La riconversione professionale nell’era Gelmini

Posted on 23 settembre, 2008

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Leggendo la mia solita rassegna stampa, ho scoperto che la nostra fantastica ministra – in attesa dell’uscita del libro-intervista di Vespa sullo smantellamento della scuola pubblica – è apparsa ieri sera nel salotto del suddetto soprattutto per rassicurare la CEI che i docenti di religione (20.000, per la cronaca) non si toccano.

Di conseguenza, mentre la scuola secondaria pare non aver avvertito neanche lontanamente che cosa si sta preparando, noi che insegniamo materie “laiche” negli strati più bassi dell’universo scuola è meglio che cominciamo a riconvertirci da soli perché di protezioni così in alto non ne godiamo.

Dunque, ho pensato di selezionare un po’ di materiale con cui rinverdire i modelli pedagogici avvelenati dagli ultimi quarant’anni di rivoluzioni bolsceviche perché, come ha detto Tremonti quest’estate sulla Padania: “Al passato si può e si deve tornare”.

Cominciamo quindi dalla funzione docente (e poi, magari, nei prossimi giorni, tiriamo fuori qualche altra perla).

da Bella riva, Letture per la seconda classe elementare, 1951

Se invece preferite la versione maschile…

E giusto per sottolineare il punto di degrado a cui siamo arrivati, vi invito a confrontare la descrizione della maestra datata 1951, con questa del 2006 (tratto dalla pag.125 del Nuovo Parole e Frasi della Raffaello per la seconda classe).

E “l’anima di mamma” e “il sorriso da sorella” dove sono andate a finire?

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Posted in: maestre, scuola