la possiede singolarmente”) la cooperazione e la comunicazione tra persone e strutture NON FUNZIONA!

Dunque, sarebbe il caso che – come vivamente consigliato dal sondaggio – vi riuniate al più presto e decidiate se volete fare una nuova DC (ma non ce ne sono già troppe di copie mignon in giro?) o qualcosa che possa essere appetibile anche per noi poveri disgraziati che vorremmo vivere in un Paese laico, pluralista e accogliente (democratico va da sè ma forse è meglio specificarlo).