1° compleanno di Speculum Maius

Pubblicato il 7 ottobre, 2008

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Esattamente un anno fa, scrivevo il mio primo post. Ringrazio tutti i lettori affezionati (che non ho idea di quanti siano, in realtà) e tutti i passanti “casuali”.

In un anno, qui si è discusso di un po’ di tutto, coerentemente al nome del blog e alle spiegazioni date in merito. Ultimamente mi è sembrato importante far sentire la mia voce su ciò che credo segnerà il futuro culturale della nostra nazione.

L’ho fatto da maestra perché, nonostante le mie frequentazioni* con i gradi più alti della piramide istituzionale della formazione, continua ad essere il punto di vista privilegiato del mio lavoro da formatrice/progettista di percorsi di formazione.

Aver fatto la maestra nella scuola dei moduli, mi ha insegnato a lavorare in team e a interrogarmi sempre sulla “situazione cognitiva” dell’altro in un certo momento e di fronte ad una certa attività. E io non posso fare a meno di farlo, con i dovuti adattamenti, sempre e comunque.

In tutte le stupidaggini che sono state dette a proposito dell’insegnamento ai bambini della scuola primaria, nessuno ha ricordato l’importanza di essere sempre consapevoli del livello di sviluppo cognitivo del bambino quando si definiscono gli obiettivi. Sembra ovvio ma non lo è. Non ci si può limitare a banalizzare i contenuti perché tanto sono piccoli, dimenticandosi che se i contenuti sono banali non sono neanche interessanti. E lasciamo perdere i bambini che vivono in contesti ricchi di stimoli culturali che, ad esempio, li puoi trovare in una prima che provano a spiegare agli altri come si partecipa ad una videoconferenza. E anche alla maestra tocca dire la sua.

E nessuno ha detto che se vuoi insegnare bene ai piccoli, ciò che dici lo devi studiare tanto, tanto e tanto perché devi arrivare a quel “cuore” del dominio conoscitivo di cui devi porre le basi. Non c’entra la precoce disciplinarizzazione (esaltata, nei fatti, dalle Indicazioni Nazionali): c’entra la tua padronanza della materia. Che è un’altra cosa.

Dunque, chiedo scusa ai lettori con altri interessi che magari vorrebbero un po’ più di varietà ma, come ho letto da qualche parte ultimamente, “chi combatte può perdere ma chi non combatte ha già perso”.

Kisses :-)

*Fino all’anno prossimo sarò all’Università. Non vi nascondo che non vedo l’ora di tornare a fare la maestra.

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Posted in: blogging, maestre