Apologia dei piccoli numeri

Posted on 24 aprile, 2008

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A partire dal tumblog di Catepol, sono risalita all’ultima querelle che sta agitando la blogosfera italiana (ammesso che esista), qui magnificamente re-interpretata da Poca cola (anche se ne avevo già sentito parlare altrove).

E mi sono ricordata, sulla scia delle perplessità espresse da Swan, quanto scritto da Maistrello circa l’Apologia dei piccoli numeri (pp.58-59).

Se ne deduce che lo scopo di un sito Web di questo tipo è tutto fuorché il raggiungimento di un alto numero di visitatori: la misurazione del successo secondo quantità è un’eredità del sistema di comunicazione tradizionale, che per parte sua necessita di numeri rilevanti da barattare con gli investitori pubblicitari per il finanziamento degli alti costi d’accesso alla pubblicazione o alla trasmissione…

Un punto di presenza personale talmente specializzato da essere destinato all’interesse di un solo interlocutore può essere considerato paradossalmente un sito di successo se quell’unico interlocutore riesce a raggiungerlo attraverso i percorsi reticolari di Internet. Nella vita reale, a differenza della tv, a volte anche una sola persona può fare la differenza.

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