Il mio blog ha cambiato casa

Posted on 1 novembre 2007

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Beh, non è stato difficilissimo, anche perché non avevo poi così tanto da “trasportare” ma un po’ di lavoro me l’ha portato…

La sensazione è quella di essere passata da un comodo appartamentino con tutto l’essenziale (o quasi) a portata di mano ad un palazzetto in cui ogni tanto perdo l’orientamento. Ma all’inizio succede sempre così :-). Quando avrò capito cosa fare con i Feed sarà meraviglioso.

Ieri, nell’altra casa, Andreas mi ha chiesto il perché di questa decisione e la mia risposta è stata questa:

In realtà era una migrazione premeditata anche se non sapevo quando l’avrei attuata…

Sono partita con Blogger perché l’apertura di questo blog è stata una decisione presa in poche ore, per “attraversare il processo“.

Volevo concentrarmi sul contenuto più che sul contenitore ed ho immaginato di essere una tizia qualsiasi, senza una particolare preparazione informatica, che sceglie qualcosa di noto per aprirsi il suo blog…

E poi, prima di proporlo ad ipotetici studenti, volevo studiare il procedimento, capire le difficoltà e la preparazione che occorre avere per fare eventuali personalizzazioni.

Poiché non sarò un mago dell’informatica ma non sono neanche alle prime armi, le possibilità offerte da Blogger mi stanno già un po’ strette e poi voglio passare allo studio di WordPress.

Se non lo avessi fatto adesso, non lo avrei fatto più perché mi ci sono già un po’ affezionata…

Comunque, dal punto di vista del formatore, non so se mi si sono chiarite le idee ma sicuramente sono cominciate ad emergere più chiaramente almeno un paio di problematiche relative al “Come lo insegniamo questo blog?”, su cui abbiamo avuto un breve scambio in casa LTEver :-).

Al di là di tutte le competenze tecniche di questo mondo (che pur c’entrano ma inizialmente, almeno, dovrebbero essere irrilevanti) scrivere un blog implica, in primo luogo, l’avere qualcosa da comunicare e l’essere in grado di saperlo esprimere in maniera accattivante con la scrittura.

Ci troviamo quindi di fronte ad una “competenza strumentale” (direbbe una maestra ;)), che fa già una grossa differenza di partenza tra un new-blogger a cui piace scrivere e che sa farlo ed uno che nella vita reale usa solo i messaggini o che, a scuola, soffriva di “sindrome da foglio bianco”.

L’importanza, per un formatore, di rendersi conto dei punti di partenza anche da questo punto di vista, è molto importante – a mio parere – per progettare percorsi di apprendimento che rispondano anche a queste differenze.

Ovviamente, su come farlo, è tutto da inventare e soprattutto sperimentare…

PS ovviamente non ho dimenticato il lato tecnico ma di quello mi propongo di cominciare a buttare giù qualcosa in seguito

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