Mala tempora currunt

Posted on 29 ottobre, 2008

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E’ qualche giorno che mi ronza in testa – insistente come quelle mosche che non ti danno tregua nella calura estiva – il concetto di hybris.

Alla ricerca di un link da offrire anche a chi non ne ha sentito parlare, ho consultato la Treccani prima come enciclopedia e poi come vocabolario. Risultato:

orgogliosa coscienza della propria potenza o fortuna

ma anche

atteggiamento di oltraggiosa arroganza che spinge l’uomo a contrapporsi agli dèi e che ha come conseguenza un destino avverso.

Citati (in un libro che amo molto soprattutto per il motivo per cui mi è stato regalato) ci ricorda che

Apollo impose agli uomini dei limiti. Non dovevano superare, o tentare di superare, i confini tra la loro condizione e quella divina: tra dèi e uomini non c’era nessun passaggio graduale – ma un abisso, che egli voleva rendere ancora più invalicabile

E in questo rimuginare, qualcuno (potete scaricare qui lo scritto che Cosimo De Nitto mi ha spedito e per la cui attenzione ringrazio) mi ricorda che

nell’intervista del 27 ottobre al Corriere della Sera, la ministra Gelmini  smentisce ciò che è scritto nella mozione che l’on. Cota della Lega…

Intendiamoci, che si sia ricreduta sulle classi separate mi pare una buona, anzi ottima cosa. Resta però l’amarezza per ciò che ha dimostrato questa triste vicenda.
Che la ministra faccia marcia indietro pigliando a pesci in faccia Cota, la Lega, i suoi stessi parlamentari, amen, è un problema loro, verrebbe da dire. Questo è il loro stile.

Ma che si metta sotto i piedi un atto formale del Parlamento, indipendentemente da chi l’ha votato, mi sembra cosa da Repubblica di Bananas. Lei supera di gran lunga il suo capo che, almeno, si limita a smentire se stesso, le sue stesse smentite e le smentite delle smentite.

Questa è hybris. E la hybris, alla lunga, non ha mai pagato. I Greci insegnano.

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