A mo’ di rassegna stampa

Posted on 27 marzo, 2009

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Non avendo la possibilità di rubare neanche altri 5 minuti al lavoro, segnalo velocemente qualche articolo che potrebbe essere utile di là da Andreas (c’erano infatti delle domande circa il problema della proprietà dei contenuti su FB che, detto fra noi, tenta di farla ben più sporca di altri socialnetwork sul tema) ma anche qui a proposito della macelleria scolastica in atto.

Di Facebook e della proprietà intellettuale (per tacer della censura e del “batter moneta”)

NoLogo/ La proprietà dei contenuti (by Punto Informatico)

Ora, Facebook aveva davvero esagerato, con regole tipo l’impossibilità di cancellare i propri contenuti, con pesanti ripercussioni anche sul diritto alla privacy: in genere però pensiamoci, ogni volta che rogniamo sulla richiesta di cedere i diritti di sfruttamento economico dei contenuti pubblicati su piattaforme gratuite. Noi di quei diritti non ce ne facciamo niente, loro sì, e se “loro” da qualche parte non guadagnano, noi prima o poi torneremo a proiettare diapositive in salotto dopo aver legato i parenti alle sedie. [E sì, che vuoi che sia cedere il proprio diritto alla privacy? n.d.r.]

Prigionieri tra due censure (by Punto Informatico)

Utenti e cittadini, nel giro di poche settimane si ritrovano minacciati tra due censure: quella di Stato e quella privata di un intermediario atipico come Facebook che – condizioni di uso alla mano – si arroga il diritto di decidere di cosa si può parlare, scrivere e dibattere e di cosa, invece, è sconveniente. È una situazione preoccupante perché in gioco vi è l’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero in questo Paese e altrove.

Facebook pensa in grande  e si prepara a battere moneta (by Repubblica)

Con i suoi 175 milioni di “abitanti”, Facebook è ormai una comunità ben più popolosa di molti Stati. E chi pensa che un sito internet, per quando grande, non possa essere paragonato a una nazione, dovrà ricredersi se, come pare, Facebook acquisirà la prerogativa di battere moneta, trasformando un social network di grande successo in un enorme mercato globale.

Delle bugie sulla scuola

Balle in libertà (by Rete Scuole)

Ma soprattutto mancano gli insegnanti per i moduli a 30 ore: ne occorrerebbero altri 7.650. Ciò vuole dire che oltre 300.000 famiglie che si aspettavano i moduli non saranno soddisfatte. E spiega anche perché il taglio si abbatterà di più sul Sud dove c’è poco tempo pieno e prevalgono i moduli.

E qui salta fuori la terza balla. Il Ministro infatti in televisione parla di tempo pieno che viene mantenuto, ma in realtà la legge non parla più né di tempo pieno né di moduli: parla di 40 ore, di 30 ore. E tutto ciò perché il Ministro sapeva che gli organici non sarebbero bastati per riprodurre quei modelli didattici. Ed infatti ha previsto già nella legge di grattare il fondo del barile tagliando tutte le compresenze, non solo nelle prime ma anche nelle seconde nelle terze nelle quarte e nelle quinte giusto per garantire “pezze orarie” di due ore a insegnante per tappare i vuoti. I bambini si troveranno così sballottati tra un numero di insegnanti che potrà variare da cinque a dieci, dentro a un orario-spezzatino, come alle medie, peggio che alle medie. In questo modo non solo il tempo pieno non viene garantito nelle prime, ma viene snaturato anche nelle seconde nelle terze nelle quarte nelle quinte. E non solo il tempo pieno, anche i moduli.

Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti (by Scuola Oggi)

L’insegnamento solo frontale
Con l’eliminazione di tutte le compresenze dei docenti nella scuola primaria e la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore settimanali nella scuola secondaria di primo grado, nel primo ciclo dell’istruzione saranno possibili solo modalità di insegnamento di tipo frontale.
In questo modo sparisce ogni traccia di funzionalità dell’organico dei docenti all’autonomia scolastica. L’autonomia didattica e organizzativa attribuita alle istituzioni scolastiche è una prerogativa esercitabile in presenza di una quota di risorse sufficiente a rendere più flessibile l’offerta formativa. Un monte orario delle risorse professionali assegnate in modo corrispondente al monte orario delle lezioni da impartire agli alunni riduce praticamente a zero le opportunità di flessibilità di organizzazione didattica (gruppi di recupero, classi aperte, laboratori, …) e con esse la principale potenzialità dell’autonomia scolastica per garantire il successo formativo a tutti gli studenti.
L’azzeramento della contemporaneità docente e di ogni altra disponibilità oraria dei docenti comporta anche difficoltà nell’organizzazione del servizio mensa, nella realizzazione delle uscite didattiche, nella copertura delle supplenze brevi, nell’alfabetizzazione linguistica e nell’integrazione degli alunni stranieri, nelle attività alternative per chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica.

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