Quello che descrivo

Posted on 7 dicembre, 2008

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“Quello che descrivo è un caso dannoso e ignobile di smaltimento di rifiuti tossici e l’utilizzo di sostanze e reattivi chimici potenzialmente tossici e nocivi in un edificio non idoneo a tale scopo e sprovvisto dei minimi requisiti di sicurezza”. Così Emanuele comincia le cinque pagine datate 27 ottobre 2003, tre mesi prima della sua morte.

da Diario di borgo

Storie del tutto  – scrive  la Repubblica – simili a quella di Emanuele Patanè, il 29enne ricercatore che prima di morire per un tumore al polmone ha affidato al suo diario il drammatico racconto di quei suoi anni di lavoro in un ambiente killer e dell’ultimo stadio della sua malattia vissuta nell’assoluta indifferenza di quanti, vertici dell’Università e responsabili della Facoltà, ben sapevano non solo del mancato rispetto delle più elementari norme a tutela della salute ma anche della già lunga lista di vittime e di ammalati. […]

Tacciono ancora i vertici della Facoltà a cominciare dal preside Giuseppe Ronsisvalle. Parla, ieri, per la prima volta il presidente della Regione Raffaele Lombardo che, a Catania per fare il punto sullo stato della sanità siciliana, commenta così la vicenda del laboratorio della morte: “È una vicenda gravissima, che mi ha inquietato ed amareggiato enormemente. Non è che ci vuole la Regione o la polizia che controlli. Ci vuole la coscienza di chi sa e magari chiude un occhio facendo correre un rischio e facendo perdere la vita agli altri, che magari non lo sanno o sono costretti a farlo per ragioni di carriera o addirittura di lavoro e di vita”.

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Posted in: aula dei veleni