Chi è quel qualcuno che segnalerà?

Posted on 23 marzo, 2009

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Si erano vergognati anche loro (o, almeno, una parte di loro) di quello che stavano facendo. Ma, a quanto pare, nonostante le rassicurazioni, il “rischio fiducia” sul decreto sicurezza è più vicino. Nonostante le rassicurazioni. Che poi, a pensarci bene, delineavano uno scenario anche peggiore. “Non c’è obbligo di denuncia o di segnalazione: la farà solo chi vorrà” come a dire: se proprio uno non trattiene i propri istinti o frustrazioni, può sfogarli.stesso sangue stessi diritti

Ed è suonata la campana anche per gli insegnanti. In quanto pubblici ufficiali, se la clandestinità è un reato, sono costretti a denunciarla. Di fatto, potrebbero anche incorrere nel reato di omissione di atti di ufficio,
se si rifiuteranno. E non c’è possibilità di obiezione di coscienza.

La si può rigirare come si vuole, si può minimizzare, ma le varie norme del decreto si incatenano l’una all’altra.
Reato clandestinità vuol dire che non si iscrivono i figli nemmeno all’anagrafe. E poi si fa finta di indagare sui bambini scomparsi nei vari CTP. Reato clandestinità, unito all’abolizione della tutela del segreto nelle cure vuol dire che non si andrà più nemmeno al pronto soccorso. E
nemmeno a scuola, ovviamente. [continua]

Anna Pizzuti

E mentre la Gelmini pensa che il decreto non riguarderebbe la scuola (poverina! Non sa che, nonostante gli insulti quotidiani, noi docenti rimaniamo comunque “pubblici ufficiali”) a me viene da vomitare e non riesco ad aggiungere altro.

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