Chi era Riccardo Massa

Pubblicato il 17 aprile, 2009

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ricmassaIo Riccardo Massa, sfortunatamente, non l’ho mai conosciuto. Quando ho frequentato il Master in Sviluppo delle Competenze Cliniche nelle Professioni Educative e Formative alla Milano-Bicocca lui non c’era già più ma la sua presenza era quasi palpabile.

E non solo nelle parole e nel ricordo costante di Angelo Franza, che mi onoro di chiamare maestro e che Anna Rezzara (p.15) ha giustamente ricordato essere coprotagonista del percorso di ricerca che ha dato vita a quella metodologia di studio, consulenza e supervisione definita Clinica della formazione.

In quella prima edizione senza di lui, conobbi molti suoi studenti e mi colpì molto una maniera di parlare di pedagogia… che non sembrava pedagogia. Del resto, io non ci sono mai andata d’accordo con i pedagogisti e se non fosse stato per Giuseppe Russillo (unica eccezione alla regola) – che probabilmente ha visto in me più lontano di quanto io stessa volessi o potessi, sopportando le mie fughe verso altri lidi disciplinari ma riportandomi poi sempre a casa :-) – non sarei né una maestra, né una che si interessa, per passione e professione, di “accadimenti formativi”. E, soprattutto, non avrei fatto questo master. Io volevo fare il formatore aziendale! :-DImmagine di Dalla scienza pedagogica alla clinica della formazione

Ma torniamo a noi. Perché questo post? Perché non si può parlare di dispositivi pedagogici senza conoscere chi ha mutuato il concetto da Foucault, trasponendolo in campo pedagogico. E dato che scopro che il concetto viene riproposto da Bertagna in diverse sedi (come riportato Margherita e Gianni, per esempio) mi sono sentita moralmente obbligata a farlo.

Prima di tutto quindi, mi pare opportuno segnalare agli interessati il testo di cui vedete la copertina sopra, che propone gli atti del Convegno del 2001 a lui dedicato in cui ci sono anche alcuni suoi scritti. Il link che ho messo alla curatrice degli atti, Anna Rezzara, vi permetterà di consultare l’indice e parte del testo su Google Books. Credo che per chi non lo conosca sia un incipit adeguato e non troppo in salita.

Come ho detto altrove (e spesso) per capire Massa devi studiare, studiare e studiare ed io continuo a farlo, perché la sua opera è troppo vasta e profonda per permetterne una lettura superficiale.

Ho selezionato poi un’intervista fattagli da Fabrizio Eva nel 1999, in cui si parla dell’autonomia scolastica e dei suoi potenziali pro e contro. Mi è piaciuta molto, non solo perché Massa qui parla come noi umani :-) ma soprattutto perché ci ricorda che lui era uno che “si sporcava le mani” con i docenti di scuola. Se la sua teoria è forte, la sua pratica non lo era di meno. Lui era “il maestro delle maestre” e non ci sono tanti professori universitari che verranno ricordati così…

Anche un link su Foucault a scuola potrebbe essere utile (con particolare attenzione all’intervento di Raffaele Mantegazza) e, ovviamente, il suo Cambiare la scuola. Educare o istruire? è una lettura importante, soprattutto per i docenti e, in genere, per chi vuole saperne di più sulla scuola come dispositivo.

Come inizio mi sembra abbastanza. ;-)

Credits: la foto di Riccardo Massa – l’unica che sono riuscita a trovare – è stata presa dal sito dell’Istituto Comprensivo a lui dedicato di Milano.

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