Ma i prof, della riforma, che ne pensano?

Posted on 30 gennaio, 2009

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Ovviamente, quando mi riferisco ai prof, parlo dei colleghi che sono ai “piani alti”, dalle medie in su… L’appellativo riguarda infatti solo loro (anche se spesso i giornali fanno rientrare anche le maestre nella categoria mentre chi lavora a scuola sa che non è così).

Dicevo, quindi, i prof della riforma che ne pensano? Il fatto che l’approssimazione da Azzeccagarbugli che caratterizza le riforme epocali del centro-destra in tema di scuola li abbia risparmiati per un anno, basta a girarsi dall’altra parte confidando in un “speriamo che io me la cavo”?

In un precedente post sull’argomento, in cui riportavo un brano di Marina Boscaino, Marco ribadiva che “non tutti gli insegnanti di medie e superiori latitano sulla questione…”, eppure continuo a trovare articoli in cui si sollecita la categoria a prendere posizione, a interrogarsi o, ancor meglio, a prendere coscienza che il cambiamento è ormai alle porte (che piaccia o meno).

Il mio piccolo contributo alla potenziale discussione con l’incipit di queste riflessioni di Rodolfo Rossi su Scuola Oggi a cui aggiungo anche il link ad un articolo su Sole24Ore di Luigi Illiano, in cui si chiedono (ovviamente da parte di Confindustria) garanzie per la riforma …

Gradirei che di riforma della secondaria superiore si discutesse. Se di riforma si tratta, e credo sia così.
Vero che tutto è stato rinviato di un anno. Ma i documenti oramai, anche se non ufficiali, girano per le scuole. Al momento, se non erro, sono al vaglio del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.

Mentre il dibattito sul primo ciclo è in atto da tempo (e mi pare che il fronte si divida tra chi critica pesantemente i provvedimenti Gelmini e li ritiene una catastrofe comunque, e chi ritiene che la trattativa con le OO.SS. sia stata vera per cui la manovra sugli organici e sull’autonomia potrebbe dare qualche spiraglio) delle superiori si parla poco.

Faccio solo presente che un elemento di critica dovrebbe essere che per l’ennesima volta viene pesantemente, o meno, toccato il primo ciclo, mentre il secondo ciclo attende da cinquant’anni una riforma. Quanti convegni, quanti dibattiti, ma alla fin fine e concretamente il nulla. Nel frattempo la secondaria superiore è passata da scuola di élite a scuola di massa.

E mi si consenta un ragionamento “cattivo”: non è che i risparmi di Tremonti prima spalmati su tutti ora si concentrino solo sul primo ciclo ? Perché allora la corporazione della secondaria superiore sarebbe ulteriormente salvificata. [continua]

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Posted in: scuola