Indifferentemente… insegnanti

Posted on 16 settembre, 2008

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Quasi a fare eco al mio post di ieri, ItaliaOggi (che non si può certo accusare di essere una “testata rossa”) sottolinea come

Ogni discussione sul tempo scuola non può prescindere dai contenuti dei programmi che in un determinato arco temporale devono essere svolti, dai tempi di apprendimento degli alunni nonché dalla specializzazione richiesta agli insegnanti per impartirli. Lo stesso programma non può essere indifferentemente svolto in una scuola di 24 o di 32 ore settimanali, nei confronti di una platea indifferenziata di alunni, a cura di insegnanti indifferentemente preparati…

Gli ultimi programmi della scuola del maestro unico furono quelli del ministro Giuseppe Ermini (1955), le materie erano nove ed erano tutte impartite dallo stesso maestro, compresa la religione (il cui orario spesso coincideva con la mezz’ora settimanale del parroco, che interveniva in compresenza). L’orario di ciascuna materia dipendeva dal maestro, che, secondo le esperienze di chi ha vissuto quella scuola, finiva con il privilegiare alcune materie, preferendo ora quelle scientifiche ora quelle letterarie. Il canto, l’educazione fisica, le attività manuali e pratiche hanno spesso occupato posizioni marginali: nemmeno allora tutto riusciva a stare nelle ventiquattr’ore…

Ora se si tornerà alle 24 ore settimanali, i relativi programmi, in sostituzione di quelli del 1987 (ora solo provvisoriamente sostituiti da indicazioni nazionali), dovranno essere sfrondati.

E perché dovremmo “sfrondare”? Per sentirci dire da Citati che le maestre di oggi non sono in grado di gestire gli insegnamenti di ieri? Una bella spolveratina ai programmi del ’55 ed è fatta. E poi, se consideriamo i progetti per la scuola superiore, dove il decurtamento orario verrà applicato soprattutto alle materie professionalizzanti, non abbiamo che da imparare.

Molti docenti di materie tecniche ed insegnanti tecnico-pratici, quindi, potrebbero ritrovarsi nel giro di qualche anno in soprannumero. Il Miur però avrebbe già pensato a questo problema allargando il range che racchiude le attuali classi di concorso: un docente, ancor di più se in esubero, avrebbe infatti la possibilità di insegnare su un ventaglio di materie molto più vasto.

Quando dici la qualità…

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