Per chi cala il sipario?

Posted on 24 settembre, 2008

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Cala il sipario su “più bella cosa non c’è”…Ma calerà il sipario per teatri, musei, centri culturali, cinema, libri…ancora gli operatori tacciono, perché sperano che ciò che accade non sia vero!!! Ma appena si accorgeranno del disastro culturale, vedrà Dottoressa Gelmini! Ma lo sa lei che la maestre e i loro alunni sono le uniche a “bere” il territorio e la cultura a tutto tondo?…

Lasciamo perdere Dottoressa, lasciamo perdere…faccia di noi ciò che vuole, se le sarà dato di farlo, ma non tiri fuori la bontà di un servizio con orari diversificati comodi per le famiglie, perché qui si parla di bambini ancora incapaci di intendere e di volere sulla cui pelle voi decidete …lasci perdere la disinformazione nostra e si informi lei su ciò che si fa ovunque per tamponare le falle di una politica che è sempre sotto e indietro rispetto alle difficoltà, alle problematiche reali…ma cosa c’entra l’essere di destra o di sinistra come dite voi quando fa comodo, lasciamo perdere, qui si tratta del futuro che non ricorderà più né il suo viso, né il mio di comune maestrucola di team, né quello degli attuali partiti…futuro futuro futuro, capisce?

Claudia Fanti

Il vero “taglio”, a ben vedere, non è quello di un personale docente comunque candidato – una volta liquidati i piloti, o i fannulloni, i sindacalisti o altri – al ruolo di ennesimo capro espiatorio. Il vero taglio è quello, gordiano, del nodo culturale. La nostalgia (molto diffusa) della maestra unica è la nostalgia di un’età dell’oro (irreale, ma seducente) nella quale la nefasta “complessità” non era ancora stata sdoganata da intellettuali, pedagogisti, psicologi, preti inquieti, agitatori politici e cercatori a vario titolo del pelo nell’uovo. Una società nella quale il principio autoritario era molto aiutato da una percezione dell’ordine di facile applicazione, nella quale il somaro era il somaro, l’operaio l’operaio e il dottore dottore. Una società che non prevedeva don Milani, non Mario Lodi, non Basaglia, ovviamente non il Sessantotto, e dunque, nella ricostruzione molto ideologica che se ne fa oggi a destra, è semplicemente caduta vittima di un agguato “comunista”.

Michele Serra

Per la scuola pubblica è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti… Il ministro Gelmini, dopo la lunga estate di esternazioni, deve presentare al Paese tabelle, provvedimenti attuativi di leggi e decreti…

Il sistema dell´istruzione pubblica nelle regioni meridionali ha raggiunto un punto di criticità che non ammette ulteriori sofferenze, altrimenti implode. Sono istintivamente ostile all´idea, lanciata di recente, di stati generali delle scuole meridionali. Perché non ci dobbiamo isolare, non ci dobbiamo difendere, e non ci dobbiamo neppure distinguere. Va bene in una battaglia generale e comune, pretendere standard accettabili, risorse adeguate alle situazioni socioambientali oltre che alla domanda e al numero degli alunni…
In attesa della piena attuazione del titolo quinto della Costituzione.

Franco Buccino

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