A proposito di crediti…

Posted on 9 giugno, 2008

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Anch’io, come Andreas

non sono un fan del sistema dei crediti perché è fondato sul tempo di lavoro anziché sulle cose realmente accadute nella testa degli studenti; un’approssimazione imbarazzante da quanto è grezza. Trovo invece condivisibile il concetto di gradazione pensato per poter confrontare risultati conseguiti in scuole e paesi diversi.

Per cui vi consiglio di leggere il suo post relativo al metodo messo a punto per dare i voti alla blogoclasse ma anche l’interessante intervista a Salvatore Settis su Repubblica di oggi in cui si afferma

«È stato detto che la dichiarazione di Bologna rappresentava un’imposizione dell’Unione Europea; in realtà era un patto tra atenei di vari Paesi, che si poteva seguire o meno. La Gran Bretagna, per dire, non ha certo modificato il proprio sistema per adeguarsi a noi. Ma l’aspetto più negativo è l’interpretazione “all’italiana” dei crediti: un gioco puramente al ribasso».
Vale a dire?
«Da noi sono diventati una misura quantitativa del lavoro; si suppone che a 10 o a 50 pagine di un certo libro debba corrispondere un credito formativo. Una stupidaggine. Che ha portato varie facoltà, in modo scandalosamente diffuso, a fare qualcosa che la legge non imponeva: individuare per ogni materia un tetto massimo di pagine. Anziché creare un limite minimo per spingere a superarlo, si è fatto il contrario».

Sarà il caso di ripensare a quanto fatto?

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