Quando i nodi diventano persone

Posted on 16 ottobre 2007

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Ne “La parte abitata della Rete” di Sergio Maistrello [pp.18-19], viene citato uno studio del 1999 condotto da Compaq, Altavista ed IBM su 200 milioni di nodi, che ha dato vita alla teoria secondo cui la topografia di Internet avrebbe la conformazione di farfalla (da cui la denominazione anche di “teoria del papillon”), suddivisa in 4 continenti, caratterizzati da un diverso grado di interconnessione.

Poiché le rappresentazioni grafiche reperibili in rete sono essenzialmente riconducibili a quella che potete osservare qui, ne ho realizzata una mia in base al modello proposto da Maistrello a pag.19 del suo libro (che, onestamente, sembra un animale mitologico nato dall’accoppiamento di un polipo con una caramella).

topografia-internet.jpg

 

La mia non ha nessuna pretesa ma riprende la metafora spaziale insita nella denominazione delle diverse aree come continenti. Ma ritorniamo a noi.

Mentre nel corpo centrale troviamo i siti di maggior dimensione e con un alto grado di interconnessione tra un documento e l’altro (56 milioni), nel continente IN (44 milioni) troviamo quelli che accedono facilmente al primo (ma non viceversa) e in quello OUT (sempre 44 milioni) quelli da cui si accede facilmente dal primo (ma non viceversa).

Il quarto continente (ancora 44 milioni: sarà un numero magico?) è formato da tentacoli e isole che sono

gruppi di pagine connesse tra loro che possono portare dal continente IN al continente OUT, e viceversa, oppure rimanere completamente inaccessibili a chi non ne conosca l’indirizzo preciso.

La domanda sorge spontanea: è ancora valida oggi questa rappresentazione quando i nodi diventano persone?

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