Blog maschi e blog femmina

Posted on 25 marzo, 2008

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Ci sono talvolta delle strane coincidenze tra quello che ti capita di leggere casualmente e le riflessioni esistenziali del momento.

Prima di concedermi una brevissima pausa per la Pasqua, l’ultima lettura sul web è stata quella della pagina di blogbabel che annunciava la sospensione del servizio. “L’ennesimo strascico degli alberelli di Natale“, ho pensato nel primo momento, contenta di non dover leggere oltre.

Al mio ritorno, ho letto un po’ di “discussioni” (con flaming annessi, ovviamente) che sono seguite ed ho ri-pensato “E’ proprio roba da maschi!”, evitando anche di commentare. Non è un caso che tra le metafore usate per analizzare la questione ci sia quella de “il pallone è mio e ci faccio quello che mi pare” (o giù di lì).

Nel frattempo, avevo riletto il primo capitolo di Blog-grafie, in cui Di Fraia [p.31] riporta una frase della Collin in cui viene sottolineato che

la comunicazione tra donne si nutre essenzialmente del confronto di racconti di vita, piuttosto che dell’urto reciproco delle idee.

Seguendo questa traccia, ho riflettuto sui blog scritti da donne che leggo (sicuramente in misura minore rispetto a quelli scritti da uomini, non per scelta ma per caso) e ne ho cercati degli altri.

Tra le mie vecchie conoscenze, ho trovato (i casi della vita…) il post di Albamarina su i blogger maschi sono sessisti, in cui si interroga se “lo stereotipo donna uguale superficiale, non abbastanza serio, non abbastanza intellettuale (o non abbastanza noioso, forse)” non sia del tutto superato.

In Università, scuola & Co., ho trovato invece la citazione di una ricerca condotta nel 2004 negli Stati Uniti da cui è emerso che il numero delle donne autrici di blog è superiore a quello degli uomini (e di questo ne parla anche Di Fraia) ma la proporzione si inverte se si parla di consultazione e citazione.

Da questo punto di vista, credo che sia solo la tecnologia a cambiare ma che la problematica riguardi piuttosto l’intreccio tra scritture femminili e storia, che ci ricorda che

gli scritti delle donne restano, molto spesso, oscuri o poco visibili al di là dei circuiti ristretti entro cui vennero prodotti: solo alle testimonianze maschili viene riconosciuto il compito di rappresentare la memoria storica nazionale.

Ma forse non deve essere necessariamente così. E, allora, nascono metablog tutti al femminile come An-nisa: donne musulmane e società, in cui si chiede di dire

basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l’ignoranza la colpa non è dell’islam, ma dell’oblìo dell’islam. Un po’ di verità – e di opinioni – sulle svariate realtà di oggi.

E, di nuovo, le parole di Blog-grafie [p.32], mi sono tornate alla mente:

Ricacciate, come Penelope, nelle stanze dei telai, sin dai tempi antichi esse hanno intessuto storie… Antica o moderna, la loro arte si ispira a una saggia ripugnanza per l’astratto universale e consegue una pratica quotidiana dove il racconto è esistenza, relazione e attenzione…

Non sarebbe il caso di mescolare un po’ di più le caratteristiche di scrittura (e di relazione) dei due generi, per dar vita ad una blogosfera un po’ più armonica? Buon inizio di primavera a tutte e tutti voi. 🙂

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