Perché non c’è lavoro al Sud?

Posted on 25 maggio, 2009

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Volete una risposta? Anche se potrebbe lasciarvi stupiti? Vi accontento. Su La Tecnica della Scuola, in un articolo intitolato Stranieri tra i banchi: si conferma il boom, ma solo al Nord, si legge:

Continua inesorabile l’ascesa del numero di cittadini stranieri che vivono in Italia e, di conseguenza, il numero degli studenti di origine non italiana iscritti a corsi scolastici del nostro Paese. E questo nonostante i noti problemi di integrazione, comunicazione, l’ancora eccessiva dispersione…

E che ci vuoi fare? Quando un bambino è in età scolare, lo è anche se non è italiano e nonostante i problemi che dovrà affrontare per il suo inserimento a scuola. Però, a ben vedere…

Dietro al sensibile incremento nazionale – dai 50.000 alunnistranieri dell’anno 1995/96 agli oltre 574.000 del 2007/08 – le nostre percentuali (6,5% scarso) rimangono infatti nettamente inferiori a quelli di altri Paesi europei di consolidata immigrazione – in Francia, Germania, Inghilterra, Olanda superano il 10% – ed anche al di sotto a Paesi di recente immigrazione come la Spagna (7,6%).
Ma finché in Italia il Sud, isole comprese, continuerà a tenere gli stranieri lontani per perenne mancanza di lavoro, le scuole non potranno di certo avere iscritti d’oltre confine o comunque di origine non italiana: non a caso in tutte le Regioni da Roma in giù non si arriva al 2% di iscritti stranieri. Davvero troppo pochi per parlare di “fenomeno nazionale”.

E vuoi vedere che, sotto sotto, nel Sud non c’è lavoro per tenere lontano gli immigrati? Ma quanto siamo furbi…

Nota fuor di ironia (o quasi): non so quale fosse l’intento di questo articolo ma forse sarebbe il caso di non gettare altra benzina sul fuoco. Se no qualcuno si inventerà la deportazione scolastica obbligatoria nelle scuole meridionali.

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