“Portar via” per “condurre altrove”

Posted on 7 marzo, 2009

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Stasera* sono stata gentilmente ospitata da Andreas nella prima sessione online del corso di Editing Multimediale della Italian University Line.

In teoria, la sessione sarebbe dovuta essere al chiuso della piattaforma della IUL, appunto, ma il bravo prof. Formiconi ha visto la bella serata ed ha pensato di portare i suoi studenti a fare una passeggiata fuori, lì dove c’erano strani personaggi curiosi a girare attorno al muro e a sospirare: “Potessi dare solo una sbirciatina dentro!”.

E così, il nostro prof, ha scelto una radura in mezzo al bosco che si chiama WiZiQ, un posto ben attrezzato per “fare scuola in virtuale”, come potete vedere dal video sotto

Molte maestre e qualche professore si sono così seduti in cerchio scambiandosi due chiacchiere in libertà (eco permettendo 🙂 ma si sa com’è all’aperto! ) sulle aspettative e i timori di quella che Andreas ha chiamato “la passeggiata nel bosco”.bosco

E qui, la mia mente e il mio cuore sono andati in fibrillazione. Le metafore, soprattutto nel campo della formazione, non sono mai neutre. “Noi veniamo parlati dalle nostre parole”, direbbe Angelo Franza, che ci ricorda [p.103] come Aristotele considerasse la metafora come lo strumento privilegiato per l’apprendimento:

L’uso della metafora è raccomandato essenzialmente per due obbiettivi propri del calcolo retorico: il raggiungimento della chiarezza dal punto di vista dell’apprendimento e il carpire l’attenzione dal punto di vista dell’espressione. […] Già qui ve ne sarebbe a sufficienza per sedare le ansie di quanti, preoccupati per una didattica ritenuta priva di scienza e forse anche di coscienza, confidano nelle virtù di gadgets tecnologici, di lavagne portentose o di seducenti schermi luminosi.

L’attualità di queste considerazioni, scritte nel 1994, mi sembra veramente sconcertante (non a caso ho linkato il post di Gianni Marconato sulle LIM).

Ritornando però alla metafora della passeggiata nel bosco, non ho potuto ignorare il richiamo della lezione di Riccardo Massa e delle sue parole sulle Seduzioni, suggestioni e incantesimi nell’intervento formativo (in: Nanetti F. (a cura di), “Fare formazione a scuola – Teorie e modelli, IRRSAE Emilia Romagna – Synergon, Bologna 1996, pp.27-41)

Il rapporto costitutivo tra educazione e seduzione è bene indicato dalla immediata affinità semantica di questi due termini. Seduzione significa “condurre in disparte”, educazione “condurre via”. Questa affinità consente di compiere alcuni movimenti concettuali utili a pensare criticamente l’idea di “formazione”, oggi esposta a tali abusi e slittamenti discorsivi da risultarne estenuata e svirilizzata. […]

Risulta imbarazzante parlare dell’emergenza di relazioni seduttive negli interventi formativi, tanto può essere corrivo nelle sue consuete sdolcinature psicologiste. [ 🙂 ] Più interessante è riportare l’esperienza di formazione in quanto tale a quel tipo specifico di struttura seduttiva in cui consiste l’esperienza del fare educazione nel senso del “portar via” per “condurre altrove”, e quella dell’educarsi e del farsi educare nel senso del “trovarsi altrove” e “lasciarsi condurre altrove”

Si tratta infatti di un codice pedagogico originario, a sé stante, che non concerne tanto la norma e l’istituzione ma riguarda piuttosto l’altrove e l’aperto, il lontano e il diverso. Esso ha più a che fare con l’esterno che con l’interno, o meglio, con un sommovimento dell’interno a partire da uno spostamento verso l’esterno. Troppo spesso in realtà si tratta dell’immissione in un luogo chiuso e recluso, ma sempre di un luogo materiale

E’ certo importante intendere un simile altrove come un luogo dello spirito, uno spazio psicologico interno, relativo all’incontro a al contatto con il nuovo e il diverso in senso sia affettivo sia cognitivo. Ma nel caso della formazione risulta essenziale, in particolare, un movimento reale di decentramento in un luogo e un tempo “altro” da quello in cui si soggiorna e si trascorre comunemente. In ciò che Foucault ha appunto chiamato, ponendone in luce la funzione coercitiva e sovversiva, “eterotopia” ed “eterocronia”.

So, per esperienza, che Massa non è autore di facile lettura soprattutto per chi non sia particolarmente addentro al suo pensiero pedagogico ma la metafora della passeggiata nel bosco è un buon filo conduttore 😉

Immagine: Claudio®

* il post è stato cominciato ieri e finito oggi.

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