Adotta un e-book!

Posted on 5 maggio, 2009

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Questo post è stato cominciato qualche giorno fa, prima che l’influenza mi mettesse KO (ma forse non è stata solo quella 😉 ). Non sono ancora in gran forma (proprio per niente, direi) ma ho deciso di dedicarci un po’ di energie soprattutto dopo aver scoperto di rischiare di essere tacciata di “resistenza all’innovazione” (per i più curiosi, qui il sunto perché lo sviluppo della discussione lo trovate su FB). E con i tempi che corrono, non vorrei che creassero un reato ad hoc! 😀

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1° maggio

Non vi nascondo che sono in un periodo no. Quelli che mi leggono più spesso sanno che ogni tanto cedo allo scoramento per tutta l’ipocrisia, l’approssimazione e l’incoerenza che caratterizza tutto questo parlarsi addosso di LIM, e-book, LO… (ecc. ecc. ecc.) come se fossimo nel paese dei balocchi. Di solito mi riprendo ma l’ultima cosa che vorrei è diventare uno di quei docenti naïf che

non coglie la contraddizione tra gli scenari descritti e le intenzioni annunciate dall’amministrazione scolastica in occasione delle annuali parate sulle tecnologie e il disinvestimento sulla scuola operato dalla stessa.

Ho letto con attenzione la sintesi fatta da Gianni Marconato sulla discussione sparsa in vari luoghi della Rete relativamente alla rivoluzione degli e-book a scuola. Non riesco, onestamente, ad appassionarmi alla questione. Perché – oggi – è una falsa questione, se rapportata alla questione educativa.

Perché se io veramente devo parlare di libri di testo come docente, mi devo chiedere:

1) Quale importanza ha nel mio lavoro il libro di testo?

2) Come lo uso?

3) Che grado di “dipendenza psicologica” ho – professionalmente parlando – da questo artefatto tecnologico?

E queste sono domande che prescindono l’appartenenza ai vari gradi di scuola nonché dal supporto fisico destinato a conservare i contenuti che “sostanziano” il libro (con o senza e).

Perché se io uso il libro come coperta di Linus che copra (?) le falle nella mia preparazione disciplinare o della lezione del giorno con un salvifico “Aprite a pag. 54, leggete con attenzione e fate gli esercizi 2, 3, 4”, che il testo sia un PDF o abbia la rilegatura in marocchino, poco importa: il processo formativo rimane sempre lo stesso.

O, ancora, se mi serve a dimostrare (a dirigente e genitori) il completamento del “programma” perché ho dato da studiare tutte le pagine (inclusi gli argomenti che in classe non sono riuscita a spiegare), magari a decine alla volta, io non parlo di un ausilio didattico ma di un comodo alibi.

E mi fermo qui perché se dovessimo elencare le aberrazioni didattiche che vengono perpretate grazie ai libri di testo…

5 maggio

Io non amo IL libro di testo. Amo i libri e ne uso sempre più di uno contemporaneamente. Studio così e così insegno a studiare, cercando ciò che mi serve, dove mi serve, su qualsiasi supporto disponibile. E con l’e-book non credo cambierà sostanzialmente nulla, nel mio modo di lavorare.

Ciò che non mi piace di questa storia sono – prima di tutto – i motivi per cui siamo arrivati alla grandiosa svolta epocale che finalmente (udite! udite!) incorona i nativi digitali: il peso degli zaini e il risparmio delle famiglie.

Per carità! Problematiche non da poco ma anch’io, come ha commentato Gino Roncaglia sul blog di Mario Rotta sono contraria

a far finta di vivere già oggi nel migliore dei mondi possibili, in cui i dispositivi di lettura per libri elettronici adatti alla scuola abbondano, contenuti digitali innovativi per l’apprendimento pure, ed è quindi possibile imporre per legge il passaggio dal libro di testo su carta a quello elettronico.

Insomma un mondo come questo (ringrazio Francesco per la segnalazione)

E in tutto questo parlare di e-book, nessuno che si sia soffermato un attimo sulla pericolosa portata culturale dell’obbligo di scelta per i docenti (nel giro di qualche anno) solo tra i libri di testo che saranno online (prescindendo da merito, contenuti e autori).  E molto altro ci sarebbe da dire ma sembra che la questione sia secondaria…

Personalmente, al momento, sono più interessata alla scelta (anche qui passata totalmente sotto silenzio in certi contesti) all’interesse di Google per la carta stampata ed ai suoi accordi con gli editori. Consiglio di informarvi sul blog di Davide Mana. Oggi scadeva l’ultimatum per quelli di casa nostra. Come sarà andata?

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