I mercanti nel tempio

Posted on 7 febbraio, 2009

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Sotto gli occhi attoniti del Paese e sotto gli occhi che non vedono di Eluana Englaro ieri è andato in scena uno scambio di favori al ribasso, col Dio italiano consegnato alla destra berlusconiana, come un protettorato, in cambio di una difesa di valori disincarnati e precetti vaticani, da parte di un paganesimo politico servile e mercantile.

Ezio Mauro

«Il decreto del governo è un errore, si oppone all’idea di libertà su cui è radicato il concetto occidentale dell’uomo. E lo dico da cattolico…

«Napolitano ha fatto il suo dovere di Presidente, ha richiamato l’attenzione sulla sostanza della Costituzione. Un uomo saggio. Almeno uno….
L’errore che con Eluana stanno facendo religiosi e uomini di governo è di cadere nella politicizzazione di qualcosa che con la politica non c’entra niente, che è metapolitico».

Giovanni Reale

“Una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in stato vegetativo” spiega il dottor Berlusconi, dopo avere esaminato la cartella clinica della signorina Eluana Englaro. Fantastica e illuminante ammissione involontaria, questa del Presidente del Consiglio: una donna, per i talebani e per gli opportunisti, è una fotocopiatrice biologica, un apparecchio di riproduzione, semplice terra nella quale buttare un seme e poi vederlo germogliare, senza che la terra stessa, fertile, ma sorda, possa obbiettare. La sua volontà non conta. Le donne, come la terra, non possono decidere se e quando generare, nella visione di questi seminatori assoluti. Il solo fatto che questa ipotesi sia stata pensata, senza avere visto le immagini di quei resti umani che rendono disumano il solo pensiero di una gravidanza, dimostra la desolazione morale e la insensibilità di chi l’ha formulata. Ora quel corpo è stato anche, figurativamente, violentato nella sua intimità più vulnerabile.

Vittorio Zucconi

Update

come si arriva a pensare che una creatura in stato vegetatitvo da 17 anni possa generare un figlio? tramite uno stupro, forse?

Angela

Sono un medico anestesista e scrivo in seguito alla lettura dell’editoriale di Ernesto Galli della Loggia apparso oggi sul sito. Giudicare arbitraria l’interpretazione della volontà di Eluana da parte di un tribunale è una posizione rispettabile, sana in un ordine democratico, e comunque auspicabile in un vivere civile che si fonda sulla sintesi delle diverse opinioni. Meno comprensibile invece appare lo spartiacque imposto dal giornalista su quello che secondo lui si definisce “terapia” e quello che invece sarebbe “nutrizione”. L’inserzione di un sondino nasogastrico è un atto medico. In pazienti in stato vegetativo spesso richiede la somministrazione di farmaci sedativi ed eventualmente l’esecuzione di una laringoscopia (cioè la visione diretta dell’esofago a mezzo di strumentazione invasiva). Senza il sondino Eluana muore. Ma nel sondino vengono somministrate miscele calibrate al milligrammo per mantenere l’equilibrio dell’organismo, che viene a sua volta monitorato mediante esami del sangue. Non è che le danno frullati di panini alla mortadella e amen. Forse la differenza che il giornalista dovrebbe cogliere è che nella stanza degli ospiti a casa sua, senza un medico o un infermiere al suo fianco, difficilmente riuscirebbe a tenere in vita Eluana per più di due settimane, e la natura, appunto, farebbe il suo corso. Inoltre questa visione del personale sanitario come semplice distributore di farmaci la ritengo, oltre che offensiva, un tantinello ignorante.

Vincenzo Iori

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