Appello al Presidente della Repubblica

Posted on 3 ottobre, 2008

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Caro Presidente,

Le scriviamo perchè conosciamo la Sua sensibilità sulla tematica della ricerca nel nostro paese. Noi, ricercatori, tecnologi, tecnici, e collaboratori amministrativi degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR), ci troviamo protagonisti, nostro malgrado, di un’annosa situazione che sta volgendo inaspettatamente verso un esito negativo. Ci riferiamo alla procedura di “stabilizzazione” del personale precario negli EPR. Tale procedura, iniziata con la legge 296/2006 (finanziaria 2007), viene ad essere abrogata con l’articolo 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter di approvazione parlamentare.

Questo articolo abroga il comma 519 della finanziaria 2007, e l’analogo comma 90 dell’art. 3 della finanziaria 2008, che davano il via alle procedure di stabilizzazione per il personale titolare di un contratto a tempo determinato che avesse già maturato 3 anni di servizio alla data del 29/09/06 (finanziara 2007), o 29/09/07 (finanziara 2008), o che conseguisse tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente a tali date.

In alcuni Enti, è la situazione nel CNR ma non solo, facendo conto sulle proprie risorse di bilancio derivanti dal turn over, in ossequio alle disposizioni di legge, sono state espletate tutte le formalità richieste per stilare le graduatorie necessarie per portare a termine la procedura. Per restare al Consiglio Nazionale delle Ricerche, ad aprile 2008 sono stati convertiti in contratti a tempo indeterminato 248 contratti a tempo determinato. Per la tranche successiva, si era in attesa di autorizzazione da parte della Funzione Pubblica. Purtroppo, però, al posto dell’autorizzazione, è arrivata la notizia del suddetto ddl 1441, con il quale, non solo viene negato il posto a tempo indeterminato, ma, contemporaneamente, viene prospettato il licenziamento entro 90 giorni dall’entrata in vigore della norma (a causa del combinato disposto del ddl 1441 e dell’art. 49 della legge 133/08).

Quindi, da personale in attesa di assunzione a tempo indeterminato, diventiamo aspiranti disoccupati. Aggiungendo la beffa al danno, tale norma va ad incidere su persone che, a causa del blocco delle assunzioni perpetrato dal 2002 a tutto il 2006, sono state reclutate con contratti a termine nella speranza di vedere mutate le condizioni generali. L’anzianità così maturata, da vantaggio ai fini della graduatoria, si è tramutata in SVANTAGGIO, a causa delle norme contenute proprio nell’articolo 49 della legge 133/2008.

Senza considerare il personale interessato presso gli altri Enti Pubblici di Ricerca, già solo all’interno del CNR ci sono circa 700 persone in questa scandalosa situazione, che rapportati agli attuali circa 8000 dipendenti a tempo indeterminato, rappresentano pressappoco il 9% della forza lavoro.

Stiamo parlando di personale che nella stragrande maggioranza dei casi ha altissima qualificazione e che con il proprio lavoro permette agli EPR di mantenere livelli di eccellenza in molti ambiti di ricerca, spesso avendo anche responsabilità su progetti di ricerca nazionali o internazionali.

Le chiediamo, nell’ambito delle Sue prerogative, di valutare la possibilità di un Suo autorevole intervento. Stiamo chiedendo di non disperdere un preziosissimo patrimonio italiano.

Allo stato delle cose, ci troviamo ineluttabilmente di fronte a un drammatico bivio: continuare con questo stesso lavoro, ma andando all’estero, alimentando la già cospicua e tristemente nota “fuga dei cervelli” (che riguarda non solo il dramma individuale delle persone che la subiscono ma anche lo spreco di pubblico denaro speso nella formazione di personale che investirà poi quel capitale fuori dai confini nazionali), oppure gettare l’esperienza fin qui maturata nell’ambito della ricerca e reinventare una professionalità in altro ambito, cosa certamente difficile per persone intorno ai 40 anni e con i naturali carichi familiari collegati all’età.

Un tale emendamento, nato col fine di razionalizzare la spesa pubblica, finisce in realtà con lo sperperare ingenti risorse umane ed economiche, sulle quali il Paese ha faticosamente investito in questi ultimi anni.

Se è vero che la sfida moderna dell’economia è nello sviluppo della ricerca e della conoscenza, un’azione di questo genere determinerebbe uno svantaggio forse incolmabile rispetto agli altri Paesi industrializzati.

Certi di un suo interessamento alla questione, Le porgiamo cordialmente i nostri saluti.

Francesco Filippone ISM-CNR

Francesca Altieri INAF

Francesca Assennato ISPRA

Carlo Alberto Brunori INGV

Patrizia Calandra IBC-CNR

Valentina Campo ISPRA

Antonella Cirella INGV

Teresa Cuccurullo IBC-CNR

Melania Del Santo INAF

Valentina De Santis IIA-CNR

Chiara Di Pietro IBC-CNR

Raffaele Di Stefano INGV

Alessandra Esposito INGV

Alessandra Fino IIA-CNR

Andrea Fiorentino ISPRA

Raffaela Gaddi ISPRA

Elisbaetta Golini IBC-CNR

Silvia Mandillo IBC-CNR

Daniela Marazziti IBC-CNR

Fulvio Mazzocchi IIA-CNR

Claudio Numa ISPRA

Fabio Paglieri ISTC-CNR

Giuliana Papoff IBC-CNR

Giovanni Pezzulo ISTC-CNR

Sabrina Putti IBC-CNR

Nicoletta Rossi IBC-CNR

Daniela Scarabimo IBC-CNR

Luca Tummolini ISTC-CNR

Michela Zamboni IBC-CNR

L’Osservatorio sulla Ricerca offre un’analisi dettagliata dei punti salienti delle politiche che il Governo ha messo in atto in questi mesi e ospita la SOTTOSCRIZIONE di un Appello al Presidente della Repubblica proposto da un gruppo di “stabilizzandi” e aperto alla sottoscrizione di tutti coloro che sono sensibili al problema.

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