La giostra di alunni e maestri

Posted on 3 settembre, 2008

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Soli i bambini, sole le famiglie, soli gli insegnanti, tutti umiliati e offesi.

Chissà se la portavoce del Ministro dell’Economia (familiarmente chiamata Ministro dell’Istruzione) ha fatto due conti da sola o si è fatta aiutare da quelli che l’Espresso (in un articolo che ho trovato molto istruttivo) ha definito “gli sforbiciatori di Tremonti”.

Fatto sta che i primi titoli sull’argomento che ho letto stamattina parlano di un avvio una restaurazione soft del maestro unico a partire dalle prossime classi prime e di insegnanti pagati meglio (ovviamente non è vero ma questa è un’altra storia).

Quello su cui vorrei richiamare l’attenzione stamattina è la roulette russa che caratterizzerà l’inizio dei prossimi anni scolastici per studenti e genitori delle classi che vanno dalla prima alla quarta (per i docenti, va da sé).

Chi conosce l’organizzazione scolastica sa che, quando ci sono dei “perdenti posto” (alias soprannumerari) perché non si è riusciti a formare nuove classi di prima, si fa la graduatoria di circolo e chi finisce in coda viene trasferito da un’altra parte.

Graduatoria di circolo significa che tutti i docenti di tutti i plessi che fanno capo a quel circolo sono coinvolti e che il trasferimento toccherà a chi ha meno punteggio, anche se sta in un’altra classe.

Facciamo un esempio facile facile…

Ipotizziamo di stare in un circolo che ha 2 plessi di scuola elementare e che l’anno prossimo formerà 4 classi prime che necessiteranno (nella semplice logica tremontiana) quindi di 4 docenti.

6 (docenti che c’erano) – 4 (docenti che ci vogliono) =2 (posti in meno)

Che fine fanno i docenti avanzanti?

Scenari:
1) se qualcuno va in pensione o ci sono posti vacanti (cioè senza docenti di ruolo), si spostano lì;
2) i docenti sovrannumerari sono in coda alla graduatoria e vengono trasferiti;
3) i docenti sovrannumerari non sono in coda alla graduatoria e andranno a ricoprire i posti di quelli con meno punteggio (che verranno trasferiti).

Ripetete questa trafila fino alla cancellazione di tutti i moduli (a parole per 5 anni ma più verosimilmente per 3, dato che il piano di contenimento ha questa cadenza) in tutte le scuole elementari d’Italia e provate ad immaginarne le conseguenze (quali, ad esempio, la possibilità che in alcune [?] scuole gli studenti rischino cambiare almeno un insegnante all’anno).

E ho fatto un esempio che non tiene in alcun conto tempo pieno, moduli in verticale, specialisti di religione e compagnia cantando, nonché della chiusura prevista di numerosi istituti scolastici né dell’aumento degli alunni per classe, presupponendo addirittura che i docenti di ruolo mantengano il posto di lavoro (cosa che ItaliaOggi dà per probabile…).

Personalmente, credo che la scelta “soft” sia dettata dalla paura che neanche le manfrine sui grembiulini, i voti e le settimane corte e cortissime possano, a scuole aperte, nascondere il terremoto che ci aspetta e l’ipocrisia del “punto di riferimento” unico.

Ma, a proposito di risparmi e punti di riferimento,

che ci sta a fare Mariastella, se prende ordini da Giulio Tremonti e se è lo stesso Tremonti a scrivere o a dettare gli articoli di un decreto legge che di fatto riforma/rivoluziona la scuola italiana? Non è, anch’essa, un costo superfluo?

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