Sadismo di Stato

Posted on 22 febbraio, 2009

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Forse il collegamento telefonico di Beppino Englaro con la manifestazione promossa da Micromega ha favorito una certa risonanza dell’avvenimento, anche se credo che la maggior parte delle persone non si sia ancora resa conto di ciò che si sta legiferando in tema di “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” (alias “testamento biologico”).

Quando ieri sera ho sentito Beppino Englaro sottolineare la presa di posizione della Federazione Cure Palliative sui possibili effetti aberranti del “sondino di Stato”, mi si è gelato il sangue nelle vene.

Se dovesse essere approvata una legge che esplicitamente ed indiscriminatamente impone l’idratazione e la nutrizione artificiale per tutti i malati (art. 5 comma 6), – si legge nel documento – ci troveremmo di fronte a tale obbligo anche per le persone che vivono una fase di inevitabile e prossima terminalità.

Per loro non si tratta di non iniziare o sospendere una terapia, ma di accompagnarli a una fine dignitosa con tutti gli strumenti che la medicina oggi offre. Nell’accompagnamento del processo di morte naturale, per evidenti cause cliniche, il malato non è più in grado di ricevere acqua e cibo, è il corpo stesso della persona che sta vivendo l’ultimo periodo della sua vita che non sente più il bisogno di mangiare e bere, come sa bene chiunque abbia assistito alla fine di una persona cara.

Sì. Chiunque abbia assistito alla fine di una persona cara consumata da un tumore, l’ha vista contorcersi per dolori talmente forti da provocare conati di vomito continui.

L’ha vista perdere peso fino a diventare l’ombra di se stessa e gli occhi perdersi in un viso scarnificato.

Ha visto la dose giornaliera di morfina aumentare sempre di più, fino a portarla in uno stato di torpore quasi permanente.

L’ha vista smettere di mangiare e di bere.

L’ha vista lottare con la morte fino all’ultimo, tra i rantoli della mancanza di ossigeno.

L’ha pregata di lasciarsi morire per amore delle sue figlie.

Tutto avrei pensato, tranne il fatto che un giorno avrei pregato mia madre di lasciarsi morire… Ma fino a che la vita non ti catapulta in certi anfratti bui e paurosi, non puoi saperlo.

Dunque, se ci fosse stata questa legge, avrei dovuto permettere che le si attaccasse un sondino per prolungare l’opera di uno dei tumori più dolorosi e devastanti che ci siano?

Questo vorrei sapere.

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Posted in: senza parole