Si fa presto a dire lurker…

Posted on 7 dicembre 2007

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Lurker, ovvero il lettore che si tiene defilato e si guarda bene dal dare segni della propria presenza. Come a dire: il classico consumatore di giornali e tv (basta che paghi); e, perché no, anche di portali Web (basta che generi traffico).

Lurkare è un verbo che fa parte del gergo di Internet. È una italianizzazione del verbo inglese to lurk, che può essere tradotto approssimativamente “spiare da dietro le quinte”…
Il termine lurker non ha generalmente connotazioni negative. Anche se ad alcuni non piace essere letti da qualcuno che resta nascosto…

Nonostante le affermazioni politically correct in stile Wikipedia, già il fatto che gli utenti-lettori vengano tacciati di essere “spioni” la dice lunga su quello che l’ambiente delle “socialcose” (come direbbe Napolux) pensa realmente di loro.

Posto che se hai problemi ad essere letto da chi non conosci sarebbe meglio che non scrivessi nella pubblica piazza del web, una domanda mi sorge spontanea: ma se tutti i lurker “parlassero” aggiungendosi magari alla schiera dei commenti-non commenti (ciao, sono d’accordo, che bel blog, mi linki?, ecc. ecc. ecc.) si potrebbe più avere, online, qualcosa che assomiglia ad una conversazione?

Se anche si riuscissero ad eliminare tutte le difficoltà tecnologiche che limitano o inibiscono la capacità di intervenire in un qualsiasi tipo di interscambio virtuale, siamo sicuri che questo porterebbe ad una partecipazione di massa? Ovviamente no perché esistono stili diversi di partecipare alla vita del mondo (dentro e fuori la rete) e, da non dimenticare, la scrittura è spesso un veicolo frustrante per chi non è abituato ad usarla per comunicare.

A proposito del Numero di Dumbar “che definisce il numero massimo di persone con cui un singolo è in grado di mantenere un’attiva relazione sociale [150]“, pur ammettendo che “il concetto di ‘relazione sociale attiva’ sia cambiato con questi nuovi media” divenendo più elastico, stiamo pur sempre parlando di relazioni tra persone.

La tecnologia potrà pure facilitare il contatto e diminuire le distanze ma una rete sociale non è un database: è fatto di esistenze dietro uno schermo e non di dati relazionabili tra loro all’infinito. La potenzialità tecnologica mi può anche connettere a migliaia di persone ma io non posso avere una relazione significativa con tutte. E c’è chi preferisce avere poche relazioni ma buone (al di là e al di qua dello schermo).

A questo aggiungerei il fatto che, così come fuori dalla rete non tutti gli accaniti lettori sono appassionati scrittori, “dentro la rete” non tutti sono interessati a produrre contenuti. Può essere definita una colpa?

Poiché il mio intervento è chiaramente di parte :-), a seguire potete leggere la mia risposta alla domanda “Perché non commenti mai chi leggi?” di cui vi invito anche a leggere i contributi degli altri lurker

Io non sono certo una di quelle che non commenta MAI quello che legge ma che sicuramente commenta molto meno rispetto a quello che legge. I motivi sono diversi a secondo dei luoghi e delle situazioni:

1) leggo spesso blog e pagine web che sono al di fuori dei miei interessi più stretti perché mi piace imparare cose che non conosco (sono una convinta assertrice del valore della zona di sviluppo prossimale) ma, proprio perché vado sul difficile 🙂 , non sempre sono in grado di fare un commento – a mio parere – adeguato. E non vedo quale valore aggiunto potrebbe avere un “Ehi! Bel post!” detto da uno sconosciuto (se te lo dice qualcuno che già “conosci” è già diverso…)

2) quando l’argomento mi appassiona particolarmente, evito di intervenire se la discussione è impostata in maniera da dividere i buoni dai cattivi; servirebbe solo ad accendere un flaming inutile che lascia ognuno della propria opinione (e più incattivito di prima)

3) certe volte i blog si presentano come un salotto buono dove gli amici parlano tra di loro e lasciano gli altri a fare da tappezzeria. Se i contenuti sono buoni, preferisco continuare a leggere ma se non mi sento di casa, glisso sui commenti (anche se li leggo)

4) finché non hai un blog, è difficile iniziare a commentare altri blog anche se ne leggi molti. E’ – da un certo punto di vista – l’altra faccia di quello che dicevo circa il blog visto dall’esterno

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