Mezzo posto qua, mezzo posto là…

Posted on 9 settembre, 2008

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Gli improbabili conteggi di Tuttoscuola costruiti ad hoc per dare una “pezza d’appoggio” alla portavoce di Tremonti (più nota come Ministro dell’Istruzione) – in cui ci si affanna a dimostrare come la scuola elementare migliorerà, aumentando il tempo pieno e risicando sempre di più anche il tempo per scrivere, leggere e fare di conto – sembrano rivolgersi ad una platea di insegnanti che non ha vissuto sulla propria pelle le forzature ingegneristiche degli orari e degli organici targati Moratti.

Anch’io, come il collega (e poi dicono che maestri in giro non ce ne sono ;-),

ultimamente mi ritrovo spesso con la sensazione di vivere in uno di quei b-movie dell’orrore e precisamente nel momento classico nel quale i mostri di turno, cha parevano sconfitti, danno invece segno di inesorabile risveglio. Mi rendo conto come ciò possa sembrarle un’esagerazione ed in effetti, se consideriamo quello che stanno passando in questo momento tanti clandestini sui barconi in Mediterraneo o i contadini afgani o gli alluvionati di Haiti mi rendo conto di essere comunque un privilegiato.

Tuttavia, gentile Ministro, provi a mettersi nei panni di chi è in ruolo da 12 anni e fa il proprio lavoro con passione: in questo breve periodo abbiamo vissuto la trasformazione della legge incompiuta sull’autonomia, poi è venuta la riforma del 4+2 e l’onda lunga di Berlinguer subito abrogata dalle riforme Moratti successivamente destrutturata dal cacciavite di Fioroni. Oggi arriva lei col maestro unico. Per ognuna di queste modifiche noi abbiamo letto, studiato, valutato e talvolta criticato le nuove normative con il risultato che oggi non sappiamo più quali programmi seguire e soprattutto cosa succederà domani.

Provi a guardare per un attimo la situazione dall’esterno: facendo un paragone tra scuola e calcio è come se il Presidente Berlusconi dopo un’annata disastrosa del Milan, scivolato da anni in serie B, dicesse:”Bene adesso per migliorare la situazione della squadra ho deciso di tagliarvi i fondi anzi dirò di più la squadra d’ora in poi la deciderà il commercialista”. Rivolta a S.Siro.

Ma non siamo a S.Siro. Se si parlasse di calcio, sarebbe tutta un’altra musica…

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