Le Cassandre inascoltate

Posted on 6 aprile, 2009

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Qualche giorno fa, di sfuggita tra un abstract e l’altro, avevo “orecchiato” la notizia del fisico abruzzese che aveva denunciato a gran voce il rischio di un terremoto devastante, con il risultato di essere trattato da idiota e mentecatto (il Corriere sembra descriverlo quasi come un deficiente – forse sulla scia delle parole di Bertolaso – che si diverte a profetizzare ‘i terremoti che non ci sono’) tanto da meritarsi una denuncia ad hoc.

Motivo per cui stanotte – mentre la situazione precipitava – lui non ha potuto fare niente perché aveva già un avviso di garanzia sul groppone. E adesso ci troviamo di fronte ad una tragedia di inaudite proporzioni.

In questo Paese non si usa più chiedere scusa per niente ma ci sono troppi morti e famiglie che non hanno più nulla perché Bertolaso continui a cavarsela (ieri come oggi) con “i terremoti non si possono prevedere”.

Io credo che il popolo italiano (tutto, non solo quello che ha diritto di parola perché ha votato centro-destra) ha bisogno di capire un po’ meglio se certi avvenimenti non possono essere previsti o non hanno un particolare appeal in campagna elettorale, quando è meglio regalare il permesso di continuare a cementificare scriteriatamente, “secondo il senso estetico degli italiani”

Se un sisma non è prevedibile – si leggeva qualche giorno fa sulla cronaca abruzzese – non occorre invece essere degli scienziati per ipotizzare che un edificio costruito male in caso di forte terremoto è destinato a crollare. Da qui la proposta dell’assessore Stati: nel piano casa va previsto un finanziamento ad hoc per mettere a norma anti-sisma scuole ed  edifici pubblici.

176 scosse in tre mesi credo che bastassero per provare a rispondere alla domanda: Ma siamo pronti a gestire l’evento?

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