E il commissario ad acta ve lo pagate voi!

Posted on 11 ottobre, 2008

0


In questo pazzo pazzo mondo, in cui è stato permesso il proliferare delle sedi universitarie fin sotto casa del potenziale cliente/studente ed ora – quasi per compensare – ci apprestiamo a condannare al pendolarismo i bambini dalla prima classe elementare, è arrivato anche il decreto 154, dedicato alle  “Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali”.

E che c’entra con la scuola, direte voi? C’entra, c’entra.

Un po’ alla chetichella (sarà questo fastidioso ronzio che si alza dalla trincea, da quelli che nella scuola ci stanno tutti i giorni), nell’articolo 3 hanno aggiunto un nuovo comma (il 6-bis per l’esattezza) all’art. 64 del decreto-legge  25 giugno  2008,  n.  112 (quello, per intenderci, che ha deciso di contenere razionalizzare la rete scolastica e da cui poi, la Gelmini, ha preso una serie di idee interessanti per l’ammodernamento della nostra cara scuola).

In pratica, cosa si erano dimenticati di scrivere nell’altro decreto?

Che entro il 30 novembre prossimo (e così negli anni a seguire fino al conseguimento della quota di tagli prefissata), le regioni e gli enti locali devono stilare la lista delle scuole da chiudere/accorpare e pertanto

il Presidente del Consiglio dei Ministri […] su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica. Ove le regioni e gli enti locali competenti non adempiano alla predetta diffida, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, nomina un commissario ad acta. Gli eventuali oneri derivanti da tale nomina sono a carico delle regioni e degli enti locali.

In parola ancora più povere, significa che le regioni che non obbediscono saranno commissariate.

Non bisogna certo essere dei fini costituzionalisti per comprendere la gravità della minaccia dal punto di vista democratico, oltre che la risibilità di questo comportamento in un governo che tanto si riempie la bocca di federalismo, per tacere dell’indebita invasione di campo in ciò che costituzionalmente attiene alle Regioni e agli enti locali.

La Toscana sembra che non ci stia. E le altre regioni che faranno?

Annunci