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	<title>Speculum Maius</title>
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	<description>Insomma vorrei che la mia immagine coincidesse sempre con il mio mutevole Io.</description>
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		<title>La comunicazione didattica &#8220;accessibile&#8221;</title>
		<link>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/25/la-comunicazione-didattica-accessibile/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 11:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[didattica accessibile]]></category>
		<category><![CDATA[la bacchetta magica dell'inclusione]]></category>
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		<category><![CDATA[un blog per l'integrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervallo teorico-pratico nel filone di discussione sui BES per evitare che diventi alienante&#8230; Nella mia &#8220;scaletta&#8221;, l&#8217;argomento doveva essere trattato dopo ma trovo onestamente deprimente continuare a discutere di tutto tranne che di didattica. E allora mi concedo questa &#8220;inversione&#8221; di programma. MGF *** E a forza di parlare di inclusione (integrazione mai sia! Non [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4438&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervallo teorico-pratico nel <a title="leggi i post precedenti" href="http://speculummaius.wordpress.com/category/la-bacchetta-magica-dellinclusione/">filone di discussione sui BES</a> per evitare che diventi alienante&#8230; Nella mia &#8220;scaletta&#8221;, l&#8217;argomento doveva essere trattato dopo ma trovo onestamente deprimente continuare a discutere di tutto tranne che di didattica. E allora mi concedo questa &#8220;inversione&#8221; di programma. MGF</em></p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://speculummaius.wordpress.com/2012/03/05/libri-di-testo-online-accessibilita-for-all-e-gerarchia-delle-fonti/"><img title="vai al post sull'argomento" alt="schema che sintetizza il concetto di scuola come contesto organizzato for all" src="http://speculummaius.files.wordpress.com/2012/03/icf2.jpg?w=500&#038;h=253" width="500" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine: M. G. Fiore</p></div>
<p>E a forza di parlare di inclusione (integrazione mai sia! Non va più di moda&#8230;), mi sarebbe venuta voglia di passare dalle parole ai fatti, invitandovi a pensare alla <strong>prima &#8220;barriera&#8221;</strong> (intesa in senso ICF) che si frappone tra il docente e gli studenti (di qualsiasi bisogno educativo siano portatori) una volta chiusa la porta dell&#8217;aula: <strong>il linguaggio verbale</strong>. E questo non riguarda solo le persone con Bisogni Comunicativi Complessi ma chiunque debba fruire della comunicazione del docente per fare, imparare, interagire&#8230;</p>
<p>Chi non ha mai sperimentato la frustrazione di non capire assolutamente nulla di una lezione in cui il relatore infarcisce il discorso con tutti gli arzigogoli possibili e immaginabili, con la finalità (talvolta inconsapevole&#8230; ma solo talvolta) di scremare l&#8217;uditorio, di rivolgersi solo a chi può capirlo, di &#8220;alzare una barriera&#8221; tra chi parla e chi ascolta? Oppure, quante volte si sbaglia comunicazione perché si ritengono facili i concetti da spiegare perché noi li riteniamo tali?</p>
<p>Facciamo un esempio facile facile <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  e consideriamo il concetto di <strong>uguale.</strong> Troppi pensano che non ci sia concetto più semplice da spiegare e acquisire. Eppure non si tiene conto, ad esempio, che qualcosa/qualcuno risulta uguale a un&#8217;altra cosa/persona in base al contesto e alla finalità in cui si fa questo ragionamento e che non tutti colgono immediatamente questo tipo di informazioni. Leggetevi un po&#8217; come possiamo utilizzare la parola uguale sul <a title="vai alla definizione" href="http://www.treccani.it/vocabolario/uguale/">sito della Treccani</a> per fare il punto su ciò che sto dicendo&#8230; Ne consegue che<strong> il tipo di segno che utilizzerò per veicolare il significato, potrà facilitare o ostacolarne la comprensione.</strong></p>
<p>Per chi è particolarmente interessato all&#8217;argomento, consiglio di approfondire la semiotica di Charles S. Peirce (un&#8217;introduzione essenziale la potete trovare in questa <a title="vai alla mappa online" href="http://www.mindomo.com/view.htm?m=d6986e5b7fc94092bbe73a94cc3e63c4">mappa su Mindomo</a>, disponibile anche in <a title="vai alla versione html" href="http://www.mindomo.com/text.htm?m=d6986e5b7fc94092bbe73a94cc3e63c4">formato html</a>) che mi ha profondamente sostenuto, in questi anni, nello studio della &#8220;lingua come barriera&#8221;.  Tre concetti, in particolare, vorrei però che teneste presente per cominciare a riflettere seriamente sulla vostra comunicazione didattica, anche se non avete alcuna voglia di studiarvi Peirce <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> :</p>
<p>1) il segno è la forma sotto cui le cose si danno a noi come conosciute;</p>
<p>2) il segno determina nella nostra mente una certa idea dell&#8217;oggetto rappresentato (interpretante);</p>
<p>3) i segni hanno un diverso grado di &#8220;trasparenza&#8221; determinato dal grado di somiglianza con l&#8217;oggetto stesso (chi conosce la Comunicazione Aumentativa Alternativa sa bene di cosa sto parlando). Io posso pronunciare &#8220;uguale&#8221;, posso scriverlo, posso disegnarlo, posso mimarlo, posso trasformarlo in uno o più pittogrammi&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://speculummaius.files.wordpress.com/2013/05/uguali.png"><img class="size-full wp-image-4454 aligncenter" alt="pittogrammi con il simbolo di uguale" src="http://speculummaius.files.wordpress.com/2013/05/uguali.png?w=594&#038;h=222" width="594" height="222" /></a></p>
<p>E&#8217; da circa un annetto che sto lavorando a un progetto di &#8220;didattica accessibile&#8221; (copyright mio <img src='http://s2.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> ), in cui ragiono su come utilizzare per tutti strumenti solitamente riservati alla cosiddetta didattica speciale. Uno di questi è rappresentato da <strong>flashcard finalizzate a sostenere/integrare la comunicazione verbale del docente nei confronti del gruppo classe</strong>. Nella scuola primaria si fa un grande utilizzo di flashcard nell&#8217;insegnamento della lingua straniera e, da questo punto di vista, sono un mediatore didattico familiare per i bambini (tutti).</p>
<p>Non mi soffermerò sulle modalità di utilizzo di questi supporti visivi né sulla cornice teorica che li accompagna (se avete pazienza, qualcosa uscirà presto&#8230; spero), ma non posso non segnalarvi la <strong>curiosa traiettoria che ha avuto questa ricerca</strong>, riproponendosi come strumento &#8220;olofrastico&#8221; con cui rappresentare un&#8217;intera frase/situazione per una persona che non comunica verbalmente. E&#8217; una persona che conosce il &#8220;potere della comunicazione&#8221;, che sta affinando la sua capacità di farsi capire, forte di una crescente comprensione del linguaggio verbale in situazione (quindi capace di interpretare &#8211; in determinate condizioni &#8211; anche i messaggi provenienti dal contesto), soprattutto se coinvolto attivamente.</p>
<p>Il che significa che sono partita da un bisogno educativo speciale per poi generalizzare i mediatori comunicativo-didattici individuati &#8220;per tutti&#8221;, ritornando a reinterpretarli in chiave del singolo. E sono nate <a title="vai al post sull'officina di Jacopo" href="http://lofficinadijacopo.blogspot.it/2013/05/le-parole-della-maestra.html">Le parole della maestra</a>, flashcard finalizzate alla familiarizzazione di Jacopo ai termini e alle frasi che riecheggeranno attorno a lui nella scuola primaria (per saperne di più leggete il post e le slide introduttive)</p>
<p style="text-align:center;"><iframe src='http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/21769782' width='594' height='487'></iframe></p>
<p><strong>Per me la didattica accessibile </strong>(se preferite inclusiva, fate pure)<strong> funziona in questa maniera &#8220;circolare&#8221;, con un percorso di ricerca-azione che coinvolge professionalità diverse, con il confronto, le prove e gli errori&#8230;</strong> L&#8217;enfasi eccessiva della nuova normativa sui BES, per esempio, sui supporti tecnologici che hanno una risposta a ogni problema è superficiale e pericolosa. <strong>Lo strumento non deve mai precedere il progetto e il progetto non deve costringere le persone ad adeguarsi a esso.</strong> La ritengo una posizione non contrattabile se vogliamo continuare a parlare seriamente di integrazione[barra]inclusione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/speculummaius.wordpress.com/4438/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/speculummaius.wordpress.com/4438/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4438&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sul senso dell&#039;istruire e del formare</title>
		<link>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/25/sul-senso-dellistruire-e-del-formare-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 07:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[messaggi nella bottiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ribloggato da Speculum Maius: Sto attraversando un periodo di pensieri bui come quelle notti che non passano mai. Il silenzio di questo blog ne è riflesso. Mi ritrovo spesso a chiedermi che senso ha lo studio e la ricerca educativa in un contesto sociale, politico e culturale in cui tutti hanno altro a cui pensare [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4442&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="reblog-post"><p class="reblog-from"><img alt='' src='http://1.gravatar.com/avatar/15bc270160b189a66ff5b251b3a3055f?s=25&amp;d=identicon' class='avatar avatar-25' height='25' width='25' /> <a href="http://speculummaius.wordpress.com/2010/11/21/sul-senso-dellistruire-e-del-formare/">Ribloggato da Speculum Maius:</a></p><div class="wpcom-enhanced-excerpt"><div class="wpcom-enhanced-excerpt-content">
<p>Sto attraversando un periodo di pensieri bui come quelle notti che non passano mai. Il silenzio di questo blog ne è riflesso. Mi ritrovo spesso a chiedermi che senso ha lo studio e la ricerca educativa in un contesto sociale, politico e culturale in cui tutti hanno altro a cui pensare e reputano che sia meglio farlo. Mi ritrovo a meditare sul senso di ciò che scrivo, faccio, penso, ipotizzo in merito.</p>
</div> <p class="read-more"><a href="http://speculummaius.wordpress.com/2010/11/21/sul-senso-dellistruire-e-del-formare/" target="_self"><span>Continua a leggere...</span> 770 altre parole</a></p></div></div><div class="reblogger-note"><div class='reblogger-note-content'>
Come nei vecchi diari, anche nei blog ci si ritrova a sfogliarne le pagine in maniera meditabonda...
</div></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>GLHI versus GLI: come cambia il Gruppo di Lavoro Handicap d&#8217;Istituto [I parte]</title>
		<link>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/20/glhi-versus-gli-come-cambia-il-gruppo-di-lavoro-handicap-distituto-i-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[la bacchetta magica dell'inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[c.m. 8/2013]]></category>
		<category><![CDATA[D.M. 27/12/2012]]></category>
		<category><![CDATA[GLH]]></category>
		<category><![CDATA[glh d'istituto]]></category>
		<category><![CDATA[GLI]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo di lavoro per l'inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[L.104/1992]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Una progettazione educativa che scaturisca dal principio del diritto allo studio e allo sviluppo, nella logica anche della costruzione di un progetto di vita che consente all&#8217;alunno di &#8216;avere un futuro&#8217;, non può che definirsi all&#8217;interno dei *Gruppi di lavoro*deputati a tal fine per legge. *L&#8217;istituzione di tali Gruppi in ogni istituzione scolastica è obbligatoria, non [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4421&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align:left;">&#8220;Una progettazione educativa che scaturisca dal principio del diritto allo studio e allo sviluppo, nella logica anche della costruzione di un progetto di vita che consente all&#8217;alunno di &#8216;avere un futuro&#8217;, non può che definirsi all&#8217;interno dei *<strong>Gruppi di lavoro</strong>*deputati a tal fine per legge.<strong> *L&#8217;istituzione di tali Gruppi in ogni istituzione scolastica è obbligatoria, non dipendendo dalla discrezionalità dell&#8217;autonomia funzionale*</strong>.&#8221;</p>
<p style="text-align:right;">Da: <a title="vai al testo delle Linee guida [pdf]" href="http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/nota_4_agosto_09.pdf">Linee Guida per l&#8217;integrazione scolastica degli alunni con disabilità</a>, 2009, p.14</p>
</blockquote>
<p>Lo schema teorico che sto idealmente tenendo in questa <a title="vai ai contributi precedenti" href="http://speculummaius.wordpress.com/category/la-bacchetta-magica-dellinclusione/">serie di contributi sulla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012</a>, è articolato secondo uno schema che va dal macro (il contesto culturale e normativo di questa &#8220;rivoluzione&#8221; a livello sociale e istituzionale) al micro (il contesto classe), passando ovviamente per il medio, rappresentato dalla <strong>specificità del contesto in cui si opera</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="schema teorico sull'analisi delle dimensioni dell'inclusione scolastica" src="http://speculummaius.files.wordpress.com/2012/11/le-dimensioni-dellinclusione-scolastica_ult.png?w=618&#038;h=729&#038;h=729" width="618" height="729" /></p>
<p style="text-align:center;">La mappa la trovate su <a title="esplora la mappa su Mindomo" href="http://www.mindomo.com/it/view.htm?m=ce19e0f6af304dbeb20492afeb820c9d">Mindomo</a> [qui in <a title="versione html della mappa" href="http://www.mindomo.com/text.htm?m=ce19e0f6af304dbeb20492afeb820c9d">versione html</a>]</p>
<p>La Direttiva  del 27 dicembre (e successiva circolare)<strong> trasformano il <a title="vai alla definizione" href="http://www.edscuola.it/archivio/famiglie/famsportello_dl/GLH.html">GLH di Istituto</a> in Gruppo di lavoro per l&#8217;inclusione</strong>, estendendo le competenze di questo organo a tutte le tipologie di BES (Bisogni Educativi Speciali) e non solo a quelli che rientrano nell&#8217;ambito della <a title="vai al testo di legge" href="http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/l104_92.html">L.104/1992</a> (che da diritto all&#8217;insegnante specializzato di sostegno), che ha introdotto questi gruppi con l&#8217;art. 15. In realtà, questa estensione non riguarda solo il livello di istituto ma anche gli altri gruppi a livello territoriale, rendendo quindi necessario capire di quanti e quali tipi di gruppi stiamo parlando e quali sono le loro funzioni.</p>
<p>Vi propongo, dunque, in prima battuta, una presentazione informativa sull&#8217;argomento, perché &#8211; quando esistono (non solo sulla carta) &#8211; i GLHI funzionano in maniera molto diversa da scuola a scuola. E se non si sa da dove si parte (e qual è la realtà specifica del nostro contesto di riferimento), sarà molto difficile capire dove si sta andando o almeno provarci. A seguire, qualche nota per stimolare la riflessione su <strong>qual è la cultura dell&#8217;integrazione/inclusione scolastica del nostro contesto lavorativo</strong>, testimoniata &#8211; in primo luogo &#8211; dalla maniera in cui vengono fatti funzionare questi gruppi&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><iframe src='http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/15035386' width='594' height='487'></iframe></p>
<p style="text-align:center;"><iframe src='http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/21498540' width='594' height='487'></iframe></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/speculummaius.wordpress.com/4421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/speculummaius.wordpress.com/4421/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4421&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/20/glhi-versus-gli-come-cambia-il-gruppo-di-lavoro-handicap-distituto-i-parte/feed/</wfw:commentRss>
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			<media:title type="html">Maria Grazia</media:title>
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			<media:title type="html">schema teorico sull&#039;analisi delle dimensioni dell&#039;inclusione scolastica</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Quando mi chiamano professoressa&#8230;</title>
		<link>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/17/quando-mi-chiamano-professoressa/</link>
		<comments>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/17/quando-mi-chiamano-professoressa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 20:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[complessità]]></category>
		<category><![CDATA[alta formazione]]></category>
		<category><![CDATA[maestra]]></category>
		<category><![CDATA[professore]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, una mia collega mi ha chiesto: &#8220;Ma lei è la prof. Fiore&#8221;? Quando mi chiamano professoressa, i casi sono due (o meglio, tre): 1) ci siamo incontrati in un corso di Alta Formazione (che l&#8217;Università di Bologna definisce, sul suo sito, &#8220;la risposta dell&#8217;Università alla domanda di crescita, conoscenza, sviluppo, aggiornamento espressa dalla società&#8221;); [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4416&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, una mia collega mi ha chiesto: &#8220;Ma lei è la prof. Fiore&#8221;? Quando mi chiamano professoressa, i casi sono due (o meglio, tre): 1) ci siamo incontrati in un corso di Alta Formazione (che l&#8217;Università di Bologna definisce, <a title="vai alla pagina sul sito UniBo" href="http://www.fondazionealmamater.unibo.it/FAM/AltaFormazione/farealtaformazione/default.htm">sul suo sito</a>, &#8220;la risposta dell&#8217;Università alla domanda di crescita, conoscenza, sviluppo, aggiornamento espressa dalla società&#8221;); 2) che è quasi sconosciuta la norma per cui, <strong>a prescindere dal titolo accademico</strong>, <a title="vai alla voce del vocabolario" href="http://www.treccani.it/vocabolario/professore/">come recita la Treccani</a>&#8230;</p>
<p><strong>professóre</strong> s. m. (f. <em>-éssa</em>, pop. <em>-a</em>) [dal lat. <em>professor -oris</em>, der. di <em>profiteri</em> (part. pass. <em>professus</em>), che oltre al sign. di «dichiarare» ha anche quello di «insegnare pubblicamente»]. –<br />
<strong>1.</strong><br />
<strong>a.</strong> <strong>Chi insegna</strong> in una scuola secondaria o superiore, e in genere <strong>in una scuola non elementare</strong>: <em>p. di scuola media</em>, <em>d’istituto tecnico</em>, <em>di liceo</em>; <em>p. d’università</em> o<em>universitario</em>; <em>p. all’Accademia di Belle Arti</em>; <em>p. di latino e greco</em>, <em>di matematica e fisica</em>, <em>di scienze naturali</em>, <em>di disegno</em>, <em>di computisteria</em>, <em>di stenodattilografia</em>; <em>p. di letteratura italiana</em>, <em>di filosofia teoretica</em>, <em>di anatomia</em>, ecc. In partic., <em>p. straordinario</em>, professore universitario di prima fascia all’atto della nomina e per i tre anni successivi; <em>p. ordinario</em>, professore universitario di prima fascia, dopo trascorsi i tre anni di straordinariato, e anche professore di scuola secondaria, trascorso un anno di prova dal giorno della nomina; <em>p. associato</em>, professore universitario di seconda fascia, prima e dopo il giudizio di conferma in ruolo; <em>p. incaricato</em>, docente non titolare che ricopriva un incarico d’insegnamento nelle università o negli istituti di istruzione secondaria (figura non più prevista in entrambi i gradi degli studî); <em>p. supplente</em>, docente non di ruolo nominato temporaneamente per un incarico d’insegnamento nelle scuole secondarie; <em>p. a contratto</em>, docente universitario non di ruolo, nominato per contratto dalle università per corsi integrativi di quelli ufficiali; <em>p. ospite</em>, attualmente <em>p. visitatore</em>(per calco dall’ingl. <em>visiting professor</em>), docente di un’università estera chiamato a tenere un ciclo di lezioni per un periodo determinato, generalm. breve.</p>
<p>3) che l&#8217;unica cosa che ci accomuna è l&#8217;<a title="approfondisci l'argomento" href="http://www.evolutionscuola.it/Archivio/Lex/La_Attribuzione_della_qualifica_di_Pubblico_Ufficiale_agli_insegnanti_di_scuole_Statali_e_Pareggiate.pdf">essere pubblici ufficiali</a>.</p>
<p>E&#8217; un puzzle molto complesso.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/speculummaius.wordpress.com/4416/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/speculummaius.wordpress.com/4416/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4416&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Maria Grazia</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>S&#8217;avanza una strana e nuova razza di studente&#8230; il BES</title>
		<link>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/16/savanza-una-strana-e-nuova-razza-di-studente-il-bes/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[la bacchetta magica dell'inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[BES]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[CRIBA]]></category>
		<category><![CDATA[il cervello accessibile]]></category>
		<category><![CDATA[Invalsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Voi sapete quanto io sia attenta alle parole che vengono usate e al modo in cui vengono usate&#8230; Il linguaggio con cui descriviamo la nostra esperienza, i termini utilizzati, non sono neutri. “Il linguaggio diventa strumento di percezione”. “Noi veniamo parlati dalle nostre parole”. Le metafore utilizzate non sono neutre. In questi giorni di polemiche, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4412&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Voi sapete quanto io sia attenta alle parole che vengono usate e al modo in cui vengono usate&#8230;</p>
<blockquote><p><a title="vai al post" href="http://speculummaius.wordpress.com/2008/02/25/lo-sguardo-lascolto-la-narrazione-nelle-pratiche-formative/">Il linguaggio con cui descriviamo la nostra esperienza, i termini utilizzati, non sono neutri. “Il linguaggio diventa strumento di percezione”. “Noi veniamo parlati dalle nostre parole”. Le metafore utilizzate non sono neutre.</a></p></blockquote>
<p>In questi giorni di polemiche, più o meno accese, sui test Invalsi, ho cominciato a notare il riferimento ai BES come a una categoria &#8220;aggiuntiva&#8221; a quelli con disabilità e ai DSA. Insomma il primo risultato della <a title="leggi i post sull'argomento" href="http://speculummaius.wordpress.com/category/la-bacchetta-magica-dellinclusione/">Direttiva che stiamo analizzando in questo blog</a> sembra essere in primo luogo una nuova etichetta, l&#8217;ennesimo acronimo da &#8220;buttare giù&#8221; e digerire insieme a tutti gli altri che in questi anni ci hanno propinato per rimarcare l&#8217;inizio di un nuovo corso. Vorrei dunque, in primo luogo, richiamare i colleghi alla consapevolezza dei termini utilizzati che, ora come non mai, è indispensabile al nostro fare professionale.<strong>(*)</strong></p>
<p>Non dimentichiamo che le etichette pesano, possono essere gabbie e che la burocrazia razionalizza, ignorando i sentimenti di chi viene &#8220;razionalizzato&#8221; come Cry, che <a title="vai al blog di Cry" href="http://ildiariodelleverita.blogspot.it/2013/05/prove-invalsi-nuovo-strumento.html">dal suo blog</a> denuncia la discriminazione dell&#8217;allontanamento dalla classe, prevista dal <a title="vai al documento" href="http://www.invalsi.it/snvpn2013/documenti/materiale_info/Nota_alunni_part_bisogni_educ_2013.pdf">manuale</a> per lo svolgimento delle prove Invalsi. Non è un caso che tanti genitori di ragazzi con disabilità abbiano avuto il suggerimento di non mandarli a scuola quel giorno&#8230; Lo stigma comunque resta e la didattica &#8220;inclusiva&#8221; va a farsi benedire.</p>
<p>Non posso trattenermi oltre sull&#8217;argomento ma, in tema di comunicazione inclusiva, vi rimando ai <a title="vai al blog del convegno" href="http://ilcervelloaccessibile.wordpress.com/il-convegno/">filmati del Convegno</a> dell&#8217;estate scorsa organizzato dal CRIBA Emilia-Romagna, in particolare a quello di Claudio Arrigoni sul peso delle parole. Qui di seguito, le relazioni in pillole&#8230; Buona giornata.</p>
<p style="text-align:center;"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='594' height='365' src='http://www.youtube.com/embed/g2xPbaR5hIs?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p style="text-align:left;"><strong>(*) Update 18 maggio 2013: </strong>rileggendo il post mi sono accorta che forse non sono stata abbastanza esplicita rispetto alla consapevolezza dei termini usati.<strong> Sotto l&#8217;acronimo BES (Bisogni Educativi Speciali), rientrano tutte le esigenze di personalizzazione del percorso didattico, inclusi ragazzi &#8220;con certificazione&#8221;, con DSA e con svantaggio socio culturale. </strong>Ergo: evitiamo di parlare di &#8220;ragazzi BES&#8221; o roba simile, soprattutto se in contrapposizione ai &#8220;vecchi BES&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/speculummaius.wordpress.com/4412/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/speculummaius.wordpress.com/4412/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4412&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Maria Grazia</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il nuovo modello inclusivo proposto dal MIUR</title>
		<link>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/10/il-nuovo-modello-inclusivo-proposto-dal-miur/</link>
		<comments>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/10/il-nuovo-modello-inclusivo-proposto-dal-miur/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 16:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[didattica inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[la bacchetta magica dell'inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[BES]]></category>
		<category><![CDATA[c.m. 8/2013]]></category>
		<category><![CDATA[D.M. 27/12/2012]]></category>
		<category><![CDATA[ICF]]></category>

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		<description><![CDATA[[II parte de La bacchetta magica per l'inclusione] &#8220;Non si cambiano i sistemi formativi semplicemente additando loro *un modello ideale da seguire* ma occorre partire necessariamente da ciò che sono, da ciò che fanno e da come lo fanno&#8230;&#8221; MGF ricordando gli insegnamenti di Giuseppe Russillo A partire dalla definizione di innovazione pedagogica come &#8220;processo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4395&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[II parte de <a title="vai al primo contributo" href="http://speculummaius.wordpress.com/2013/04/28/la-bacchetta-magica-per-linclusione/">La bacchetta magica per l'inclusione</a>]</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">&#8220;Non si cambiano i sistemi formativi semplicemente additando loro <strong>*un modello ideale da seguire*</strong> ma occorre partire necessariamente da ciò che sono, da ciò che fanno e da come lo fanno&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align:right;">MGF ricordando gli insegnamenti di <a title="la visione di Giuseppe Russillo in merito alla scuola e alle sue riforme" href="http://web.archive.org/web/20050416130814/http://www.sc-edu.uniba.it/leda/rivista/23-24-02/23-24editoriale.htm">Giuseppe Russillo</a></p>
</blockquote>
<p>A partire dalla definizione di innovazione pedagogica come</p>
<p><strong><span style="color:#0000ff;">&#8220;processo che ha come intenzione un&#8217;azione di cambiamento e per mezzo l&#8217;introduzione di un elemento o di un sistema in un contesto già strutturato&#8221;</span></strong> [<a title="vai alla presentazione su SlideShare" href="http://www.slideshare.net/mariagrazia/premesse-15160724">vedi slide 2</a>],</p>
<p>per comprendere meglio il tipo di cambiamento che la  <a title="vai al testo della direttiva" href="http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/8d31611f-9d06-47d0-bcb7-3580ea282df1/dir271212.pdf">Direttiva Ministeriale del 27/12/2012</a> [pdf] sui Bisogni Educativi Speciali (BES) e la successiva <a title="vai al testo della circolare" href="http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/9fd8f30a-1ed9-4a19-bf7d-31fd75361b94/cm8_13.pdf">Circolare 8/2013</a> [pdf] vorrebbero attuare, partiamo dalla definizione dei &#8220;contorni&#8221; del <strong>contesto già strutturato</strong>, rappresentato dal quadro legislativo precedente ai documenti in analisi e dalla sua applicazione nel fare scuola quotidiano.</p>
<p>Per farlo, vi propongo in primo luogo un raffronto tra il modello normativo incluso nelle <a title="vai al testo" href="http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/nota_4_agosto_09.pdf">Linee Guida per l&#8217;Integrazione scolastica</a> e i risultati di una ricerca indipendente &#8211; presentati da Dario Ianes al Convegno Erickson (2011) &#8211; sulla percezione degli insegnanti in merito alla qualità della stessa.</p>
<iframe src='http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/20931161' width='594' height='487'></iframe>
<p>Per quanto riguarda le Linee Guida, <a title="vai al commento sulle Linee Guida" href="http://www.edscuola.it/archivio/handicap/lineeguida.htm">Salvatore Nocera</a> sottolinea come questo documento</p>
<blockquote><p><span style="font-size:13px;line-height:19px;">data la sua stessa natura&#8230; può essere considerato </span>non già un punto di arrivo delle politiche scolastiche, quanto un punto di partenza per un rilancio di una maggiore qualità dell&#8217;integrazione scolastica&#8230;</p></blockquote>
<p>mentre gli esiti della ricerca evidenziano i limiti e le pecche di un sistema che procede su binari paralleli per i bambini/ragazzi &#8220;con o senza certificazione&#8221;, sottolineando la persistenza di una didattica &#8220;vecchia&#8221; e non inclusiva (che &#8211; a voler essere sinceri &#8211; non va bene proprio per nessuno, a prescindere dal bisogno educativo di cui si è portatori) e i limiti organizzativi di un sistema (classi pollaio, precarietà/riciclo dei docenti specializzati, indebolimento di una visione culturale &#8220;inclusiva&#8221;, ecc&#8230;) che agevolano l&#8217;affidamento dell&#8217;alunno con disabilità al docente specializzato, come se i curricolari fossero estranei alla vicenda. Chiunque abbia esperienza di scuola (da docente o da genitore) sa perfettamente di cosa stiamo parlando.</p>
<p>La strutturazione del contesto da innovare fa emergere dunque come <b>bisogno prioritario del sistema </b>quello di una <strong>politica non contraddittoria</strong> in merito a: <strong>1)</strong> reclutamento e formazione dei docenti; <strong>2)</strong> risorse; <strong>3)</strong> condizioni di lavoro degli insegnanti (a partire dal numero di studenti per classe); <strong>4)</strong> valutazione degli esiti di quanto dichiarato nei <a title="vai alla definizione di PEI" href="http://www.edscuola.it/archivio/handicap/pei.html">PEI</a> e di quanto effettivamente realizzato (l&#8217;elenco potrebbe continuare ma, al momento, mi fermo qui).</p>
<p>In questo quadro sistemico, l&#8217;elemento che dovrebbe risolvere queste problematiche è il <strong>Piano Didattico Personalizzato </strong>introdotto nella scuola con la L.53/2003<strong> </strong>da Letizia Moratti e non a caso indicata come norma primaria di riferimento dalla Direttiva (pag.2), insieme alla L. 170/2010. Per includere tutti e migliorare la didattica nella scuola italiana, dunque, cosa si fa?</p>
<p>1) Si introduce il <strong>gran calderone dei BES</strong>, in cui sembrano liquefarsi sia la storia e la peculiarità del processo di integrazione scolastica italiana, sia le risorse, gli organismi e le procedure che la L.104/1994 riserva alle persone con disabilità (che, a differenza degli altri BES, usufruiscono degli insegnanti specializzati di sostegno). Tenuto conto che la <a title="vai al post sull'argomento" href="http://speculummaius.wordpress.com/2011/06/15/e-adesso-tocca-agli-insegnanti-di-sostegno/">proposta TRELLLE</a> è stata la prima a parlare di BES esattamente come ne parla la Direttiva (<a title="vai alla presentazione della proposta" href="http://www.scribd.com/doc/57917160/Gli-alunni-con-disabilita-nella-scuola-italiana-bilancio-e-proposte">vedi slide 10</a>) e non trascurando l&#8217;opacità di questa sigla onnicomprensiva e degli effetti che avrà su chi usufruisce della L.104 succitata (con relativo allarme di tutti gli interessati), non è strano che Salvatore Nocera abbia dovuto esplicitamente <a title="vai all'articolo di Nocera su superando" href="http://www.superando.it/2013/05/06/inclusione-e-sostegno-per-fare-un-po-di-chiarezza/">ribadire la sua contrarietà</a> a tale progetto, del resto autorevolmente avallato&#8230;</p>
<p>2) &#8220;Si evidenzia, in particolare, la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un <strong>Piano Didattico Personalizzato, individuale o anche riferito a tutti i bambini della classe con BES</strong>, ma articolato, che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate&#8221; (pag.3). Come faccia, un PDP, a essere personalizzato e collettivo allo stesso tempo, lo ignoro, tenendo conto dell&#8217;incongruenza (non solo logica) con il <a title="leggi il post sull'argomento" href="http://speculummaius.wordpress.com/2011/11/29/progettare-linclusione-tra-competenze-nuove-e-ritrovate/">modello l&#8217;ICF</a> di cui ci si fa tanto vanto.</p>
<p>3) Si vagheggia fumosamente di formazione universitaria dei docenti sull&#8217;intero scibile della disabilità, senza specificare i destinatari né le risorse con cui questi corsi andranno finanziati (pag.4).</p>
<p>4) Si esalta il ruolo dei <a title="approfondisci l'argomento" href="http://archivio.pubblica.istruzione.it/dgstudente/disabilita/ntd/azione4_5.shtml">CTS</a>, con il rischio di far passare l&#8217;idea che &#8220;un ausilio faccia sempre al caso&#8221; e sottovalutando la complessità della scelta della tecnologia più adeguata a &#8220;quella specifica persona&#8221; (si veda ad esempio il protocollo SETT proposto da Kate Ahern di cui <a title="leggi il contributo sull'argomento" href="http://appinclusion.blogspot.it/2013/04/tablet-e-comunicazione-aumentativa.html">abbiamo scritto qui</a>).</p>
<p>In estrema sintesi, il nuovo modello di inclusione proposto passa attraverso l&#8217;<strong>etichettamento capillare</strong> di una platea di alunni e studenti molto vasta ed eterogenea come portatori di Bisogni Educativi Speciali e la <strong>frantumazione dell&#8217;azione didattica</strong> rivolta al gruppo classe in un numero imprecisato di percorsi personalizzati che &#8211; tenendo conto della discutibile scelta di far rientrare in questo coacervo di bisogni anche le deprivazioni socio-culturali di vario tipo &#8211; possono dar vita (nei contesti a rischio) a classi composte interamente da alunni/studenti ognuno con il suo PDP. Del resto questo era il proposito &#8220;pedagogico&#8221; della riforma Moratti che, applicato in questa maniera, rischia di creare un vero e proprio stigma nei confronti della fascia più debole della popolazione scolastica.</p>
<p>Inoltre si emana una Direttiva che non tiene in alcun conto la situazione di profonda crisi in cui versa il nostro sistema scolastico a causa della forsennata politica di tagli di cui continua a essere oggetto, che rende offensivo (prima ancora che risibile) l&#8217;accenno ai compensi per le riunioni (auspicabilmente mensili) del Gruppo di lavoro per l&#8217;inclusione (di cui si legge a pag.5 della Circolare), quando i Fondi di istituto sono stati prosciugati e i supplenti devono <a title="leggi l'articolo" href="http://lastampa.it/2013/05/09/cronaca/finiti-i-soldi-sorteggio-per-gli-stipendi-ASKuptNvCdLet7WbBOAuBJ/pagina.html">sperare in una lotteria</a> per essere pagati.</p>
<p><strong>Concludendo:</strong> se, come è stato più volte ribadito, questa Direttiva non è finalizzata a sottoporre a ulteriori tagli il sistema scolastico attaccando il sostegno, come si pensa di realizzare tutto questo a <strong>costo zero</strong>?</p>
<p>Come mai si prevede un <strong>Piano annuale per l&#8217;Inclusività </strong>(pag.5 della circolare) e poi <strong>ci si dimentica di <a title="leggi l'articolo su Superando" href="http://www.superando.it/2013/04/16/servono-anche-gli-indicatori-sullinclusione/">inserire gli indicatori per valutarne gli esiti</a></strong> a livello nazionale o <a title="leggi nota invalsi sull'argomento" href="http://www.invalsi.it/snvpn2013/documenti/materiale_info/Nota_alunni_part_bisogni_educ_2013.pdf">si lascia ai Dirigenti Scolastici</a> [pdf] la decisione se includere o meno (ed è proprio il caso di dirlo) i ragazzi con BES nelle prove INVALSI? Non è stata proprio la mancanza di valutazione (individuale quanto sistemica) a indebolire il modello di integrazione scolastica della scuola italiana, svalutandolo agli occhi di gran parte dei suoi docenti (per tacere degli operatori delle ASL)?</p>
<p>E perché, prima di innestare forzatamente il concetto di <em>special educational needs</em> nei PDP, non si è guardato al panorama internazionale per proporre la visione &#8211; molto più trasversale e coinvolgente &#8211; dell&#8217;<strong><a title="per saperne di più" href="http://www.udlcenter.org/aboutudl/udlguidelines">Universal Design Learning</a></strong>? Non è piuttosto questa una prospettiva più rispettosa delle diversità individuali, in grado al tempo stesso di avere una ricaduta benefica per tutti gli studenti e per la professionalità degli insegnanti?</p>
<p>E, soprattutto, perché i genitori &#8211; costretti sempre più spesso a ricorrere ai tribunali per far valere i diritti dei propri figli e il rispetto della normativa &#8211; dovrebbero ora fidarsi?</p>
<p style="text-align:right;">Maria Grazia Fiore<br />
docente curricolare<br />
referente regionale per la Puglia dei <a title="vai al blog dei GT" href="http://genitoritosti.blogspot.it/">Genitori Tosti</a></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Nota: </strong>prevedo di scrivere almeno un altro paio di post sull&#8217;argomento, per completare l&#8217;analisi in corso. Se siete interessati alle prossime puntate, rimanete sintonizzati <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/speculummaius.wordpress.com/4395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/speculummaius.wordpress.com/4395/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4395&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Politiche editoriali: quanto servono i DRM?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 06:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se non sapete cosa sono i DRM, vi consiglio di dare un&#8217;occhiata alla buona, vecchia Wikipedia&#8230; Poi potete leggere questo post, con cui vi fate un&#8217;idea sull&#8217;effetto di questi &#8220;lucchetti&#8221; digitali sull&#8217;accessibilità di un ebook. A questo punto siete pronti per la lettura di  Conseguenze di un anno senza DRM per Tor (veramente molto interessante!), in cui [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4390&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se non sapete cosa sono i DRM, vi consiglio di dare un&#8217;occhiata alla buona, vecchia <a title="vai alla definizione su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management">Wikipedia</a>&#8230; <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Poi potete leggere questo <a title="vai al post su ebook e accessibilità" href="http://bibliosphera.tumblr.com/post/15041490634/ebook-e-accessibilita">post</a>, con cui vi fate un&#8217;idea sull&#8217;effetto di questi &#8220;lucchetti&#8221; digitali sull&#8217;accessibilità di un ebook. A questo punto siete pronti per la lettura di  <a title="vai al post sull'argomento" href="http://www.steamfantasy.it/blog/2013/05/07/conseguenze-di-un-anno-senza-drm-per-tor/">Conseguenze di un anno senza DRM per Tor</a> (veramente molto interessante!), in cui si narra dell&#8217;effetto che l&#8217;abbandono dei suddetti lucchetti ha avuto su Tor Books, casa editrice di fantascienza e fantasy statunitense, e poi guardatevi il <a title="vai sul blog di Noa Carpignano" href="http://noa.bibienne.net/2013/05/09/libri-di-testo-digitali-filmato/">filmato su Didasfera</a>, che i DRM non li ha mai avuti tra i piedi. Buona giornata! <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_4391" class="wp-caption aligncenter" style="width: 535px"><a href="http://speculummaius.files.wordpress.com/2013/05/fumetti-drm.png"><img class="wp-image-4391 alignleft" alt="fumetto in cui si sottolinea come i DRM non blocchino la pirateria ma danneggino solo il consumatore" src="http://speculummaius.files.wordpress.com/2013/05/fumetti-drm.png?w=525&#038;h=500" width="525" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine: <a title="vai al post con l'immagine" href="http://www.steamfantasy.it/blog/2013/05/07/conseguenze-di-un-anno-senza-drm-per-tor/">www.steamfantasy.it</a></p></div>
<p><a title="vai al blog di steamfantasy" href="http://www.steamfantasy.it/blog/2013/05/07/conseguenze-di-un-anno-senza-drm-per-tor/"> </a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/speculummaius.wordpress.com/4390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/speculummaius.wordpress.com/4390/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4390&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">fumetto in cui si sottolinea come i DRM non blocchino la pirateria ma danneggino solo il consumatore</media:title>
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		<title>Quell&#8217;oscuro oggetto della &#8220;formazione&#8221;</title>
		<link>http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/03/quelloscuro-oggetto-della-formazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 19:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angelo Franza]]></category>
		<category><![CDATA[clinica della formazione]]></category>
		<category><![CDATA[il diario di Stella blu]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi commenti e in qualche post qui e lì (ma soprattutto qui) si è discusso esplicitamente/implicitamente di metafore e di significati e di etimologie&#8230; Ho pensato dunque di regalarvi qualche stralcio delle prime e delle ultime pagine di un testo non più reperibile in libreria, che conservo gelosamente nella mia biblioteca, essendo dono di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4384&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://speculummaius.files.wordpress.com/2013/05/retorica-metaforica.jpg"><img class=" wp-image-4385 alignleft" alt="copertina libro" src="http://speculummaius.files.wordpress.com/2013/05/retorica-metaforica.jpg?w=356&#038;h=521" width="356" height="521" /></a>Negli ultimi commenti e in qualche post qui e lì (ma soprattutto <a title="vai al post Metafora in laboratorio #ltis13" href="http://iamarf.org/2013/05/01/metafora-in-laboratorio-ltis13/">qui</a>) si è discusso esplicitamente/implicitamente di metafore e di significati e di etimologie&#8230;</p>
<p>Ho pensato dunque di regalarvi qualche stralcio delle prime e delle ultime pagine di un testo non più reperibile in libreria, che conservo gelosamente nella mia biblioteca, essendo dono di un mio Maestro. Con dedica ad Andreas e a tutti quelli che tessono la tela del discorso con e attorno a lui.</p>
<p style="text-align:right;">MG aka Stella blu</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">Esordio</p>
<p style="text-align:left;">La lingua è uno strumento che bisogna saper maneggiare, altrimenti, catturati dalla sua seduzione, si finisce per essere maneggiati da lei. Da tempo gli studiosi del linguaggio ci mettono in guardia contro il ricorso alle <strong>virtù delle etimologie</strong>, a maggior ragione se queste etimologie sono malfondate o, peggio, costruite per assonanza. La critica si incentra essenzialmente sull&#8217;uso probativo e referenziale che spesso viene fatto delle etimologie come sostegno e supporto delle argomentazioni. Non si può non essere d&#8217;accordo e non ricordare che una cosa è l&#8217;etimologia di un termine e altra cosa è il significato del termine e l&#8217;uso che di questo significato viene fatto nella storia di una lingua e nel suo intreccio con altre lingue. Ma non è questo il punto&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">Si tratta di un <strong>espediente</strong> per tenere insieme provvisoriamente delle idee nell&#8217;alone semantico dello stesso termine, in attesa che l&#8217;argomentazione ne espliciti e vagli le connessioni logiche; è un <strong>esordio</strong>, insomma, più o meno brillante e suggestivo a seconda che il gioco di parole e di immagini cui mette capo sia in grado di colpire l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse dell&#8217;ascoltatore; è un modo di avviare un discorso, dunque, non il suo fondamento.</p>
<p style="text-align:left;">Ma c&#8217;è dell&#8217;altro: questa risalita dalle <em>pròtai phonài</em> nasconde, dietro la ricerca delle &#8220;radici&#8221; delle parole concrete di cui si fa uso, la ben più radicata <strong>ricerca delle origini delle proprie idee</strong>, dei propri concetti&#8230; Va rimarcato, infatti che il ricorso all&#8217;etimologia segnala come problema di linguaggio la presenza di un sottostante problema di pensiero e di conoscenza, che è poi il vero responsabile della richiesta di una ridefinizione dell&#8217;area semantica dei termini usati&#8230; [pp.13-14]</p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:13px;line-height:19px;">Siamo tutti retori! &#8230; Non dobbiamo vergognarci di scoprire che ogni proposta sull&#8217;educazione ci situa, ancora per molto, sulle <strong>rive incerte della retorica</strong>, là dove regna la metafora, nell&#8217;ambiguità delle sue compulsioni ripetitive e delle sue impertinenze creative. [...] </span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:13px;line-height:19px;">Qualcuno chiama i pedagogisti attori, mentre essi amano dirsi scienziati. Ma chi sono i pedagogisti? Questuanti o &#8220;adulatori di Dioniso&#8221;, pirati o approvvigionatori? E che ne è della disciplina di cui sono cultori? Commedia dell&#8217;arte o arte della commedia? Stregoneria o dottrina esoterica? Chiroprassi cleptomane o malia dell&#8217;esplorazione? [pp.123-124]</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align:left;">E il libro finisce così.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/speculummaius.wordpress.com/4384/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/speculummaius.wordpress.com/4384/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4384&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Frasi che mi sono piaciute</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 06:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[il diario di Stella blu]]></category>
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		<description><![CDATA[Ribloggato da studiaconme: Abitiamo in un villaggio pieno di cose: c’é un mulino, che io non ho ancora visto, dove credo vadano quelli piú in gamba, poi ci sono delle casette, alcune tutte arredate, altre hanno solo i muri perimetrali...alcune sono solo tende tipo decathlon! E gli studenti girano per i prati, esplorano il bosco, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4382&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="reblog-post"><p class="reblog-from"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/97e8ba0dcbb0c390041d462883765a81?s=25&amp;d=identicon' class='avatar avatar-25' height='25' width='25' /> <a href="http://studiaconme.wordpress.com/2013/04/28/frasi-che-mi-sono-piaciute-3/">Ribloggato da studiaconme:</a></p><div class="wpcom-enhanced-excerpt"><div class="wpcom-enhanced-excerpt-content"><p dir='auto'>

<blockquote><p><em>Abitiamo in un villaggio pieno di cose: c’é un mulino, che io non ho ancora visto, dove credo vadano quelli piú in gamba, poi ci sono delle casette, alcune tutte arredate, altre hanno solo i muri perimetrali...alcune sono solo tende tipo decathlon! <strong>E gli studenti girano per i prati, esplorano il bosco, annegano nei laghetti, ....</strong> C’é gente che abita lí da un sacco di tempo, altri sono appena arrivati...</em></p></blockquote>

</p></div> <p class="read-more"><a href="http://studiaconme.wordpress.com/2013/04/28/frasi-che-mi-sono-piaciute-3/" target="_self"><span>Continua a leggere...</span> 26 altre parole</a></p></div></div><div class="reblogger-note"><div class='reblogger-note-content'>
Questa la ribloggo... :-)
</div></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Maria Grazia</media:title>
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		<item>
		<title>Moderazione dei commenti e stili di discussione</title>
		<link>http://speculummaius.wordpress.com/2013/04/29/moderazione-dei-commenti-e-stili-di-discussione/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 10:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging school]]></category>
		<category><![CDATA[il diario di Stella blu]]></category>
		<category><![CDATA[CMC]]></category>
		<category><![CDATA[cMooc]]></category>
		<category><![CDATA[moderazione commenti]]></category>
		<category><![CDATA[netiquette]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre il prof ci spiega come far magicamente apparire i link all&#8217;interno dei nostri commenti (io mi accontenterò di far apparire il pingback automatico di wordpress), ai new blogger suggerirei anche di decidere la politica del proprio blog in merito ai commenti e alle modalità di confronto all&#8217;interno delle discussioni che ne derivano. In un momento [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4378&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il prof ci spiega come far magicamente apparire i <a title="vai al post di iamarf" href="http://iamarf.org/2013/04/28/costruire-un-link-ltis13/">link all&#8217;interno dei nostri commenti</a> (io mi accontenterò di far apparire il <a title="vai alla definizione su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pingback">pingback</a> automatico di wordpress), ai new blogger <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  suggerirei anche di decidere la politica del proprio blog in merito ai commenti e alle modalità di confronto all&#8217;interno delle discussioni che ne derivano. In un momento in cui la Rete sembra aver dimenticato le <a title="approfondisci l'argomento" href="http://speculummaius.wordpress.com/accessori/abitudini-della-casa/la-netiquette/">regole basilari della netiquette</a>, è necessità improrogabile ricordare che è su queste regole tacitamente accettate fin dagli albori che si è diffusa la <a title="vai alla definizione su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione_mediata_dal_computer">CMC</a>.</p>
<p>Quando trasferii su WordPress.com il neonato Speculum Maius (originariamente creato su Blogger, all&#8217;epoca molto più &#8220;grezza&#8221; come piattaforma rispetto ad adesso), una delle prime cose che feci fu proprio quella di informare i miei lettori delle regole che vigevano in questo blog nella sezione <a title="consulta la sezione" href="http://speculummaius.wordpress.com/accessori/">Accessori&#8230;</a> che testimonia, in parte, anche delle problematiche in merito a fenomeni ormai scomparsi (per fortuna!) tipo quello di essere contattati per lo scambio dei link.</p>
<p>Nelle<a title="vai alla pagina" href="http://speculummaius.wordpress.com/accessori/abitudini-della-casa/"> Abitudini della casa</a>, oltre a raccogliere materiale utile per i nuovi arrivati, ho esplicitato anche le <a title="vai alla pagina sull'argomento" href="http://speculummaius.wordpress.com/accessori/abitudini-della-casa/moderazione-dei-commenti-e-dintorni/">modalità con cui vengono moderati (cioè controllati) i commenti prima di essere pubblicati</a>, nonché le regole di buona educazione che si richiedono in questo luogo di discussione. Girando per il cMOOC, ho notato che i commenti vengono talvolta ingoiati dai blog nuovi di zecca <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  senza che riemergano più alla luce!</p>
<p>Controllate dunque le impostazioni del vostro blog in merito, adeguandole alle vostre scelte e allo stile che volete dare ad esso. Se usate<span style="color:#ff0000;"><strong> Blogger</strong></span>, andate a <span style="color:#ff0000;"><strong>Impostazioni -&gt; Post e commenti</strong></span>; se usate <strong><span style="color:#000000;">WordPress</span></strong>, selezionate <span style="color:#000000;"><strong>Impostazioni-&gt; Discussione</strong></span>. Le possibilità di controllo e personalizzazione sono sicuramente più complete e soddisfacenti nel secondo caso, tenendo conto della possibilità di bloccare un utente indesiderato (tramite il suo indirizzo IP) o di mettere automaticamente in moderazione un commento che contenga un numero di link eccessivo (attenzione a non esagerare dunque, con l&#8217;HTML&#8230;) o determinate parole.</p>
<p>Ovviamente, non dimenticate di impostare l&#8217;invio automatico di una mail quando un commento va in moderazione, altrimenti rischiate di lasciarli lì chissà quanto tempo! Alla prossima!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/speculummaius.wordpress.com/4378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/speculummaius.wordpress.com/4378/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=speculummaius.wordpress.com&#038;blog=1927021&#038;post=4378&#038;subd=speculummaius&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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