A proposito di didattica su Facebook

Posted on 28 febbraio, 2009

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Quello che leggerete sotto, è un intervento che avrei voluto postare all’interno del gruppo Didattica in Facebook? No grazie! però – vedi che sprovveduta – non ne accetta di così lunghi…

Intervengo con una prima doverosa precisazione: se non avessi collaborato con Andreas per le riflessioni metodologiche circa l’utilizzo di una blogo-classe per l’insegnamento universitario e non avessi avuto parte in prima persona a quell’esperienza, forse l’avrei pensata diversamente.

Come docenti e studiosi-curiosi delle dinamiche formative dentro/fuori/attraverso la Rete, è giusto interrogarsi sulle potenzialità di FB soprattutto alla luce di questa travolgente pervasività che fa sì che tu possa ritrovare proprio tutti (fornaio e parrucchiere sotto casa incluso) in questo social network.

Io ho aperto un account su FB prima che scoppiasse questa moda perché volevo vedere come era fatto dentro 😉 e l’ho poi dimenticato finché gli studenti del master in cui sto intervenendo con un modulo sulla didattica dei beni culturali mi ci hanno “tirato dentro”. Non ci sono però arrivati da soli ma grazie a Francesco Leonetti che sicuramente crede molto più di me in questo… contenitore.

Perché poi alla fine di cosa stiamo parlando se non di un nuovo contenitore? Faccio mie le osservazioni circa i limiti di FB in campo educativo fatte precedentemente da Italo Lo Sero – 1) Non è facile da usare. 2) E’ fatto per vendere pubblicità. Gli spazi a dx sono sempre pieni di ‘richiami’… 3) E’ lento. Spesso. 4) E’ sempre aperto a tutti: si vedono in chat tutti gli amici e i loro interventi; ok per l’impiego ‘sociale’ di svago, meno per la didattica – ed anche quelle relative alla ricerca più delle somiglianze che delle differenze fatte da Francesca Scalabrini (se non erro) ma ciò non toglie nulla alla bontà di un intervento didattico che lo reputi adeguato a soddisfare determinate esigenze metodologiche.

Alla fin fine, in Rete hai la possibilità di strutturare il setting pedagogico come più ti piace: puoi decidere se fare lezione all’aperto o “in aula”, con metodo cooperativo o “istruttivo”, con un brano da ascoltare, qualcosa da leggere da scrivere o che so io. Il tutto con una flessibilità impensabile “off line”.

Però, ciò non toglie, che usare FB significa entrare in un recinto in cui non siamo noi i padroni, in realtà. Il problema della proprietà intellettuale sollevato ultimamente dal cambiamento delle regole in corsa da parte di FB meriterebbe di essere ulteriormente approfondito, ad esempio, nonostante le rassicurazioni dello staff. Chi come noi deve affrontare continuamente le problematiche legate al copyright sa che non è una questione di poco conto.

Poi c’è quella della “cancellabilità” dell’account (sì è vero che ora lo oscurano, però… non si cancella). E poi c’è tutto quello… che c’è fuori.
Molto spesso gli studenti con cui abbiamo a che fare, utilizzano già senza un’adeguata consapevolezza la Rete, non solo per ciò che riguarda la netiquette (ed FB, secondo me, è un’ottima palestra per insegnare ciò che non dovrebbe essere fatto nelle relazioni online) ma proprio per ciò che concerne le ricchezze della Rete.

E con i blog che facciamo? Li votiamo al cross-posting? Non c’è poi il rischio che ci si chiuda qui dentro a fare una didattica 2.0 un po’ troppo monocorde? Chi glielo insegna ai ragazzi poi a “surfare” lì fuori? Insomma… c’è proprio tanto su cui interrogarsi.

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